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PAROLA DEL SIGNORE

Il Vangelo di domenica 21 marzo 2010

Il commento della V Domenica di Quaresima è di Don Carlo Occelli

Senza il perdono non esiste la pace e senza la misericordia non si sa perdonare. Ci sono persone che non provano sentimenti positivi nei confronti dei loro simili e colgono la prima occasione per giudicare e condannare senza pietà chi, secondo loro, non è conforme al loro modo di pensare o di agire. Io li chiamo gli uccisori della Speranza, gli "eliminatori", quelli che ti fanno fuori se non sei "come loro". Sono quelli che si autoassolvono e buttano le colpe sul malcapitato di turno, senza pensare che anche loro sono pieni di peccati, non foss'altro che di superbia, e istigano alla violenza senza sforzarsi di capire come stanno veramente le cose. Gesù non è così e sarebbe un buon ripasso anche per alcuni che si dicono cristiani e che del loro Maestro non hanno proprio nulla. Il perdono, quello vero, è da grandi. Io non voglio la morte del peccatore, ma che si converta e viva.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 8,1-11

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma all'alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava.
Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, gli dicono: "Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?". Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo.
Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra.
E siccome insistevano nell'interrogarlo, alzò il capo e disse loro: "Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei". E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi.
Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. Alzatosi allora Gesù le disse: "Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?". Ed essa rispose: "Nessuno, Signore". E Gesù le disse: "Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più".

IL COMMENTO DI DON CARLO OCCELLI. In certi sguardi si vede l'infinito...LO SGUARDO DI GESU'. "Ed è in certi sguardi che si intravede l'infinito". Così canta Battiato nella stupenda canzone "Tutto l'universo obbedisce all'amore". Devo averla già citata alcune volte. Immergendomi visivamente sulla spianata del tempo, quando portano quella donna sorpresa in flagrante adulterio, cercando di gettarmi anch'io in quella scena movimentata, fatta di sguardi inquisitori e occhiate assassine, ho pensato da subito allo sguardo di Gesù: lì intravedo l'infinito, in quel modo di guardare quella donna ricordo lo sguardo del Padre che abbiamo incontrato la scorsa settimana.

RIFLESSIONE SULLA QUARESIMA. Ora facciamo un passo indietro. Come va? Come stai? Come prosegue la tua quaresima? Dedichiamo sempre qualche minuto a questo interrogativi, ok? Non è tempo perso, ma anzi è il modo intelligente di leggere il tempo settimanale alle nostre spalle. Attraverso il vangelo che ci ha accompagnato in queste settimane, e quindi attraverso i passaggi segreti del silenzio, della bellezza, della paziente fiducia, del rientro in noi stessi, interpretiamo la nostra vita quotidiana: non lasciamo che tutto passi e se ne vada via senza lasciare traccia. Pur scoprendoci sempre poveri, infatti, siamo grati a Dio perché ci sta conducendo al passaggio pasquale. Ogni Domenica il nuovo passaggio segreto ci conduce alla vita.

LA "GIUSTIZIA" FAI DA TE. Il Vangelo di Giovanni, una breve parentesi dai racconti lucani che tuttavia non stona affatto, ci racconta che Gesù ha passato la notte in preghiera presso l'orto degli ulivi. Poi al mattino se n'è tornato al tempio, insieme ai suoi, a predicare. Quanta confusione! Gente che va', gente che viene. Mercanti e fedeli, scribi e sacerdoti, ricchi e poveri insieme, giusti e farabutti... il cuore di Gerusalemme sta tutto lì. Profumo di incenso e di paglia, sacro e profano, polvere e sacrifici, tintinnio di monete e lacrime umane, alte orazioni e bassi affari... un'umanità in miniatura. Ecco che, d'un tratto, il trambusto aumenta: si odono urla, strattoni, incitamenti: "Avanti! Lapidiamola! Non perdiamo tempo! A morte! Vergogna!  Tirati su! Cammina!". La folla è così, oggi come allora: desiderosa di spettacolo, di sangue, di linciaggio facile. Spingono quella donna sorpresa in adulterio. La spingono sotto gli occhi di tutti... sono sguardi che uccidono, condannano, impietosi. E più la folla aumenta, e più lo sguardo diventa sicuro di sé, compiaciuto e sprezzante. Si fa in fretta a raccogliere una pietra. Scompaiono i corpi. Rimangono solo occhi e mani: entrambi carichi, pronti a sferrare il colpo decisivo. Si avvicinano a Gesù. La trappola è servita. Portano con loro una pietra. Qualcuno la posa silenziosamente vicino al Maestro. Ne avrà bisogno anche lui. Questa volta ce l'abbiamo in pugno il rabbì di Nazareth, questa donna ci ha dato l'occasione della vita per metterlo alle corde e sferrare il colpo finale. "Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Mosè, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?". Ma il suo sguardo si china, e si mette a scrivere per terra. Più misterioso di così. Il suo dito nella polvere traccia linee leggere e lo sguardo del Maestro si perde in quella terra, dimentico della folla tutt'intorno. Un minuto appena, poi la gente è impaziente, vuole sapere, non ha tempo da perdere... "Avanti... Dai!... Forza!...".

IL PERDONO. Chi di voi è senza peccato...E nella folla cala il silenzio, interrotto solo dal rumore sordo della prima pietra che cade a terra, e poi la seconda e avanti, una dopo l'altra tutte vengono deposte. Anche gli sguardi si disarmano. Ora non sono più rivolti alla donna, ma a se stessi. Se ne vanno. Si allontanano. A un metro da loro c'è il volto della Salvezza, ma essi si allontanano. Lì c'è Lo sguardo che perdona... ma essi si allontanano. Rimane quella donna con  il Maestro. Dal trambusto alla calma. Dagli sguardi sprezzanti della folla a quello del Maestro: tenerezza penetrante dell'amore. Ed è in certi sguardi che si intravede l'infinito. Nessuno ti ha condannata? Neppure io, va' e non peccare più. Il passaggio segreto del perdono arriva inaspettato e sorprendente. Ti farai trovare sulla spianata? Se ti senti come quella donna, non temere, non avere paura: non riceverai pietre, ma uno sguardo di amore, l'invito ad alzarti e ripartire con fiducia e coraggio. Il perdono non te lo generi da solo, è un dono che passa attraverso quello sguardo! Sei tra coloro che abitualmente hanno la pietra in mano? Lasciala cadere! Basta con il lanciare pietre! La società, il mondo, la politica, la televisione... c'è già una moltitudine di gente che pensa a triturare, che muore dalla voglia di lapidare! Tra noi non sia così! Eppure accade anche nella Chiesa, accade anche nelle comunità e nelle parrocchie: siamo spesso pronti a colpire gli sbagli altrui, troppo spesso ci ritroviamo con la pietra già in mano. Significa che ce ne andiamo in giro armati, con la pietra in tasca, pronta per l'occorrenza. Abbandona la pietra! Il suo perdono ci disarma! Non allontanarti come la folla, non fuggire il perdono! Caro amico, il passaggio segreto di questa settimana è un balsamo di vita. Che tu sia quella donna o quella folla, Gesù desidera incontrarti per regalarti il suo perdono. Non fuggire...

Il commento è di Don Carlo Occelli

- 19 Marzo 2010

Articolo scritto da Fabiana Chini
Redazione TevereNotizie.com

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