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IL COMPLESSO ABBAZIALE PIù IMPORTANTE DELLA SABINA DA OGGI è LA META DI UN VIAGGIO INSOLITO ED INNOVATIVO
Un tour virtuale che offre la possibilità di visitare l'intero complesso architettonico rimanendo comodamente a casa
FARA SABINA (RI) - Ammirare la ricchezza culturale ed artistica dell'Abbazia di Farfa anche da casa: oggi è possibile.
L'ABBAZIA IN UN CLIC. Andando sul sito www.abbaziadifarfa.it si ha la straordinaria opportunità di partecipare ad un "tour virtuale" che permetterà di scoprire e ripercorrere alcuni dei panorami più emblematici dell'Abbazia di Farfa...in qualsiasi momento della giornata lo si voglia.
L'ABBAZIA DI FARFA. Immersa in una natura verdeggiante e silenziosa, nel cuore dell'antica Sabina, ai piedi del monte Acuziano, si trova la storica Abbazia di Farfa. Il nome del complesso deriva dall'omonimo fiume, il "Farfarus" citato da Ovidio che scorre poco lontano e ha dato il nome anche al borgo adiacente. L'Abbazia di Farfa è uno dei monumenti più emblematici del Medioevo europeo. Un luogo non solo ricco di storia, ma anche di pace, di serenità e semplicità come gli stessi monaci benedettini, che ancor oggi la abitano e dedicano la propria vita alla devozione della Vergine Maria e del Signore. Fondata da San Lorenzo Siro intorno al V° secolo sui resti di un'antica struttura romana, per la bellezza architettonica ed artistica del monastero e della basilica, venne ufficialmente dichiarata "Monumento Nazionale" nel 1928. L'Abbazia è una testimonianza storico-artistica di una realtà risalente all'imperatore Carlo Magno, che ne ebbe il patrocinio nel corso del suo impero. Fu, infatti, un'abbazia "imperiale", indipendente dal controllo pontificio, anche se vicina alla Santa Sede. Inoltre fu uno dei centri più conosciuti e prestigiosi dell'Europa medievale; lo stesso Carlo Magno, prima di essere incoronato imperatore al Campidoglio, la visitò e vi sostò.L'Abbazia di Farfa, dunque, fu una meta importantissima, centro di visite da parte di re, imperatori e Papi che si susseguirono nel corso della storia, fino ad arrivare a quella di Giovanni Paolo II°, il 19 marzo 1993. Oggi il santuario è frequentato da migliaia di visitatori.
IL TOUR VIRTUALE. Chi non ha la possibilità di raggiungere fisicamente Farfa e di ammirare la bellezza dell'antica Abbazia, da oggi può "arrivarci" in pochi secondi con un semplice collegamento internet. Basta, infatti, essere provvisti di un computer ed un mouse e l'avventura avrà inizio.
LE DIVERSE TAPPE DEL TOUR. La prima tappa del "tour virtuale" si sofferma sulla navata centrale della Basilica di Santa Maria di Farfa, sovrastata da un soffitto ligneo a cassettoni, opera di maestranze tedesche e risalente al 1494; sulla controfacciata si trova un affresco raffigurante il "Giudizio Universale" dipinto a olio su muro nel 1561 dal pittore fiammingo Beker. Sia la navata centrale che quelle laterali sono costituite da colonne recuperate da antichi edifici romani, sormontate da capitelli dorici e ionici (nella navata sinistra si possono scorgere affreschi e quadri di Orazio Gentileschi e della sua scuola). Percorrendo la navata centrale si giunge all'abside, al centro del quale è ben visibile un presbiterio poligonale illuminato da finestre gotiche e tutto intorno adornato da prestigiosi affreschi della scuola degli Zuccari. E' in questa porzione della basilica che risiede il coro quadrato, dove risuonano suggestivi canti gregoriani dei monaci benedettini durante i vespri. Di straordinaria influenza e di arricchimento artistico all'interno della stessa basilica è anche la presenza di elementi originari dell'epoca romanica e medievale: un sarcofago romano del II secolo d.C., circondato da una cripta semianulare dell'VIII° secolo (solo in parte conservata con brani di affreschi raffiguranti la vita dei martiri), la torre campanaria, i resti del piccolo chiostro del XIV secolo, detto "longobardo", con bifore romaniche. Attraverso questo viaggio virtuale nel complesso abbaziale, è possibile accedere poi nel Museo Monastico, dove è possibile ammirare inestimabili tesori d'arte, conservati in teche di vetro. Una sorta di finestre del mondo antico, aperte sulla nostra modernità. Si tratta per lo più di oggetti di uso pontificale, mitrie, calzature, guanti e reliquiari di grande valore artistico. Una specie di "filtro", dunque, tra presente e passato, che narra la storia dei primi secoli del monastero attraverso le figure di dodici grandi abati e che si snoda attraverso reperti archeologici e testi originali (come quelli di manifattura manoscritta tramandatici dal monaco Gregorio Da Catino). Non può mancare, ovviamente, la Sala Schuster dedicata al beato Ildefonso Schuster che nel 1902 prese i voti solenni e definitivi e ventisette anni più tardi venne nominato cardinale da Pio XI e consacrato arcivescovo di Milano il 21 luglio 1929, dove fu pastore buono, padre e maestro della Chiesa ambrosiana fino alla sua morte avvenuta a Venegono il 30 agosto 1954. Il 12 maggio 1996, Giovanni Paolo II lo proclamò Beato. Per accedervi bisogna percorrere il Corridoio degli Stemmi, lungo il quale è possibile scorgere una serie di blasoni importanti riguardanti i luoghi storici della Sabina. Infine, dalla magnificenza artistica e culturale degli affreschi di stampo medievale dell'Abbazia, con un semplice, finale, quasi magico "clic" di mouse è possibile essere catapultati sulle cime verdeggianti del Monte Acuziano, làddove un tempo sorgeva la Basilica di Berardo II, oggi ridotta ad un cumolo di ruderi densi di storia e di fascino dal sapore antico e leggendario. Un viaggio nuovo, dunque, impregnato di storia, di cultura, di arte, ma anche e soprattutto di virtualità.
Rieti - 26 Giugno 2009
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