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LA STORIA DEL FESTIVAL DI SANREMO
Curiosità e personaggi dell'evento che da sessanta anni anima l'Italia
Nilla Pizzi, la prima vincitrice del Festival di Sanremo con "Grazie dei fior"
Correva l'anno 1950, la guerra si era da poco conclusa e il popolo aveva bisogno più che mai di qualcosa che lo unisse. A quel tempo la lingua italiana era snobbata e poco capita, perché la maggior parte delle persone comunicava in dialetto. Così il vero punto d'unione, capace di mettere in relazione e di diffondere uno stesso messaggio a tutta la Nazione, si trovò nella canzone melodica italiana.
LA STORIA. Quando nacque l'idea del Festival, la città di Sanremo era mal ridotta e con tanti problemi da affrontare. Il teatro comunale era andato distrutto dai bombardamenti e non poteva essere utilizzato, perciò restava il Casinò e il suo sfarzoso Salone delle feste. In quegli anni esisteva solo la radio e le canzoni diffuse divennero ben presto il simbolo di un'intera Nazione. Si dice che il Festival si sia fatto spazio nell'indifferenza generale e che sia stato poi il pubblico a decretarne lo straordinario successo. Fu grazie all'interessamento di alcuni personaggi influenti e del gestore del Casinò di Sanremo, Pier Busseti e del maestro Razzi della Rai che l'avventura potè avere inizio.
LUNEDI 29 GENNAIO 1951. Quando la sera del 29 gennaio 1951 la radio lanciò le prime note del Festival nelle case di tutti gli italiani e il presentatore Nunzio Filogamo esordì dicendo: "Cari amici, vicini e lontani...", l'Italia trovò la sua prima, vera unità e l'italiano iniziò a farsi spazio tra i mille dialetti.
L'EVOLUZIONE. La prima vincitrice del Festival di Sanremo fu Nilla Pizza con la sua celebre canzone "Grazie dei fior" che ebbe un successo clamoroso per l'epoca, con 36.000 copie vendute. E l'anno dopo si ripetè vincendo con "Vola colomba" che divenne una canzone simbolo, soprattutto per gli emigranti stipati nelle navi che durante i loro viaggi all'estero la cantavano con le lacrime agli occhi ripensando all'Italia. Nelle prime edizioni c'erano venti canzoni scelte dalla giuria e cantate da tre cantanti, che se le dividevano oppure le cantavano tutti, tutte. Nel tempo le cose sono cambiate. Per dare spazio ai giovani e alle voci nuove sono nate delle sezioni particolari od anche dei premi a parte.
IL PREMIO "MIA MARTINI". Nel 1982 è stato istituito il "Premio della critica", che si è poi raddoppiato con l'avvento della categoria "Nuove Proposte", che dal 1996 è intitolato a Mia Martini che è stata la prima a riceverlo.
I RECORD TRA I CANTANTI. Claudio Villa e Domenico Modugno hanno entrambi vinto il Festival quattro volte, mentre Iva Zanicchi con le sue tre vittorie sta in cima alla classifica delle donne. Eros Ramazzotti, Aleandro Baldi, Marco Masini e Annalisa Minetti hanno, invece, vinto due volte per uno e lo hanno fatto sia tra le "Nuove Proposte", sia tra i "Big". Il record di partecipazioni appartenuto fin'ora a Milva e a Peppino di Capri, che hanno calcato il palco dell'Ariston per ben quindici volte, nell'edizione di quest'anno sarà raggiunto anche da Toto Cutugno detto anche "l'eterno secondo", dal momento che si è piazzato in seconda posizione per ben sei volte ed una volta terzo.
I RECORD TRA I PRESENTATORI. Pippo Baudo è il re indiscusso dei presentatori del Festival di Sanremo, lo ha condotto per ben tredici volte, tra il 1968 e il 2008. Il secondo, a quota undici, è Mike Buongiorno, i due si sfidavano spesso su questo terreno e su chi alla fine ne sarebbe uscito vincitore. Oggi lo sappiamo! Al terzo posto, con cinque edizioni, tra cui le prime quattro in assoluto, sta Nunzio Filogamo. Tra le donne troviamo Gabriella Farinon che ha condotto o co-condotto il Festival per tre volte.
"NOTE" DI CRONACA NERA. A Sanremo non è mancata neppure la cronaca nera. Nell'edizione del 1967, infatti, nell'anno in cui Mike Bongiorno presentava per la quinta volta e Claudio Villa vinceva con la canzone "Non pensare a me", il ventinovenne Luigi Tenco veniva ritrovato senza vita nella sua camera d'albergo, poche ore dopo il termine della seconda serata di quella edizione a cui aveva preso parte. Su un biglietto scritto di proprio pugno, prima di uccidersi, stavano queste parole: "Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt'altro), ma come atto di protesta contro un pubblico che manda "Io tu e le rose" in finale e ad una commissione che seleziona "La rivoluzione". Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao, Luigi ".
LA CURIOSITA'. Nel 1983 Vasco Rossi si presentò per la seconda volta a Sanremo con "Vita spericolata" arrivando penultimo. Fece scalpore la performance che, nell'occasione, offrì agli spettatori dell'Ariston, quando all'attacco dell'ultimo ritornello Vasco salutò e abbandonò il palco, lasciando il playback a terminare la canzone. La canzone sarebbe poi diventata uno dei classici della musica italiana raggiungendo lo stesso anno il sesto posto nella classifica dei 45 giri e assieme all'album contenitore avrebbe consacrato Vasco Rossi a icona del rock italiano.
di Stefano Papalia
- 13 Febbraio 2010
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non è vero l'idea del festival è venuta ad Amilcare Rambaldi per rilanciare la "Sanremo turistica" non grazie a Pier Bussetti
Commento inviato il 09-06-2011 da davidj