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DEVOZIONE POPOLARE

Sant'Edisto e San Paolo: compagni di carcere?

Il 12 ottobre a Sant'Oreste si festeggia il patrono Sant'Edisto: la leggenda e le ipotesi

Il 12 ottobre si festeggia il patrono di Sant'Oreste, che è Sant'Edisto. Come è noto, Sant'Oreste deriva dal nome di Sant'Edisto, che ha subito una singolare metamorfosi, e che è diventato, nei secoli, Sant'Eristo, Santo Resto, Santresto ed, infine, Sant'Oreste. Che cosa c'è di vero nella leggenda di Sant'Edisto, soldato romano, martirizzato durante la persecuzione di Nerone, il cui culto è stato sempre legato al monte Soratte? Propongo un'ipotesi.

L'IPOTESI. Nella lettera ai Filippesi, san Paolo ci fornisce questa notizia: "Desidero che sappiate, fratelli, che le mie vicende si sono volte a vantaggio del vangelo, al punto che, in tutto il pretorio e dovunque si sa che sono in catene per Cristo" (Fil. 1, 12 -13). Come è noto Paolo, nell'anno 61, soggiornò a Roma, agli arresti domiciliari: era incatenato solo la notte e, comunque, sempre sorvegliato da un soldato pretoriano. L'apostolo era prigioniero a causa di un processo iniziato a Gerusalemme (voluto dai Giudei): gli Atti degli Apostoli raccontano che Paolo, essendo cittadino romano e diffidando della giustizia dei suoi compatrioti, si appellò a Cesare ed ottenne il trasferimento a Roma del processo, che si celebrò davanti all'imperatore. Alla fine di un'altra lettera, che l'Apostolo inviò, durante la sua prigionia romana, ai Colossesi (4, 10), si legge: "Vi salutano Aristarco, mio compagno di carcere, e Marco il cugino di Barnaba ...". Secondo l'Holzner, Aristarco è il macedone che, con Luca e Timoteo, accompagnò Paolo nel suo viaggio da Gerusalemme a Roma. Io mi permetto di formulare un'altra ipotesi, in considerazione del fatto che il macedone non fu compagno di carcere di Paolo, ma suo compagno di viaggio, oltre che suo fedele discepolo e collaboratore. Inoltre, Paolo durante gli arresti domiciliari ebbe, come compagno di "carcere", solo un soldato pretoriano. Per questo oso supporre che Aristarco della lettera ai Colossesi sia il nostro sant'Edisto, che fu soldato del pretorio ed, a mio parere, incaricato della vigilanza di san Paolo. Propongo questa ipotesi a partire dalle notizie forniteci, nel suo "Il monte Soratte e i suoi santuari" (pagg. 328 - 331), dallo storico Mariano De Carolis, secondo il quale il vero nome di Edisto è Aristo (una contrazione di Aristarco) ed è legato al culto di San Paolo. De Carolis cita lo storico De Rossi, che, nella sua "Roma sotterranea" (pag. 185), così scrive: "...sappiamo che, sul principio del secolo VII, già esisteva un monastero che intitolavasi a Sant'Edisto, e possedeva dei beni nelle vicinanze della Basilica di San Paolo. Tanto si impara dall'atto di donazione di diversi beni, che, il 25 gennaio 604, San Gregorio Magno, fece alla detta basilica. L'atto di donazione fu fatto incidere in marmo: esiste nel museo lapidario della basilica di San Paolo. In essa marmorea iscrizione Edisto è chiamato Aristo: Monasterium S. Aristi ... Un'altra memoria ... ci informa dell'esistenza, presso la basilica di San Paolo di Roma, di una chiesa in onore di Sant'Edisto, e ci da la preziosa notizia che il corpo di questo santo e i corpi di due sante, sue compagne nel martirio (Cristina e Vittoria), stavano in una chiesa ad essi dedicata presso la basilica di San Paolo". La conclusione del De Carolis è la seguente: "Essendo certo, dagli atti, che Cristina e Vittoria furono martiri, insieme con Edisto, non vi può essere dubbio che l'Aristi qui nominato è identico col nostro Sant'Edisto". Se l'Aristarco, di cui ci parla san Paolo, fosse l'Aristo (contrazione lapidaria di Aristarco), cui era dedicata una chiesa vicino alla basilica di san Paolo, potremmo supporre che Sant'Edisto (o Sant'Aristo) fu quel soldato del Pretorio incaricato della vigilanza di san Paolo, durante la sua prima prigionia a Roma, dal 61 al 63. Grazie a questo contatto diretto con l'Apostolo delle genti, il pretoriano Edisto si sarebbe convertito al cristianesimo, in occasione dello svolgimento del suo incarico di carceriere domiciliare. Sappiamo che Paolo, alla fine del processo fu assolto dalle accuse dei Giudei. Tuttavia anche egli, insieme a tanti altri cristiani ed a San Pietro, subì il martirio nel 68, in occasione della prima grande persecuzione di Nerone. Durante la quale fu ucciso anche Edisto, nelle vicinanze di Roma, a Laurento, sulla via Ardeatina, ove Nerone aveva fatto costruire una villa, che utilizzava per le sue battute di caccia. Il pretoriano Edisto fu condannato a morte (come San Paolo, per decapitazione) perché, nei pressi di questa villa (della quale era preposto a curare la sicurezza), fu sorpreso mentre partecipava ad una messa celebrata dal presbitero Prisco.

IL CULTO DI SANT'EDISTO A SANT'ORESTE. Il culto di Sant'Edisto fu introdotto nel territorio del Soratte da Santa Galla, nobile esponente della famiglia romana dei Simmachi, che era proprietaria di vasti appezzamenti di terra lungo la valle del Tevere e nei pressi del monte Soratte. Questa santa, infatti, intitolò a Sant'Edisto il primo nucleo abitativo del Soratte: la curtis Santi Eristi.

di Oreste Malatesta

- 07 Ottobre 2010

Articolo scritto da Oreste Malatesta
Redazione TevereNotizie.com

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