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PAROLA DEL SIGNORE

Il Vangelo di domenica 24 marzo 2019

Il commento della III Domenica di Quaresima è di Don Luciano Cantini

Non è il peccato il perno della storia, l'asse attorno al quale ruota il mondo. Dio non spreca la sua eternità e potenza in castighi, lotta con noi contro ogni male, lui è mano viva che fa ripartire la vita. Infatti aggiunge: Se non vi convertirete, perirete tutti. Conversione è l'inversione di rotta della nave che, se continua così, va diritta sugli scogli. Non serve fare la conta dei buoni e dei cattivi, bisogna riconoscere che è tutto un mondo che deve cambiare direzione: nelle relazioni, nella politica, nella economia, nella ecologia. Mai come oggi sentiamo attuale questo appello accorato di Gesù. Mai come oggi capiamo che tutto nel Creato è in stretta connessione: se ci sono milioni di poveri senza dignità né istruzione, sarà tutto il mondo ad essere deprivato del loro contributo; se la natura è avvelenata, muore anche l'umanità; l'estinzione di una specie equivale a una mutilazione di tutti. Convertitevi alla parola compimento della legge: " tu amerai". Amatevi, altrimenti vi distruggerete. Il Vangelo è tutto qui. Alla gravità di queste parole fa da contrappunto la fiducia della piccola parabola del fico sterile. (commento di Padre Ermes Ronchi)

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 13,1-9


In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù circa quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici.
Prendendo la parola, Gesù rispose: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte?
No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.
O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Sìloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme?
No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
Disse anche questa parabola: «Un tale aveva un fico piantato nella vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò.
Allora disse al vignaiolo: Ecco, son tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo. Taglialo. Perché deve sfruttare il terreno?
Ma quegli rispose: Padrone, lascialo ancora quest'anno finché io gli zappi attorno e vi metta il concime
e vedremo se porterà frutto per l'avvenire; se no, lo taglierai».


IL COMMENTO DI DON LUCIANO CANTINI: "IL CORAGGIO DELLA CONVERSIONE". Una notizia di cronaca viene riferita a Gesù: un tafferuglio, un tumulto represso con il sangue. Proprio come oggi accade: una bomba, uno che spara all'impazzata, lacrimogeni, sassaiole, morti e feriti. Tre le circostanze indicate: i rivoltosi erano Galilei come Gesù; è intervenuta la gendarmeria di Pilato dunque romani/pagani; ed il tutto è avvenuto all'interno del tempio di Gerusalemme, nella parte più riservata, là dove si usava immolare i sacrifici. Probabilmente si è trattato di zeloti, nazionalisti ed antiromani che hanno tentato un'azione di forza e la repressione ha assunto le caratteristiche di sacrilegio. Che cosa ne dice Gesù? Anche questo ha il tono della provocazione: il Messia che è venuto ad annunciare la buona novella ai poveri, la liberazione ai prigionieri, a portare la vista ai ciechi e la libertà agli oppressi. Da quale parte sta il male, è la domanda di sempre per condannare e scagionare questo o quello. O peggio ancora per condannare gli altri e assolvere noi stessi. Che dire, oggi, degli integralisti islamici? O dei Cristiani costretti a scappare dalle loro case e dalla loro terra? Che dire di tutto quel sangue versato in ogni dove. La storia sembra non cambiare la sua virulenza, così come facilmente si esprimono giudizi, condanne, obbrobri, tirandosi dalla parte dei giusti. Gesù, come il suo solito, devia il discorso su un altro piano.

SE NON VI CONVERTIRETE, PERIRETE TUTTI ALLO STESSO MODO. Per due volte ripete le stesse parole, il male non sta tutto da una parte come il bene non sta tutto nell'altra. Lo dice riguardo il fatto che gli è stato riferito, ma anche al crollo di una torre che lui stesso racconta. Anche questo assomiglia a tanti fatti della storia contemporanea di cui l'uomo non si vuol capacitare. La risposta di Gesù è il frutto di un lungo discernimento su se stesso, sul suo rapporto con il Padre, la sua missione, il Regno di Dio che va annunciando. Nel racconto delle tentazioni Luca distingue bene tra il pensiero dell'uomo alla ricerca del potere e la libertà del Regno; tra l'idolatria della legge, dell'ordine, della proprietà, del lavoro, del benessere, della libertà, del partito, dello stato, delle ideologie, della chiesa... dei mezzi che diventano fine e la libertà da tutto questo. Gesù non condanna nessuno. A chi si aspettava una condanna di Pilato, peccatore e sacrilego, Gesù risponde spostando l'attenzione sulle vittime, vittime dello stesso peccato di Pilato. La storia degli uomini dà la ragione a chi è più forte ed il debole tenta di farsi una ragione con le stesse armi sbagliate del forte. Questo è il guaio della storia. Non si può combattere l'arroganza del potere con le stesse armi del potere, né si può combattere il terrorismo con le stesse armi del terrorismo.
Il male è nel cuore di ogni uomo e cresce in ciascuno proprio quando lo si identifica con l'altro che diventa il nemico. Il male visto negli altri è una sorta di agente rivelatore del male che è in noi e ci chiama alla conversione, a cambiare i punti di vista del nostro vivere. Non possiamo guardare la storia e i fatti giudicandoli dall'esterno, in modo distaccato quasi ne fossimo estranei, noi siamo dentro questa storia e dentro quei fatti. Non siamo giusti ed innocenti... “non abbiamo fatto nulla di male” non è una frase che ci compete. Una cosa è certa: se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. I fatti sono segni da leggere, moniti per il futuro, chiedono la nostra conversione, un cambiamento radicale: alla violenza non si può rispondere con altrettanta violenza, non saranno le porte blindate, i porti chiusi, i muri dei confini a salvarci.

LA SOLUZIONE PIU' SEMPLICE: TAGLIALO! La soluzione più semplice sembra quella di tagliare il fico che “rende inutile la terra”. Ogni giudizio provoca una condanna e ogni condanna una sentenza. Le nostre carceri sono stracolme di gente ritenuta inutile e dannosa alla nostra società “perbene”, ancora oggi in varie parti del mondo si applica la sentenza più drastica: “Taglialo!”. Anche Gesù subisce la stessa sentenza e per eseguirla poteri avversi (giudei e romani, religiosi e politici, capi e popolo) si sono accordati, perché il male ha bisogno di tutti i poteri per sopraffare.
La conversione ci chiede pazienza, zappare e concimare, dissodare la durezza del cuore dell'uomo, mettere il proprio ingegno e il proprio sudore, entrare nella storia e incidere su di essa con le proprie capacità e professionalità, con passione in ogni azione e concimare la storia, e la nostra storia personale con la sapienza del Vangelo. Il coraggio della conversione è la libertà autentica davvero conquistata.

Il commento al Vangelo è di Don Luciano Cantini

- 22 Marzo 2019

Articolo scritto da Redazione TevereNotizie
Redazione TevereNotizie.com

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