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TRADIZIONI NATALIZIE

La leggenda del vischio

La leggenda, le origini e le proprietà di questa pianta portafortuna

Il vischio è una pianta parassita che si nutre della linfa degli altri alberi, è un sempreverde perenne con bacche gelatinose dall'aspetto cespuglioso, presenta fusti di colore verdognolo con foglie opposte e coriacee di forma oblunga e lanceolata. Fiorisce in marzo con fiori di piccole dimensioni. I frutti sono bacche biancastre, traslucide, rotonde con polpa gelatinosa. E' considerata una pianta ben augurante, portafortuna, ed ancora oggi ci si scambiano gli auguri del nuovo anno proprio sotto la pianta del vischio. Per i sacerdoti celti, i Druidi, il vischio era la pianta usata come panacea per la cura di tutti i mali. Secondo una leggenda nordica teneva lontane disgrazie e malattie; continua in molti paesi a essere considerato simbolo di buon augurio durante il periodo natalizio; perché i suoi poteri possano funzionare non deve mai toccare terra ma bensì restare sempre sospesa.

LA LEGGENDA. C'era una volta, in un paese tra i monti, un vecchio mercante. L'uomo viveva solo, non si era mai sposato e non aveva più nessun amico. Per tutta la vita era stato avido e avaro, aveva sempre anteposto il guadagno all'amicizia e ai rapporti umani. L'andamento dei suoi affari era l'unica cosa che gli importava. Di notte dormiva pochissimo, spesso si alzava e andava a contare il denaro che teneva in casa, nascosto in una cassapanca. Per avere sempre più soldi, a volte si comportava in modo disonesto e approfittava della ingenuità di alcune persone. Ma tanto a lui non importava, perché non andava mai oltre le apparenze. Non voleva conoscere quelli con i quali faceva affari. Non gli interessavano le loro storie e i loro problemi. E per questo motivo nessuno gli voleva bene. Una notte di dicembre, ormai vicino a Natale, il vecchio mercante non riusciva a dormire e dopo aver fatto i conti dei guadagni, decise di uscire a fare una passeggiata. Cominciò a sentire delle voci e delle risate, urla gioiose di bambini e canti. Pensò che di notte era strano sentire tanto chiasso in paese. Si incuriosì perché non aveva ancora incontrato nessuno, nonostante voci e rumori sembrassero molto vicini. A un certo punto cominciò a sentire qualcuno che pronunciava il suo nome, chiedeva aiuto e lo chiamava fratello. L'uomo non aveva fratelli o sorelle e si stupì. Per tutta la notte, ascoltò le voci che raccontavano storie tristi e allegre, vicende familiari e d'amore. Venne a sapere che alcuni vicini erano molto poveri e che sfamavano a fatica i figli; che altre persone soffrivano la solitudine oppure che non avevano mai dimenticato un amore di gioventù. Pentito per non aver mai capito che cosa si nascondeva dietro alle persone che vedeva tutti i giorni, l'uomo cominciò a piangere. Pianse così tanto che le sue lacrime si sparsero sul cespuglio al quale si era appoggiato. E le lacrime non sparirono al mattino, ma continuarono a splendere come perle. Era nato il vischio. (fiaba del Trentino).

CONSIGLI UTILI. Le foglie raccolte prima che la pianta fruttifichi ed essiccate in luogo temperato sono usate per le sue proprietà medicamentose. Il vischio è un ottimo antispasmodico, sedativo ed ipotensivo. In infuso è consumato in caso di ipertensione arteriosa. Va usato solo se consigliati da degli specialisti e se specificatamente indicato. Tutte le parti del vischio possono risultare tossiche; le bacche, soprattutto, sono pericolose per i bambini, che potrebbero essere tentati di mangiarle. I sintomi dell'intossicazione da vischio comprendono: gastroenterite, sete elevata, diplopia, dilatazione pupillare, diminuzione dei battiti cardiaci fino al collasso. Si possono verificare anche allucinazioni, disturbi mentali e convulsioni.

di Fabiana Chini

- 24 Dicembre 2009

Articolo scritto da Fabiana Chini
Redazione TevereNotizie.com

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