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PAROLA DEL SIGNORE

Il Vangelo di domenica 10 gennaio 2010

Battesimo del Signore: il commento è di don Roberto Seregni

La proposta di salvezza e di santità che Gesù fa nel suo vangelo è in verità un cammino arduo nel senso che richiede il distacco dalle mode dei tempi, dalle "leggi" del gruppo o della categoria se queste sono anti-vita, anti-umanità sana. Non si può pensare di essere cristiani solo perché la domenica si va a messa per tradizione a sfoggiare il vestitino nuovo o a farsi vedere per racimolare qualche voto quando ci sono le elezioni. Essere cristiani significa avere il coraggio di scegliere che cosa si vuole fare della propria esistenza e se la meta è la polvere o la luce. Predicava San Cromazio di Aquileia ( ? - 407), vescovo: "...Quindi al battesimo del Signore i cieli si sono aperti affinché, per il lavacro della nuova nascita, scoprissimo che i regni dei cieli sono aperti ai credenti, secondo questa parola del Signore: "Se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio"(Gv 3,5). È dunque entrato, colui che rinasce e non ha trascurato di preservare il suo battesimo...".

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 3,15-16.21-22

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro, riguardo a Giovanni, se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: "Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco".
Quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo: "Tu sei il mio Figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto".

IL COMMENTO DI DON ROBERTO SEREGNI. La voce e la colomba. Poche settimane fa la liturgia ci ha fatto meditare sulla famiglia di Nazareth. Ci siamo lasciati stupire dal silenzio di quei trent'anni, dalla quotidiana normalità, dal lavoro in bottega, dal silenzio dei Vangeli sulla casa di Giuseppe e Maria. Insomma: Gesù ha avuto trent'anni di silenzio e di interiorizzazione per decidere come rivelarsi alle folle e oggi la liturgia ci fa rivivere questa prima rivelazione di Gesù.

L'AGIRE DI GESU'. Attenzione: da dove parte la missione Gesù? Chi sono i prescelti per raccogliere le primizie della sua manifestazione? Qual è la scelta programmatica da cui iniziare l'annuncio della salvezza? Bellissimo: Gesù si mette in fila con i peccatori senza corsia preferenziale. In silenzio. Uno tra di loro. Dio tra gli uomini. L'evangelista Luca lega tre eventi dell'inizio della vita pubblica di Gesù: il battesimo, la tentazione e il discorso programmatico nella sinagoga di Nazareth. Intrecciati dal tema dello Spirito Santo, manifestano quelle costanti fondamentali per intuire la persona di Gesù e la direzione della sua missione. Un primo aspetto è senza dubbio quello della solidarietà di Gesù con il suo popolo. Una scelta fondamentale alla quale rimarrà fedele per tutta la sua vita e che lo porterà sulla Croce: in fila con i peccatori al Giordano, crocifisso in mezzo a loro sul Calvario. E' meravigliosa questa solidarietà di Gesù con il suo popolo, con gli ultimi, con gli scartati. La discesa dello Spirito e la Parola del Padre rivelano un compiacimento trinitario sulla missione del Figlio. La voce e la colomba rivelano l'identità di Gesù, svelano che quell'uomo in fila con i peccatori davanti al Battista è la trascrizione storica del Volto di Dio. Un secondo aspetto da sottolineare è l'attenta annotazione di Luca "mentre stava in preghiera" (v.21). Tutti i momenti più importanti della vita di Gesù sono segnati dalla preghiera. C'è una costante, c'è uno spazio e un tempo che aprono la sua vita ad una relazione incandescente con il Padre nel dono dello Spirito. E' un ritmo che da freschezza alla storia, è una appartenenza feconda che Gesù inscrive in tutti i passaggi più importanti nella rivelazione del Volto del Padre.

IL NOSTRO AGIRE. E tu, cercatore di Dio, quale tempo e quale spazio della tua giornata dedichi all'intimità con il Padre, all'ascolto della Parola, all'invocazione dello Spirito? Lascia che la preghiera sia l'innesto della Sua presenza nel tuo quotidiano, sia la bussola per orientare la tua ricerca del Suo Volto. Non affannarti a scovarlo tra le nubi del cielo o negli avvenimenti sensazionali del marketing religioso. Cercalo dove Lui ha scelto di lasciarsi incontrare. Cercalo nella Parola spezzata e condivisa con la tua comunità, nel sorriso dell'anziano a cui porti la sua ministra preferita, in tuo papà che ad ogni costo ti vuole vedere laureato, nei giovani a cui annunci senza stancarti la Parola di vita, in quel professore che proprio non ti capisce, nell'amico che ti pugnala alle spalle con il tuo segreto più intimo, nella fatica di scegliere, in quella ferita che ancora fa male. Buona settimana.

Il commento è di don Roberto Seregni

- 09 Gennaio 2010

Articolo scritto da Fabiana Chini
Redazione TevereNotizie.com

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