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PAROLA DEL SIGNORE

Il Vangelo di mercoledì 17 febbraio 2010

Il commento del Mercoledì delle Ceneri è dell'Eremo di San Biagio

Con il Mercoledì delle Ceneri inizia il Tempo di Quaresima. Si tratta di un periodo di riflessione su se stessi e sui progressi da compiere nella propria vita spirituale in preparazione alla Santa Pasqua. Per questo motivo si raccomandano l'esame di coscienza e la confessione, non per compiacere qualcuno, ma per combattere e superare quegli "ostacoli" del nostro carattere che ci separano da Dio e dal bene che ci è necessario. Quindi, non esteriorità o bigottismo, ma una sincera e profonda  analisi su quanto non ci convince di noi stessi e magari chiedere scusa e riparare le nostre mancanze; insomma, riconciliarsi e ripartire migliorati.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 6,1-6.16-18

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli.
Quando dunque fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Quando invece tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà".

IL COMMENTO DELL'EREMO DI SAN BIAGIO. Dalla parola del giorno: "Invece, quando tu digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà".

COME VIVERE QUESTA PAROLA? Come vivere questa Parola? Che senso ha il digiuno anche oggi? Non parlo di quello delle cure dimagranti o imparentate con le cure estetizzanti, ma con l'impegno ascetico di tacitare le pretese del corpo che vorrebbe nutrirsi più del necessario. Perché è vero: quando il corpo è troppo accontentato l'anima si rattrappisce. Fustigarlo un po', come si fa con un cavallo troppo focoso è bene. Fustigarlo fino a buttarlo a terra oppure tralasciare del tutto di prendere a volte la frusta, è pure deleterio. È dunque ben chiaro che la pratica del digiuno, oggi come ieri, è nella quaresima, come il sale nelle vivande. La rende davvero un tempo salutare! Attenzione però il digiuno, se è pratica religiosa, deve trovare nell'interiorità la sua ragione d'essere. Se è fatto per apparire uomini e donne ligie a una legge imposta dalla Chiesa, questa pratica non solo è nulla ma viene guastata come una mela dal verme che la divora dal di dentro. Contro il culto dell'apparire Gesù è sempre combattivo. Si pensi a quello che ha detto a proposito dei farisei. Il suo passare all'attacco qui è rappresentato da un gesto inatteso, splendidamente rivoluzionario e gioioso. Digiuni? E, in senso più largo, mortifichi non solo la voglia di mangiare anche fuori posto, ma di parlare anche quando dovresti tacere, di comperare quando è il caso di trattenerti dallo spendere e dallo sciupio? Ebbene profumati il capo. Cioè abbi un volto sereno, possibilmente festoso. Copri la piccola morte del tuo ego ed esalta, nella gioia, la tua dedizione a Dio, il tuo fargli spazio nell'imitazione di Cristo Gesù che digiunò nel deserto. Signore, dammi di praticare quel digiuno che tu vuoi da me, però senza averne l'aria. Dammi un cuore colmo del tuo amore, e occhi ridenti, festivi.

LA VOCE DI UN DOTTORE DELLA CHIESA. "Il digiuno non germoglia se non è innaffiato dalla misericordia. Il digiuno inaridisce, se inaridisce la misericordia. Ciò che è la pioggia per la terra, è la misericordia per il digiuno. Quantumque ingentilisca il cuore, purifichi la carne, sradichi i vizi, semini le virtù, il digiunatore non coglie frutti se non farà scorrere fiumi di misericordia" - San Pietro Crisologo.

Il commento è dell'Eremo di San Biagio

- 16 Febbraio 2010

Articolo scritto da Fabiana Chini
Redazione TevereNotizie.com

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