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PAROLA DEL SIGNORE

Il Vangelo di domenica 31 ottobre 2010

Il commento della XXXI Domenica del Tempo Ordinario Ŕ di Don Carlo Occelli

...A volte basta poco a cambiare una vita sbagliata. Se invece del disprezzo si guarda a chi è "lontano" con rispetto, se gli si dedica attenzione quando non amore, si possono ottenere esiti sorprendenti. Nessuno mai è da ritenere irrimediabile; anche chi fosse precipitato nell'abisso è dotato di risorse sufficienti a risalirne; se poi l'intelligenza e la volontà non bastassero, non gli mancherà certo l'aiuto di Dio...(Mons. Roberto Brunelli). Il saggio Libro della Sapienza, ci offre oggi un brano meraviglioso, che, nella sua profondità, si commenta da sé. Signore, tutto il mondo davanti a te, è come polvere sulla bilancia, come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra. Hai compassione di tutti, perché tutto tu puoi, non guardi ai peccati degli uomini, in vista del pentimento. Poiché tu ami tutte le cose esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato; se avessi odiato qualcosa, non l'avresti neppure creata. Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non vuoi? O conservarsi se tu non l'avessi chiamata all'esistenza? Tu risparmi tutte le cose, perché tutte son tue, Signore, amante della vita, poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose. Per questo tu castighi poco alla volta i colpevoli e li ammonisci ricordando loro i propri peccati, perché, rinnegata la malvagità, credano in te, Signore. (Sap 11,22-12,2)

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 19,1-10

In quel tempo, Gesù, entrato in Gerico, attraversava la città. Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: "Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua". In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: "È andato ad alloggiare da un peccatore!". Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: "Ecco, Signore, io dò la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto". Gesù gli rispose: "Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch'egli è figlio di Abramo; il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto".

IL COMMENTO DI DON CARLO OCCELLI. Oggi mi fermo da te. Dopo alcune settimane di vangeli caratterizzati dalla forte interiorità, eccoci scaraventati in una pagina movimentata, come un film d'avventura che, dopo le fasi iniziali, passa all'azione. Travolgente, mozzafiato. Ci sono pagine del vangelo che sono così, quasi un vangelo nel vangelo: in un racconto ti esprimono in realtà tutto l'avvento del nuovo regno di Gesù. La storia dell'arcipeccatore di Gerico unisce il Natale con la Pasqua. Siamo aiutati a comprendere che significa che il Signore è venuto in mezzo a noi a portare la salvezza ed insieme contempliamo la risurrezione della vita! Fin da ragazzo sono stato, come penso molti di noi, affascinato da questo personaggio e dalla sua audacia. Non mi stanco mai di entrare visivamente in quella scena. La folla gremiva le vie di Gerico. Penso alle folle di giovani che ho visto nelle Giornate Mondiali dei giovani, o alle strade del centro di Roma affollate di turisti avidi di shopping... o a grandi eventi dove la gente è stipata per vedere il proprio beniamino per poter rubare uno sguardo, un contatto o un autografo. Insomma la folla c'è. Spinge, calpesta, urla, litiga, vuole vedere la star che passa di lì. Di lui, Gesù, se ne stanno raccontando di tutti i colori, ma sarà tutto vero?! L'importante è essere lì, ora, per poi raccontarlo.

INCONTRARE GESU'. Faccio un passo indietro: il vangelo mi presenta subito il protagonista di oggi con due aggettivi inequivocabili: capo dei pubblicani e ricco. Peggio di così non potrebbe essere. In combutta con l'odiato popolo di Roma (governo ladro e conquistatore!), e ciò per un buon ebreo equivale all'esclusione dalla salvezza... e pure ricco... il che lo esclude dalla salvezza anche alle orecchie del cristiano che ricorda le parole di Gesù "è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieli". Insomma: mission  impossible. Un caso disperato. Tanto per capirci: Zaccheo non amava molto farsi vedere in giro, non passeggiava per le vie del paese alla sera o nel giorno di riposo. Agli inizi ci aveva provato. Ora non più, stanco di sentirsi osservato come il peggior peccatore del paese, innervosito dai continui bisbigli che udiva al suo passare, accompagnato da falsi sorrisi che mal sopportava. Intendiamoci: tutto questa diffidenza se la meritava quell'infame traditore disonesto! A Gerico passa Gesù, il nazareno. Se ne parla da giorni. In città un cieco è stato guarito grazie a questo rabbi che pare abbia poteri incredibili. Non solo con i suoi miracoli,  ma anche con le  sue parole.  Nessuno gli resiste,  molti lo acclamano come l'atteso Messia, altri lo scrutano con sospetto... tutti lo vogliono vedere! Zaccheo ne sente parlare. Non dice niente a nessuno, neppure alla moglie Sara. Quel giorno esce prima dall'ufficio con la scusa di alcune commissioni da fare. Con la sua borsa colma di documenti si dirige verso il centro: Gesù deve passare di là. E Zaccheo lo vuole vedere. C'è una strana curiosità in lui, qualcosa che non aveva mai sentito prima. Vuole vedere chi è. Scoprire l'identità di quel tipo così chiacchierato... Da tempo albergano nel suo cuore certi interrogativi sul senso della vita e sulla sua felicità. Non ha fatto trapelare nulla di tutto ciò, abituato a trattenere i propri sentimenti. Ma quel giorno qualcosa lo spinge a rischiare. Eccolo mentre si avvicina alla folla già assiepata lungo le transenne. Cerca di farsi largo, come può. In punta di piedi, si aiuta con le mani... ma niente. La gente lo riconosce, gli getta degli sguardi assassini, nessuno lo farebbe certo passare avanti per gentilezza. Lui qui?!? Eh no!! Qui non conta essere ricchi, se ne stia pure dietro il piccoletto malefico! Ora ce lo godiamo noi lo spettacolo! Ma Zaccheo è matto, corre in avanti. Come un bambino, abbandona la borsa. Ci sarà il tempo per riprenderla. Salire su in balcone? E chi l'avrebbe invitato? Ecco un sicomoro! Ma che figura!!! E se qualcuno mi vede? Perderei la faccia dell'impassibile Zaccheo...  Echissenefrega! Vada per il sicomoro. Si arrampica, quasi si mimetizza tra le foglie. Ad un centinaio di metri Gesù si sta avvicinando. Parla, la folla lo ascolta e grida allo stesso tempo. Non riesce ancora ad intuirne il significato... e intanto si avvicina...  Zaccheo è fermo, immobile, duro come un ramo. Silenzioso come una foglia. Mancano pochi metri... Gesù parla del regno dei cieli... si avvicina... Il cuore di Zaccheo batte forte... "speriamo che non mi veda speriamo che non mi veda...". Quasi non respira, trangugia la saliva molto lentamente... Eccolo Gesù, ora è proprio sotto di lui... E accade l'impossibile. Un movimento della testa. Uno sguardo che si alza e colpisce. Ora, il cuore... quasi si ferma. Il mondo si ferma, la gente impietrita, attonita ed in silenzio. Uno sguardo d'amore... una testa che si muove... Scusate, ma voglio il replay con il movimento a rallentatore e il fermoimmagine. Che scena! Romeo e Giulietta ci fanno un baffo. Sì, questa è la scena dell'amore divino che incontra l'uomo. Questa è vita, poesia, musica... come volete voi! Questo è il regno dei cieli! Zaccheo scendi subito, perché oggi devo fermarmi da te! Caro amico, non senti la voce di che qui ed ora ti chiama per nome dicendoti: Carlo, scendi subito oggi mi fermo da te! Da me?!!!!!? Rimango senza fiato, eppure è da una vita che aspettavo questo momento, pur senza saperlo nitidamente. Ne avevo nostalgia di quello sguardo, pur senza averlo visto mai! E lui si ferma da me! Me lo vedo Zaccheo, mentre scende di fretta, praticamente cade. Rompe qualche ramo. E' a terra. La folla che lo fissa. Gesù non chiede nulla, solo di essere accolto, di fermarsi a casa sua. A casa tua. Ma Zaccheo ormai è pieno di gioia e quando uno è pieno di gioia, allora fa delle cose matte... inizia semplicemente a vivere!

DALLE PAROLE AI FATTI. Fermiamoci qui, entriamo in questo brano. Entriamo finalmente nella  nostra vita. Sei proprio certo di voler vedere Gesù? Questo il primo interrogativo che vogliamo porci: veramente desidero vedere Gesù? Incontrarmi con lui? C'è qualcosa, in questo momento della mia vita, che me lo impedisce? C'è una situazione, una circostanza, una persona che hanno nella vita il ruolo della folla? Impedirmi di vedere Gesù? Cosa posso fare per oltrepassare questa folla e salire sul mio sicomoro? Cosa può essere per me il sicomoro? Questo momento di meditazione? La Messa? Un'ora di adorazione... Oggi la salvezza è entrata in questa casa... Cristo ci passa sotto gli occhi, ora. Sapremo vederlo? O ci accontenteremo di stare tra la folla, dove nessuno lo incontra veramente? No, io desidero incontrarlo questa volta! Arrivo!!! Fate largo! Eccolo, ora si avvicina... Ora è lì con  te...

Il commento è di Don Carlo Occelli

- 29 Ottobre 2010

Articolo scritto da Fabiana Chini
Redazione TevereNotizie.com

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