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PAROLA DEL SIGNORE

Il Vangelo di domenica 10 settembre 2017

Il commento della XXIII Domenica del Tempo Ordinario è di Padre Ermes Ronchi

Quando qualcuno ci fa del male, ci ferisce, agisce male, Gesù ci chiede di avere il coraggio di correggerlo: 'Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va' e ammoniscilo'. A prima vista, sembra che ciò contraddica quanto il Vangelo dichiara altrove: 'Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l'altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello'. Qui Gesù raccomanda un perdono incondizionato, che non solo non conduce in tribunale, ma addirittura lascia tutto all'altro per eliminare il conflitto alla radice attraverso la rinuncia all'opposizione. Il perdono, infatti, per poter essere autentico - e in questo senso è una grazia, un dono che solo il Signore può farci - deve essere totale, non restare solo sulle labbra, ma penetrare nel nostro cuore, non attendere che l'altro cambi, ma precederlo rifiutando di identificarlo con il male che ha commesso. Al tempo stesso però ci è insegnato oggi che il perdono non è cieco. Deve certo rompere radicalmente la spirale del male e della vendetta - e per questo deve essere incondizionato - ma se è autentico è caratterizzato da una preoccupazione reale per l'altro. Non mi basta perdonarlo, non provare più astio nei suoi riguardi, avere la coscienza a posto davanti al Signore. Se davvero credo che l'altro abbia commesso il male e sia per questo in pericolo, allora non posso non desiderare il suo cambiamento, la sua conversione. Per questo Gesù raccomanda di pregare per coloro che ci fanno del male, non solo come terapia per accedere al perdono, ma anche come segno della sua autenticità. (commento di Don Luigi Gioia)

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 18,15-20


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commette una colpa, và e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello;
se non ti ascolterà, prendi con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni.
Se poi non ascolterà neppure costoro, dillo all'assemblea; e se non ascolterà neanche l'assemblea, sia per te come un pagano e un pubblicano.
In verità vi dico: tutto quello che legherete sopra la terra sarà legato anche in cielo e tutto quello che scioglierete sopra la terra sarà sciolto anche in cielo.
In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà.
Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro».

IL COMMENTO DI PADRE ERMES RONCHI: "AMMONIRE E PERDONARE PER "GUADAGNARE" UN FRATELLO". Il perdono non consiste in una emozione, ma in una decisione. Non nasce come evento improvviso, ma come un percorso. La portata scandalosa del perdono, ciò che va contro tutti i nostri istinti, sta nel fatto che è la vittima che deve convertirsi, non colui che ha offeso, ma colui che ha subito l'offesa. Difficile, eppure il Vangelo assicura che è una possibilità offerta all'uomo, per un futuro risanato. «Il perdono è la de-creazione del male» (R. Panikkar), perché rattoppa incessantemente il tessuto continuamente lacerato delle nostre relazioni.

I CINQUE PASSI INDICATI DA GESU'. Gesù indica un percorso in 5 passi. Il primo è il più esigente: tu puoi intervenire nella vita di un altro e toccarlo nell'intimo, non in nome di un ruolo o di una presunta verità, ma solo se ha preso carne e sangue dentro di te la parola fratello, come afferma Gesù: se tuo fratello pecca... Solo la fraternità reale legittima il dialogo. Quello vero: non quello politico, in cui si misurano le forze, ma quello evangelico in cui si misurano le sincerità. Il secondo momento: dopo aver interrogato il cuore, tu va' e parla, tu fa il primo passo, non chiuderti in un silenzio ostile, non fare l'offeso, ma sii tu a riallacciare la relazione. Lontano dalle scene, nel cuore della vita, tutto inizia dal mattoncino elementare di tutta la realtà, il rapporto io-tu. Se ti ascolta, avrai guadagnato tuo fratello. Verbo stupendo: guadagnare un fratello. Il fratello è un guadagno, un tesoro per te e per il mondo. Investire in fraternità è l'unica politica economica che produce vera crescita. Poi gli altri passi: prendi con te una o due persone, infine parlane alla comunità. E se non ascolta sia per te come il pagano e il pubblicano. Un escluso, uno scarto? No. Con lui ti comporterai come ha fatto Gesù, che siede a mensa con i pubblicani per annunciare la bella notizia della tenerezza di un Dio chino su ciascuno dei suoi figli.

SCIOGLIERE E LEGARE. Tutto quello che legherete o che scioglierete sulla terra, lo sarà anche in cielo. Gesù non parla da giurista, non lo fa mai. «Il potere di perdonare il male non è il potere giuridico dell'assoluzione, è il potere di diventare una presenza trasfigurante anche nelle esperienze più squallide, più impure, più alterate dell'uomo» (Don Michele Do). È il potere conferito a tutti i fratelli di diventare presenza che de-crea il male, con gesti che vengono da Dio: perdonare i nemici, trasfigurare il dolore, immedesimarsi nel prossimo: è l'eternità che si insinua nell'istante. Infatti: ciò che scioglierete, come lui ha sciolto Lazzaro dalle bende della morte; ciò che legherete, come lui ha legato a sé uomini e donne; ciò che scioglierete avrà libertà per sempre, ciò che legherete avrà comunione per sempre.

Il commento al Vangelo è di Padre Ermes Ronchi

- 07 Settembre 2017

Articolo scritto da Redazione TevereNotizie
Redazione TevereNotizie.com

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