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IL GEOMETRA RISPONDE
Quali sono le cause e chi deve intervenire?
Umidità, condense, infiltrazioni, risalita capillare (osmosi): siamo nel periodo estivo e questi fenomeni (non tutti) regrediscono o, quanto meno, non aumentano (ci sono eventi che, invece, nei periodi caldi e meno piovosi aumentano). Sarebbe però il momento propizio per conoscerli e risolverli prima che, con l'autunno e poi l'inverno, proliferino nuovamente.
IL PROBLEMA. Molto spesso, all'interno delle nostre abitazioni, veniamo sorpresi da strani fenomeni che prima ci infastidiscono perché sgradevoli, poi ci creano dei problemi per la normale vivibilità degli ambienti che quotidianamente ci ospitano. A volte si manifestano con veri e propri disagi per l'improvviso gocciolamento di acqua o perché, aprendo gli armadi, con immenso stupore troviamo i nostri abiti, borse o scarpe rovinati dalla muffa. Anche libri e schedari vengono aggrediti da questo fenomeno per non parlare poi di coperte e lenzuola nei letti che, alla sera, sono sempre umidi anziché accoglienti per il dovuto riposo.
CHI DEVE INTERVENIRE. Nella quasi totalità dei casi interpelliamo l'amministratore del condominio che chiederà ad una persona competente. Al sopralluogo successivo l'esperto, che spesso è il muratore o il pittore di fiducia (non è frequente l'interpello di un tecnico competente), dirà (lo sento quasi quotidianamente): "signora, lei non apre abbastanza le finestre", "questo è un problema interno all'appartamento e lo deve risolvere a sue spese", "dovete accendere di più i termosifoni", "dopo qualche anno in tutte le case avviene e dovete pitturare con antimuffa", "dovete fare i fori e mettere le rosette ai muri", "se siete tutto il giorno fuori per lavoro dovete lasciare le finestre aperte perché la casa non respira"... Insomma, sembrerebbe di capire che le nostre case siano costruite tanto bene che, ahimè, in qualsiasi modo viviamo in casa lo sbaglio è nostro e la causa di ciò che ci crea danno, assurdo a dirsi, siamo sempre noi! Vero è che il nostro amministratore è costernato quanto noi (egli ha solo il potere di gestire le circostanze e non può decidere personalmente se non per cause urgenti ed a tutela dalla sicurezza e incolumità dei terzi) e propone di portare il problema nell'ordine del giorno della prossima assemblea. Nella riunione d'assemblea i condomini danneggiati, avviliti ma certi che quella sarà la sede giusta per affrontare e risolvere il problema da loro lamentato, si sentono ripetere i concetti già sentiti. Cosa accade? perché un problema condominiale (a meno di particolari casi in cui le azioni singole incrementano gli effetti lesivi) diviene un problema esclusivamente personale? C'è chi invoca una denuncia alla compagnia assicuratrice la quale, giustamente, quasi sempre dichiara che il tipo di danno non è compreso nella copertura di polizza in quanto non è una perita da un tubazione o, quanto meno, non fa parte delle garanzie di polizza. Nella maggior parte delle riunioni di assemblea finisce che i condomini danneggiati, sfiniti dal fronteggiare una situazione a loro sfavorevole ma che, a dire degli altri condomini è strettamente personale, devono fronteggiare da soli e a loro spese l'argomento.
GLI INTERVENTI. Cari lettori non è così. L'intervento di un tecnico qualificato in assemblea che spiega cosa sono questi fenomeni, quali sono le cause e perché avvengono in alcuni appartamenti e in altri no o perché all'interno degli appartamenti vengono aggrediti solo alcuni ambienti, spesso aiuta rassicurando i danneggiati su come si affronta e si risolve il problema. A questo punto, però, gli altri condomini comprendono che ci sono una serie di spese da affrontare e qui...diventa difficile ottenere la maggioranza. Certo è, invece, che i danneggiati sono quasi sempre disponibili ad un'indagine e relativa perizia che decreti le vere cause del problema. A questo punto, se i danneggiati sono veramente intenzionati ad affrontare il problema sino in fondo e a risolverne definitivamente le cause, intraprendono un'azione legale nei confronti del condominio stesso. Mi sono capitati alcuni casi di bambini che sono stati condotti in ospedale per attacchi di asma o difficoltà respiratorie ed i medici hanno detto (senza conoscere le condizioni dell'appartamento) che la patologia poteva essere stata provocata da presenza di muffe o umidità in casa. Con il prossimo articolo cominceremo ad entrare nel problema e cercheremo di ragionare (in linea generale) sul perché (quasi sempre) non è un problema del singolo condomino ma interessa l'amministrazione condominiale la quale deve farsi carico sia della soluzione sia delle spese occorrenti. Se avete casi simili non esitate ad inviarmi quesiti, sarò a vostra disposizione.
Geom. Maurizio Lorina
STUDIO LORINA
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- 14 Luglio 2009
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