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PAROLA DEL SIGNORE

Il Vangelo di domenica 17 ottobre 2010

Il commento della XXIX Domenica del Tempo Ordinario è di Mons. Roberto Brunelli

Nel Vangelo di questa Domenica, Gesù esorta i suoi ascoltatori a pregare incessantemente conservando la fiducia in Dio. Premesso che non si prega solo con la bocca, ma soprattutto con profonda e sincera intenzione, è necessario accantonare per un po' la propria volontà, che potrebbe essere viziata dal peccato, per  mettersi in ascolto puro e sincero dell'amore del Signore e del suo progetto. Dialogare con  Dio con il cuore in mano, senza nascondersi, senza mentire a se stessi, sapendo che chi ascolta è la vera e unica forza che sostiene la nostra vita e desidera che viviamo nella gioia, è una inesauribile fonte di pace. Dal Salmo 120: Il Signore ti proteggerà da ogni male, egli proteggerà la tua vita. Il Signore veglierà su di te, quando esci e quando entri, da ora e per sempre.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 18,1-8

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi: "C'era in una città un giudice, che non temeva Dio e non aveva riguardo per nessuno. In quella città c'era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio avversario. Per un certo tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: Anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessuno, poiché questa vedova è così molesta le farò giustizia, perché non venga continuamente a importunarmi". E il Signore soggiunse: "Avete udito ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà a lungo aspettare? Vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?".

IL COMMENTO DI MONS. ROBERTO BRUNELLI. Il giudice disonesto. Oggi il vangelo presenta "una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: In una città viveva un giudice, che non temeva Dio e non aveva riguardo per nessuno. In quella città c'era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio avversario! Per un po' di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: Anche se non temo Dio e non ho riguardo per nessuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi. E il Signore soggiunse: Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano notte e giorno verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?"

PREGARE CON FEDE. Domanda misteriosa e inquietante, quella che chiude il brano, come inquietante è che un giudice faccia il suo dovere solo per togliersi un fastidio Ma non sta qui il tema del discorso: la breve parabola odierna verte piuttosto sulla preghiera, anzitutto per invitare alla perseveranza: "pregare sempre, senza stancarsi mai". Par di sentire in proposito l'obiezione di molti (A che serve? Tante volte ho pregato e ripregato, ma non ho ottenuto quanto chiedevo...), accampata per giustificare il loro non pregare più. A chi lamenta di non essere stato esaudito, danno risposta altre indicazioni di questo stesso brano evangelico. Primo, occorre pregare con fede autentica, e non è detto che la nostra sempre lo sia; talora somiglia a quella che canta Ornella Vanoni: "proviamo anche con Dio, non si sa mai". Questa non è fede, ma superstizione; Dio non è un'opzione tra le altre, non è il tappabuchi che può risolvere quanto non si è riusciti a ottenere in altro modo: a lui ci si rivolge con la piena, incondizionata fiducia che egli è Padre, premuroso ma anche sapiente; lui sa che cosa va bene per noi, e non sarebbe un buon padre se ci desse quello che, nell'immediato o in futuro, ci sarebbe non di vantaggio ma di danno. In altre parole - ed è la seconda indicazione offerta da questo brano evangelico - Dio "fa giustizia", cioè fa ciò che è giusto. Possiamo chiedergli quello che pare giusto a noi, ma con la fede di chi si rimette al suo giudizio, si mette nelle sue mani, accetta la sua volontà anche quando discorda dalla nostra. Così Gesù ci ha insegnato, invitandoci a chiedere nel "Padre nostro", "Sia fatta la tua volontà", e così ci ha insegnato con l'esempio, quando nell'orto degli ulivi, nell'imminenza della sua passione, ha pregato dicendo: "Padre, se possibile passi da me questo calice; però non come voglio io, ma come vuoi tu". Sublime modello!

ACCOGLIERE LA VOLONTA' DI DIO. La preghiera autentica non sta nel tentare di piegare Dio al nostro volere, ma nel cercare di mettersi nella sua ottica, inserendosi nel progetto che egli ha sul mondo e su ciascun uomo, convinti che si tratta di un progetto di bene per i singoli e per l'intera umanità.  In terzo luogo: la vera piena giustizia si attuerà "quando il Figlio dell'uomo - cioè lo stesso Gesù - verrà" a prenderci da questa vita e, se ci troverà aderenti alla fede, ci trasferirà là dove tutti e per sempre sono felici di fare la volontà di Dio. La perfezione non è di questo mondo, inquinato dal male: per guarire il quale tuttavia egli ci ha dato la ricetta, riassumibile appunto nel fare la sua volontà. Se tutti gli uomini si preoccupassero di questo, ad esempio osservando i comandamenti, cadrebbero tante nostre richieste, perché non ci sarebbero più soprusi, violenza, miseria eccetera. Questo mondo non sarebbe già il paradiso, ma ci andrebbe vicino.

Il commento è di Mons. Roberto Brunelli

- 15 Ottobre 2010

Articolo scritto da Fabiana Chini
Redazione TevereNotizie.com

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