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EDITORIALE

Dov'è l'errore quando il male prende il sopravvento?

La notizia shock del ritrovamento del corpo di Sarah in diretta a "Chi l'ha visto"

La banalità del male ha preso il sopravvento. Uccidere una giovane ragazza di 15 anni diventa il "pasto" abituale per il popolo televisivo. Dov'è finita la nostra morale? Ieri sera durante la diretta della trasmissione televisiva “Chi l’ha visto” si è chiarito il mistero della scomparsa della giovanissima Sarah Scazzi. Durante pochi, ma interminabili minuti, una verità agghiacciante è venuta alla luce. Lo zio della ragazza, scomparsa il 26 agosto scorso, ha ucciso e poi violentato il corpo inerme di Sarah. Il tutto in diretta nazionale. Come Alfredino Rampi, tanti anni fa. Stamattina i quotidiani dibattevano sulla atrocità del delitto e sul comportamento di Federica Sciarelli, la conduttrice di “Chi l’ha visto”, che non ha interrotto subito il collegamento con la mamma della ragazza. Riguardando il video, si percepisce l’ansia della giornalista, che ha in mano le agenzie di stampa che lanciano la notizia del ritrovamento del corpo. Ma si percepisce soprattutto lo sguardo vuoto della madre. Uno sguardo perso e disperato. Di chi non vuole ascoltare, non vuole credere. Mi chiedo, adesso, dov’è l’errore? Nel comportamento della Sciarelli che più di una volta chiede se la famiglia vuole interrompere il collegamento, ma non lo fa di sua spontanea volontà? O nell’atrocità delle ombre che si annidano dentro le famiglie? Chi ci dà il diritto di giudicare? Nei bar, nei supermercati, il popolo attonito, questa mattina, apprendeva la notizia. Ma il giudizio principale restava sempre lo stesso: la conduttrice doveva chiudere prima. Dov’è, dunque, l’errore? Io credo che l’errore sia in noi, che la bestialità insita nel comportamento dell’uomo dovrebbe far molta più paura. Che è più comodo giudicare chi svolge il suo lavoro di giornalista al massimo della discrezione, che la follia di un uomo che uccide e stupra la nipote. Il dramma resta quello di una famiglia che ha perso una figlia e che dovrà fare i conti con le disattenzioni che hanno portato a questo assurdo epilogo. Plauto diceva “Homo homini lupus”, "l’uomo è un lupo per l’uomo", pronto, quindi, a danneggiare gli altri a suo solo vantaggio. Mai concetto è più attuale di questo. La nostra morale dov’è finita? Chiediamocelo. E spaventiamoci nel constatare che non c’è più.

di Caterina Fava

- 07 Ottobre 2010

Articolo scritto da Caterina Fava
Redazione TevereNotizie.com

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anche io sono spaventata quanto il signor Malatesta... sembra che il mondo giri solo in funzione di ciò che andrà in televisione. A Fabiola, invece, vorrei dire che non sono d'accordo. Secondo me la Sciarelli ha fatto il suo dovere di giornalista senza esagerare. Nel video chiede più volte di interrompere la diretta ed è palesamente in angoscia. Immaginate che si trovavano nella casa dell'assassino che aveva di sua SPONTANEA volontà offerto ospitalità. Sembrano più i tratti di una tragedia greca, che di qualcosa di reale. Mi viene in mente Clitemnestra che uccide Agamennone... ricordi il tappeto rosso che fa stendere, simbolo della morte prossima? ecco, mi è sembrato di vedere un qualcosa di simile, di talmente assurdo da non sembrare reale. Credo che quando si è giornalisti, c'è sempre quel di più che ti manda avanti... certamente ho trovato "sciacallaggio mediatico" negli ulteriori altri giornalisti che, insistentemente, citofonavano all'appartamento dell'assassino nella giornata di ieri. Ecco. Quello non è giornalismo. Quello è davvero sciacallaggio.

Commento inviato il 08-10-2010 da caterina

2.

Credo che davanti a tanto dolore sia inevitabile cercare un punto di fuga che, in questo caso, è il programma televisivo. Il disumano, in questo caso, è molto più grande di quanto la nostra mente possa immaginare, e diventa necessario esorcizzarlo, perchè si possa continuare a vivere e a credere, ecco perchè si punta il dito su una giornalista che non ha fatto altro che fare il suo lavoro in maniera umana.

Commento inviato il 08-10-2010 da roberta zangarelli

3.

C'è un aspetto allarmante che viene fuori da questa vicenda: la giustizia si muove solo quando del caso comincia ad occuparsi la televisione. Se non se ne fosse occupato "Chi l'ha visto" oggi non sapremmo chi è stato l'autore del delitto di Sara. Sempre grazie a "Chi l'ha visto" è stato risolto, alcuni mesi fa, anche un'altro delitto riguardante la scomparsa di una ragazza vicino Novara: l'assassino era un carabiniere, che avrebbe dovuto indagare sul caso. Wanda Marchi è in galera grazie ai servizi di "Striscia la notizia", trasmissione satirica, che ha denunciato centinaia di truffe ai danni della gente. Potrei citare tanti altri casi in cui le inchieste delle televisioni o dei giornali hanno contribuito alla soluzione di tanti casi, che la giustizia avrebbe trascurato. Mi mette preoccupazione pensare che un magistrato o un poliziotto faccia meglio il suo dovere quando è sotto l'attenzione di una telecamera. E in quei casi in cui i parenti preferiscono soffrire in silenzio e senza ricorrere alla televisione?

Commento inviato il 08-10-2010 da Oreste Malatesta

4.

...pedofilia, omicidio, necrofilia, occultamento di cadavere e conseguente depistaggio delle indagini...il reato più grave, il più assurdo quanto più "(dis)umano", di fronte ad uno scempio tale, è la CONSAPEVOLEZZA, la lucidità, la fermezza psicofisica che un uomo possa mantenere nel gestire tante allucinanti COLPE (intese proprio come "responsabilità morali")! Quando si è al di fuori dal cerchio delle "colpe", puntare il dito è facile quanto frequente, non che sia giusto o giustificato, ma inevitabile in un certo qual modo per il semplice motivo che siamo esseri umani, dotati di una coscienza...che a volte ci spinge ad immedesimarci nei panni degli altri e nel far ciò a trarre giudizi! Ciò che mi ha fatto paura, letteralmente parlando, è la lucidità con cui è stato commesso il fatto da parte di quell'uomo: molesta una ragazzina, nonché sua stessa nipote, di fronte al rifiuto da parte di lei la strangola con una corda (il che mi fa pensare che ci sia stata premeditazione nel gesto, anche se, non essendo un'esperta, non spetta certamente a me dirlo...ma tuttavia non mi dà l'idea di un omicidio "a caldo", ecco), spoglia poi il suo cadavere e lo violenta, per poi occultarlo, depistando anche le indagini. La perversione agghiacciante di questo individuo appare tale proprio per quel filo di fermezza che l'ha guidato a commettere un tale delitto!
Per quanto riguarda la questione della Sciarelli, senza ovviamente mettere in dubbio la sua evidente professionalità, da "auditrice" devo confessare che, a mio modesto parere, avrebbe potuto evitare tanta mancanza di tatto (perché secondo me ce n'è stata e come). Non ho condiviso il suo modo di infierire su tanto dolore, postulando ripetutamente una serie di ipotesi ovvie, quando dall'altra parte c'era una donna, che sicuramente avrà acconsentito di partecipare alla trasmissione, totalmente inerme e incapace di dire o fare qualcosa perché intrappolata in un dolore, che nessuno può giudicare. Ho letto la cosa, magari l'avrò travisata, non so, come una sorta di "sciacallaggio mediatico", dove una conduttrice per mezz'ora ha mandato avanti una trasmissione facendo un lungo monologo tra allusioni ed ipotesi ancora infondate (in quanto le ricerche del corpo erano ancora in corso in quel momento, compreso l'interrogatorio a quello che poi ha confessato essere l'assassino), interrotto a tratti dall'avvocato della famiglia Scazzi, che giustamente ha invitato a formulare giudizi, soltanto una volta avuta la certezza dei fatti. L'ho trovato di cattivo gusto insomma, ma soprattutto ho trovato di cattivissimo gusto e totalmente non professionale (a riprova del fatto che in questa circostanza lo "scoop" in diretta ha di gran lunga la meglio sul dolore di una madre, tralasciando l'umanità del giornalismo in un angolo), il fatto che la stessa Sciarelli abbia dato la conferma del ritrovamento della vittima già cadavere, in diretta, alla madre ancora ignara. L'ho letta come una mancanza di tatto, di psicologia dell'informazione, ma anche di umanità e rispetto nei confronti del dolore di una persona evidentemente provata. Per non parlare del fatto che la conduttrice ha chiesto alla signora Scazzi se volesse interrompere il collegamento, solo DOPO aver dato la notizia vera e propria... perché non l'ha fatto mezz'ora prima? Perché non sono state spente le telecamere nel momento in cui è arrivata la conferma della notizia per permettere a quella donna di metabolizzare la cosa, senza l'occhio vigile dei riflettori dei media? Perché tanta smania di farsi scudo dell'immagine di quella donna spenta e dilaniata? Perché c'è un audience da raggiungere, forse?! Senza alcun dubbio la signora Scazzi non è stata costretta a partecipare alla diretta, avrebbe benissimo potuto alzarsi e andarsene, o continuare in silenzio a subìre lo sciacallaggio mediatico che è stato commesso, come poi è successo...poteva fare tutte queste cose, perché una madre che ha perso una figlia ha tutto il diritto di reagire al dolore come vuole. E' chi ha il dovere di dare l'informazione, facendo leva sulla propria etica professionale, che dovrebbe salvaguardare tale dolore senza infierire oltremodo, invece di usurpare la comunicazione, sfruttando il potere dei media e del proprio mestiere, e ignorando totalmente l'essenza umana che il giornalismo possiede.

Commento inviato il 08-10-2010 da Fabiola Cianci

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