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IL BLITZ ALL’ALBA. IMPEGNATI 200 MILITARI

Scatta l’Operazione “Bolero” in Sabina: 21 arresti per traffico di droga

I carabinieri fermano un vasto sodalizio criminale tra Napoli e le province di Roma e Rieti che faceva capo al clan camorristico Lo Russo

POGGIO MIRTETO – Ventuno in manette all’alba: l’Operazione “Bolero” ha posto fine ad una pericolosa e ben organizzata rete criminale che trafficava cocaina e hashish tra Napoli e le province di Roma e di Rieti. Le indagini, durate circa un anno, hanno fermato un’organizzazione criminale che aveva ramificato la propria area di interesse anche in numerosi centri della Sabina e si riforniva esclusivamente da alcuni esponenti di spicco del clan camorristico facente capo alla famiglia Lo Russo. Nel corso delle quarantasette perquisizioni domiciliari sono stati ritrovati grandi quantitativi di sostanze stupefacenti e armi che il gruppo utilizzava per minacciare ed estendere il suo potere nell’area.

L’OPERAZIONE. I carabinieri della Compagnia di Poggio Mirteto supportati, in fase esecutiva, dai colleghi dei Comandi Provinciali di Roma, Latina, Napoli e Caltanissetta, hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse rispettivamente dal Gip presso Tribunale di Roma e dal Gip presso il Tribunale di Rieti su richiesta della Procura distrettuale Antimafia di Roma e della Procura della Repubblica di Rieti. Il blitz partito all’alba ha impegnato duecento militari. Gli arrestati dovranno rispondere di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

GLI ARRESTI. I provvedimenti restrittivi della libertà personale, per violazione degli artt. 73 e 74 dpr 309/90 (associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacente) eseguiti oggi hanno colpito Lorenzo Acciaro (nato Roma il 30/11/1985); Gabriele Antonini (nato a Selci il 23/03/1975); Marco Caramico (nato Roma il 8/04/1973); Luca De Angelis (nato a Roma il 12/12/1991); Francesca Di Stravola (nata a Roma il 24/10/1987); Alessandro Felici (nato Roma il 20/02/1985); Giona Gentili (nato a Roma il 6/10/1962); Alessandro Lomonte (nato a Roma il 20/02/1975); Eros Luccioni (nato a Tarano il 19/06/1963); Daniele Minnocci (nato a Roma il 24/08/1982); Christian Palermi (nato a Roma il 30/08/1987); Laura Pantano (nata a Roma il 28/10/1969); Gabriele Pantosti (nato Roma il 7/10/1981); David Piccirillo (nato Roma il 6/09/1990); Giuseppina Praticò (nata a Messina il 3/03/1982); Francesco Raffone (nato a Napoli il 19/07/1961); Mauro Rosalba (nato a Pisa il 20/06/1979); Andrea Sforza (nato a Roma il 24/11/1967); Pietro Trapasso (nato Addis Abeba il 8/05/1972); Rona Ramon Alexander Verzari (nato a Roma il 28/09/1989) e Nadia Vitale (nata a Roma il 27/08/1962).

L’INDAGINE. L’indagine che ha dato vita all’Operazione “Bolero” è stata coordinata  dalla Procura DDA, unitamente alla Procura della Repubblica di Rieti, ed è culminata all’alba di oggi con l’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare emesse dai competenti Giudici delle indagini preliminari. Nel corso dell’operazione sono state eseguite 47 perquisizioni domiciliari che hanno portato al rinvenimento di stupefacente e materiale di interesse investigativo. L’indagine, partita dopo il ritrovamento di una dose di cocaina ad un tossicodipendente dell’area Sabina, si è sviluppava fino a ricostruire l’intero flusso di approvvigionamento dello stupefacente e ad evidenziare l’esistenza di un vero e proprio sodalizio, con base logistica nel quartiere capitolino di Torbella Monaca. Il gruppo acquistava ingenti quantitativi di hashish e di cocaina da Napoli, più precisamente da alcuni esponenti del clan camorristico dei Lo Russo, operanti nel quartiere di Miano e San Gaetano di Napoli. Le complesse attività investigative, durate circa un anno, si sono avvalse di una pluralità di intercettazioni telefoniche ed ambientali, a cui sono seguiti ulteriori riscontri sul terreno, con numerosi servizi di avvistamento e pedinamento e con l’analisi dei dati provenienti dal complesso inquirente. In quella fase su tutti i soggetti colpiti dall’odierna misura cautelare è stato effettuato almeno un riscontro operativo e nove di loro sono stati già tratti in arresto in flagranza del reato. Nel corso dell'operazione sono stati recuperati e sottoposti a sequestro più di 6 Kg di hashish e circa 200 grammi di cocaina. L’associazione, composta da più di dieci persone, tra cui alcune dedite al consumo di stupefacente, aveva anche la disponibilità di armi che in alcune circostanze sono servite nell’azione prevaricatrice tesa ad espandere l’area di controllo del territorio nel quartiere di Torbella Monaca. L’organizzazione criminale, che aveva ramificato la propria area di interesse anche in molteplici centri della Sabina, si riforniva esclusivamente da alcuni esponenti di spicco del clan camorristico facente capo alla famiglia Lo Russo; due dei tre leader dell’associazione a delinquere, pur abitando a Roma, sono di origine napoletana e provengono dai medesimi quartieri roccaforte del clan di camorra: Miano e San Gaetano. L’indagine, nel suo sviluppo, ha reso possibile una quantificazione del flusso di stupefacenti, pari a circa 220 Kg di hashish e un quantitativo di cocaina comunque determinabile nella misura di alcuni chilogrammi, nell’arco temporale di circa sei mesi.

di Gioia Maria Tozzi

Poggio Mirteto - 03 Marzo 2016

Articolo scritto da Gioia Maria Tozzi
Redazione TevereNotizie.com

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