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VIAGGI & REPORTAGE

Note da un piacevole viaggio a Dublino

Ostriche, Guinnes e scogliere a picco sul mare

Nella foto di home page: un tramonto del porto di Hawth, a 10 minuti da Dublino -  Nella foto interna: una veduta delle scogliere dette 'Mother Cliffs' (Foto: Ste.Pa)

Nella foto di home page: un tramonto del porto di Hawth, a 10 minuti da Dublino - Nella foto interna: una veduta delle scogliere dette 'Mother Cliffs' (Foto: Ste.Pa)

Poche ore di sonno e un viaggio improbabile. Un vulcano islandese che non smette di eruttare e nuvole di cenere sparse nei cieli di mezza Europa. Queste le premesse al week end da trascorrere a Dublino. “Tanto l’aereo non partirà, però andiamo lo stesso all’aeroporto così ci rimborsano i soldi del biglietto. Peccato, mi sarebbe piaciuto partire, avevo proprio bisogno di staccare”. Questi sono i discorsi prima della partenza, parole di rassegnazione e volti un po’ tristi condiscono l’atmosfera, non proprio tipica della vigilia di una vacanza. Poi l’arrivo all’aeroporto e la notizia che non t’aspetti: “Cancellati aerei per quella città, per quell’altra, ma non per la tua, non per Dublino", e di colpo ti svegli e sai che stai per partire. Contro tutti i pronostici, stai per volare. Ecco che tornano i sorrisi e il buon umore la fa da padrone. Quelle facce scure, cedono volentieri il passo a una gioia che non sai e non vuoi contenere. Il chek-in lo hai fatto on line e adesso non ti resta che mettere il tuo bagaglio a mano sul nastro trasportatore, passare sotto il metal detector e andare via. Dal finestrino dell’aereo cerchi la nuvola di cenere e te la immagini tutta nera, ma non c’è nulla del genere. Solo un cielo azzurro e il sole che a quell’altezza sembra troppo vicino per essere vero. Leggi qualche pagina di un libro che non trovi mai il tempo di leggere. Fai una chiacchiera con i compagni di avventura. E poi ti addormenti e ti risveglia solo il sobbalzo dell’aereo sulla pista. Sei appena atterrato, sei arrivato in una nuova città e quando scendi dalle scalette te ne accorgi subito dall’aria nuova che respiri. Che la vacanza sudata e meritata abbia inizio e che finisca più tardi possibile, perché si sa, l’unica cosa brutta dei giorni che uno passa in vacanza, è la loro cattiva abitudine di trascorrere troppo velocemente.

QUALCOSA SU DUBLINO. E’ la capitale della Repubblica d’Irlanda. Sta molto vicina al Polo nord. È divisa da pochi metri di mare dalla Gran Bretagna. Ha una storia lunga secoli, piena di leggendari guerrieri invincibili. La lingua ufficiale, quella moderna, è l’inglese. La lingua madre, quella nata e cresciuta con la storia del popolo, è il celtico. Come moneta si utilizza l’euro e il simbolo della città è una lira girata su sé stessa, perché quella non girata, l’ha utilizzata molto tempo prima il mastro birraio dublinese, Arthur Guinnes, protagonista indiscusso nel mondo delle birre. Le persone sono ben disposte, abituate al turismo ed ai turisti. Sono cordiali e assieme alle risposte, regalano sempre un sorriso. Le strade della città sono pulite e sicure. Capita spesso di vedere coppie di poliziotti che passeggiano tra la gente e controllano che nulla accada. Un grande spazio ed una grande importanza è data alla musica celtica, la musica tradizionale. All’interno dei locali si assiste ad una rotazione continua di gruppi che cantano dal vivo ed ricevono applausi da tutti i presenti. La cultura del pub è molto radicata e non è un caso che tutti i locali siano aperti dall’ora di pranzo fino a tarda notte, né che la birra irlandese, sia tra le più amate e bevute del mondo.

IL PATRIOTTISMO DUBLINESE. Come detto, gli irlandesi sono legati alle proprie origini. Difendono e tengono vive le tradizioni. Non lasciano la lingua celtica in favore dell’inglese. Suonano, cantano ed ascoltano le proprie musiche. Bevono la propria birra. Osannano la propria città e la propria Nazione. Sono aperti al mondo, ma non permettono al mondo di prendere il sopravvento. C’è una convivenza perfetta tra tutte le persone, che sono diversissime tra loro e passeggiano sempre in gruppo. I dublinesi sono gioviali, il che non è molto comune tra i popoli del nord Europa, tant’è che un italiano si sente come a casa in una città così. Unico neo il clima, che resta rigido, freddo, grigio, ma se sei fortunato può capitarti un week end di sole e cielo azzurro, come è capitato al sottoscritto.

di Stefano Papalia 

- 10 Maggio 2010

Articolo scritto da Stefano Papalia
Redazione TevereNotizie.com

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1.

......collega, mi hai fatto venir voglia di partire per le terre Irlandesi!!!

Commento inviato il 19-11-2010 da Fabiola

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