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PAROLA DEL SIGNORE

Il Vangelo di domenica 1 marzo 2020

Il commento della I Domenica di Quaresima è di Don Giacomo Falco Brini

È bella la Quaresima. Non si impone come la stagione penitenziale, ma si propone come quella dei ricominciamenti: della primavera che riparte, della vita che punta diritta verso la luce di Pasqua. Un tempo di novità, di nuovi, semplici, solidali, concreti stili di vita, a cura della “Casa comune” e di tutti i suoi abitanti. Dì che queste pietre diventino pane! Il pane è un bene, un valore indubitabile, santo perché conserva la cosa più santa, la vita. Cosa c'è di male nel pane? Ma Gesù non ha mai cercato il pane a suo vantaggio, si è fatto pane a vantaggio di tutti. Non ha mai usato il suo potere per sé, ma per moltiplicare il pane per la fame di tutti. Gesù risponde alla prima sfida giocando al rialzo, offrendo più vita: «Non di solo pane vivrà l'uomo». Il pane dà vita, ma più vita viene dalla bocca di Dio. Dalla sua bocca è venuta la luce, il cosmo, la creazione. È venuto il soffio che ci fa vivi, sei venuto tu fratello, amico, amore mio, che sei parola pronunciata dalla bocca di Dio per me e che mi fa vivere. Seconda tentazione: Buttati giù dal pinnacolo del tempio, e Dio manderà un volo d'angeli. La risposta di Gesù suona severa: non tentare Dio, non farlo attraverso ciò che sembra il massimo della fiducia in lui, e invece ne è la caricatura, esclusiva ricerca del proprio vantaggio. Il più astuto degli spiriti non si presenta a Gesù come un avversario, ma come un amico che vuole aiutarlo a fare meglio il messia. E in più la tentazione è fatta con la Bibbia in mano: fai un bel miracolo, segno che Dio è con te, la gente ama i miracoli, e ti verranno dietro. E invece Gesù rimanderà a casa loro i guariti dalla sua mano con una raccomandazione sorprendente: bada di non dire niente a nessuno. Lui non cerca il successo, è contento di uomini ritornati completi, liberi e felici. Nella terza tentazione il diavolo alza la posta: Adorami e ti darò tutto il potere del mondo. Adora me, segui la mia logica, la mia politica. Prendi il potere, occupa i posti chiave, imponiti. Così risolverai i problemi, e non con la croce. La storia si piega con la forza, non con la tenerezza. Vuoi avere gli uomini dalla tua parte, Gesù? Assicuragli tre cose: pane, spettacoli e un leader, e li avrai in pugno. Ma per Gesù ogni potere è idolatria. Lui non cerca uomini da dominare, vuole figli che diventino liberi e amanti. Allora angeli si avvicinarono e lo servivano. Il Signore manda angeli ancora, in ogni casa, a chiunque non voglia accumulare e dominare: sono quelli che sanno inventare una nuova carezza, hanno occhi di luce, e non scappano. Sono quelli che mi sorreggeranno con le loro mani, instancabili e leggere, tutte le volte che inciamperò. (commento di Padre Ermes Ronchi)

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 4,1-11

In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo.
E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame.
Il tentatore allora gli si accostò e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, dì che questi sassi diventino pane».
Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».
Allora il diavolo lo condusse con sé nella città santa, lo depose sul pinnacolo del tempio
e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scritto: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo, ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perché non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede».
Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non tentare il Signore Dio tuo».
Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse:
«Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai».
Ma Gesù gli rispose: «Vattene, satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto».
Allora il diavolo lo lasciò ed ecco angeli gli si accostarono e lo servivano.

IL COMMENTO DI DON GIACOMO FALCO BRINI: "LA VITTORIA VIRALE DI CRISTO". La Quaresima è cominciata sotto il segno di un virus e della paura di esserne infettati. Una paura decisamente sproporzionata rispetto alla realtà. La parola di Dio invece ci suggerisce di temere (mi raccomando, con moderazione) un altro virus. (...) Ci farà bene ripassare nel Vangelo le modalità con cui satana si avvicina alla nostra vita per distoglierla dalla fede in Gesù e nel suo amore vittorioso. Alla luce di questa vittoria, le tentazioni diventano il luogo prezioso per conoscere meglio la nostra debolezza e nello stesso tempo la forza della grazia divina. Guardate come il nemico avanza le sue proposte, come fossero scelte migliori per conseguire l'obiettivo del proprio cammino: se sei Figlio di Dio... In genere le tentazioni ci piombano addosso in 2 modi quando si cerca il bene: o rubandoci il desiderio di cercarlo con lo scoraggiamento (“non ce la faccio!...”), oppure facendocelo cercare nel modo sbagliato. Il male si propone spesso a fin di bene presentandosi (apparentemente) come un "progetto" di bene. Nella vita non basta avere intenzioni di bene in quel che si fa. Un proverbio udito da un sacerdote molti anni fa mi si è impresso nella mente: “la strada che conduce dritto alla dannazione è costellata di buone intenzioni”. Bisogna che ci si chieda con quali mezzi e in che modalità si vogliono realizzarle, se non vogliamo ritrovarci a ragionare e scegliere machiavellicamente nella nostra vita di fede. Qui troviamo già una netta distinzione tra la strategia satanica e quella di Dio che si svela, negli opposti obiettivi, in maniera progressiva.

1° tentativo (vv.3-4): il diavolo propone a Gesù, dopo un lungo digiuno, di soddisfare il proprio bisogno materiale di mangiare. Cosa c'è di male? Nel suggerire di approfittare del suo essere Dio per soddisfarlo. Vorrei innanzitutto chiarire che sicuramente il Signore, dopo aver superato le tentazioni, si sarà fatto una bella mangiata. Qui non si tratta di dimostrare che con Dio si può fare a meno di mangiare. Si tratta di chiarire dove si vuol collocare il principio di vita dell'uomo. Se la mia vita coincide con il mio benessere materiale, allora il pane e tutto ciò che lo può preservare/consolidare diventa un assoluto. Tutto ciò che può garantirlo è giustificabile e giustifica ogni altro tipo di scelta a margine, anche a costo della vita altrui. Da questa prospettiva mi chiedo se la chiesa nel mondo occidentale non sia rimasta immersa a lungo in questa tentazione. Prendiamo il recente caso del confratello di una Diocesi veneta che si scopre avere una doppia vita. Di giorno parroco, di notte organizzatore di orge. Siamo chiamati a non giudicare il peccatore, ma senza rinunciare a un chiaro giudizio sul peccato: quale segno dei tempi è questo? Ebbene, a quanti tra i parrocchiani avvicinati è stato chiesto cosa si pensasse in merito, colpisce che si sia levata una difesa generale (anche il sindaco) del prete, “perché è uno che ha fatto molto per la cittadinanza, ha costruito la casa parrocchiale in montagna, ha fatto il campo sportivo per l'oratorio, organizzava eventi intrattenitori, sapeva parlare alla gente, era un trascinatore, ecc. ecc.”. Cioè, “ha fatto tante opere per noi, quindi è giustificabile/passabile quel che viveva, in fondo siamo uomini...”. È vero, siamo uomini e quindi fragili. Ma è questa la missione del sacerdote? È quella di garantire senz'altro, prima di tutto, un bel campo di calcio o di pallavolo per i ragazzi? È quella di soddisfare a tutti i costi il bisogno di sicurezza delle famiglie, aumentandone il grado di comfort e di intrattenimento per i loro figli? È quella di essere sempre disponibile ad andare incontro a ogni altro bisogno del popolo? O non è forse quella di manifestare, con la sua stessa vita, le parole di Gesù: non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio?

2° tentativo (vv.5-7): osservate come il diavolo spinga Gesù dal deserto alla città santa. Le tentazioni non ci mollano nemmeno quando ci si trova in luoghi sacri. Anzi, qui si fanno più sottili. Anche satana fa il teologo di mestiere! Lo porta sul pinnacolo del tempio e lo invita a fare l'esperienza di essere sorretto dagli angeli di Dio con tanto di citazione biblica (Sal 91,11-12). Non è forse lui il Figlio che si fida della parola del Padre? Allora si faccia visibile a tutti questa fiducia totale! Si renda visibile a tutti chi egli è! Sia un messia di successo! È la tentazione del Dio che deve rispondere alle attese religiose dell'uomo, perché si possa garantire di averlo sempre dalla propria parte. È la tentazione di ridurre la presenza di Dio allo spazio del miracoloso. È la tentazione della religione visibile, spettacolare, fatta per rispondere all'ansia di sicurezza che induce a cercare continuamente segni di conferma divina. Insomma, è la tentazione di avere Dio sotto controllo, per asservirlo ai propri vantaggi, anche spirituali. Sottile pretesa di essere sempre ascoltati da Dio invece di ascoltare Lui e verificare se le nostre pretese sono in linea con i suoi disegni. Mettere alla prova Dio, invece di sottoporci liberamente alle prove in cui ci introduce. Un esempio semplice? Prego Dio cercando di comperarmelo con mille preghiere, digiuni e altri sacrifici per qualcosa di buono che desidero: ad es. la guarigione dalla malattia di qualcuno che amo. Ma la persona non guarisce. Segno che, o non è ancora arrivato il tempo della guarigione (perché il bene della persona non coincide con la sua salute), oppure nella malattia il Signore vuole manifestare il segno inconfondibile della sua vittoria che sarà sempre sulla Croce. Cosa da non dare assolutamente per scontata, vista la facilità con cui noi spostiamo Dio dove c'è sempre la salute e il successo. Non tenterai il Signore Dio tuo: Dio non si può comperare, né mettere alla prova. Di Lui bisogna imparare a fidarsi.

3° tentativo (vv.8-11): il diavolo porta Gesù su un monte altissimo. Notate bene: prima sulla parte più alta del tempio, poi sulla sommità di un monte. Satana offre sempre il suo regno con il fascino e l'ebbrezza che gli sono propri. Il potere e il dominio sugli altri, la vanagloria del possedere sempre di più al prezzo dell'adorazione del suo Dio. Quanti adoratori di satana ci sono in giro anche se non lo sanno. In questa tentazione, si vede dove vuole arrivare il diavolo. Vuole sostituirsi a Dio offrendo all'uomo una falsa gloria, una falsa felicità, un falso regno. Alla fine, egli è soltanto il grande truffatore! Tutto quello che offre all'uomo è soltanto apparente e non gli dà la vita. Quando arriverà la morte (ma spesso anche prima di essa) i suoi doni si riveleranno per quello che sono: una menzogna, una promessa non mantenuta. L'uomo non porterà via niente con sé da questo mondo. Gesù respinge con decisione la tentazione. Il suo regno è il capovolgimento e la rovina di quello del diavolo. Il suo essere Re si è rivelato sul trono della Croce, dove manifesterà la sua libertà assoluta da satana nel servizio d'amore a tutti, senza dominare nessuno. Il suo essere Re si è sprigionato dalla tomba da cui si è rialzato, perché l'amore di Dio non inganna, non delude il desiderio di vita infinita dell'uomo.

Le tentazioni non sono un episodio isolato della vita di Gesù, e non lo sono neanche per noi. La vita è una palestra in cui siamo continuamente tentati. Noi normalmente pensiamo che se non ci fossero le tentazioni (e se non ci fossero anche le cadute...) la nostra vita sarebbe migliore e più bella. Invece ci imbrogliamo. Soprattutto quando ci sentiamo assaliti da esse, sono la dimostrazione che ci stiamo opponendo al male e che questo non ha la meglio su di noi. La sconfitta del male è certa perché Gesù ha vinto sulle tentazioni e ci chiede il permesso di superarle anche in noi. Anche la sua vittoria è virale.

Il commento al Vangelo è di Don Giacomo Falco Brini

- 28 Febbraio 2020

Articolo scritto da Redazione TevereNotizie
Redazione TevereNotizie.com

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