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IL SANTO DI CAPODANNO
Il santo tra leggenda e realtà
Silvestro, il cui nome significa "abitatore delle selve", è eletto Papa il 31 gennaio del 314 d.C. e rimane in carica fino alla morte, avvenuta nel 335. L'imperatore Costantino gli dona come residenza il palazzo del Laterano, affiancato più tardi dalla basilica di San Giovanni. Durante il suo pontificato vengono anche costruite le Basiliche di Santa Croce in Gerusalemme, di San Pietro e di San Paolo fuori le mura.
IL CONCILIO DI NICEA. Il lungo pontificato di Silvestro è caratterizzato dalle controversie teologiche e l'autorità del vescovo di Roma è bel lungi da quella dei papi dei secoli successivi. Nel 325 egli ratifica i decreti del Concilio di Nicea contro gli Ariani (l'eresia di Ario, prete di Alessandria d'Egitto, negava la consustanzialità delle tre Persone Divine, togliendo a Gesù Cristo la sua divinità) dove si ristabilisce una volta per tutte che Cristo è Figlio di Dio. Si dice che, dopo la conversione dei Longobardi ariani al cattolicesimo, si moltiplicarono le fondazioni di chiese in onore di S. Silvestro associate al culto del Salvatore, essendo il santo considerato come secondo Salvatore, dato che i Longobardi erano eretici.
TRA LEGGENDA E REALTA'. Una leggenda su San Silvestro sostiene che visse un certo tempo sul Soratte, rifugiato in un periodo di disaccordo con l'imperatore Costantino il quale, ammalatosi di lebbra, mandò i suoi messi a cercarlo. La vicenda narra che l'imperatore si ammalò e che per guarire dalla malattia gli venne consigliato di fare un bagno nel sangue umano. Costantino però vi rinunciò, impietosito dalla disperazione delle madri dei fanciulli scelti per fornire il sangue per il bagno. Nella notte sognò gli apostoli Pietro e Paolo, i quali gli suggerirono di richiamare dall'esilio Silvestro che solo poteva guarirlo dalla lebbra attraverso il battesimo. Un'altra leggenda narra che dimorò anche in Sabina, dove, sul monte Tancia si trovava una grotta al centro della quale era adagiato un grosso stalattite, adorato come un influente dio sabino. Il santo si adoperò per convertire subito i guardiani del luogo, distrusse l'idolo e pose al suo posto un altare dedicato a San Michele. Anche a Poggio Nativo (Ri) esiste il rudere di un'antica chiesa dedicata a San Silvestro. Gli si attribuiscono anche le "cacciate" di due draghi: una dalla grotta del Tancia, l'altra dalla rupe Tarpea. Papa Silvestro I viene sepolto il 31 dicembre del 335 a Roma nel cimitero di Priscilla. Appena morto, viene subito onorato pubblicamente come "Confessore" ed è tra i primi a ricevere questo titolo, attribuito dal IV secolo in poi a chi, pur senza martirio, ha trascorso una vita sacrificata a Cristo. Un anno dopo la sua morte, al Papa Silvestro era già dedicata una festa al 31dicembre; mentre in Oriente lo si ricorda il 2 gennaio.
LA BASILICA DEI SANTI QUATTRO CORONATI. A Roma, nella Basilica dei Santi Quattro Coronati, si trova un ciclo pittorico ispirato alle storie leggendarie dell'imperatore Costantino e di Papa Silvestro tratto da la "vita seu actus Sancti Silvestri" scritto tra la fine del IV secolo e la prima metà del V. Tra il 1244 ed il 1251, anno in cui la curia Papale era lontana da Roma, il luogo ove sorge la Basilica fu usato come residenza di Stefano Conti, cardinale di spicco nella vita politica romana, il quale ne fece un sontuoso palazzo. La Vita Silvestri narra la guarigione miracolosa di Costantino ad opera di San Silvestro ma, in realtà, Costantino fu battezzato nel 337, dopo la fine del pontificato di Silvestro e dopo il Concilio Ecumenico. Sempre secondo la leggenda, Costantino in segno di riconoscenza fece dono a Silvestro della sovranità su Roma con la famosa "Constitutum Costantini", atto che in realtà fu redatto circa alla metà dell' VIII secolo, ben dopo la morte di Silvestro, e riconosciuto come falso da Lorenzo Valle nel 1400. La leggenda di Silvestro è ricca di altri episodi, quali: la resurrezione di un toro che, a seguito di questo presunto miracolo, divenne il suo attributo iconografico. L' uccisione di un sacerdote ebraico a segno della potenza divina, riuscendo, con questo, a convertire Elena, la madre di Costantino. La sconfitta un enorme drago stabilitosi in una caverna del Foro Romano, simbolo del paganesimo persistente a Roma. Gli affreschi sulle pareti della cappella di San Silvestro rappresentano queste leggende e sono l'illustrazione più completa a noi pervenuta della vita di San Silvestro. La lettura inizia dalla parete di controfacciata dove nella parte alta è disposto un Giudizio Universale. Nella parte sottostante il ciclo silvestrino si trovano i dipinti che illustrano gli episodi salienti del suo incontro con Costantino: Costantino lebbroso rassicura le madri che chiedono grazia per i loro figli; i Santi Pietro e Paolo appaiono in sogno a Silvestro; i messi imperiali vano sul monte Soratte a cercare Silvestro; Costantino riceve Silvestro; Silvestro battezza Costantino; Costantino guarito dalla lebbra porge la tiara a Silvestro. Sotto la parete di sinistra, appaiono i fatti miracolosi della vita di Silvestro : la resurrezione del toro, la conversione di Elena e la cattura del drago. Il contenuto programmatico del racconto è un' esplicita affermazione anti imperiale poiché allude al conflitto in corso tra papato e imperatore rivendicando la supremazia della Chiesa romana. Papa Innocenzo IV aveva da poco scomunicato Federico II, in quanto non solo successore di San Pietro ma anche di Costantino e quindi degli imperatori romani. A tale proposito appaiono rilevanti due episodi dipinti nella cappella: Costantino che genuflettendosi offre la tiara a Silvestro, a simboleggiare sia il potere spirituale che temporale della chiesa in quanto la tiara è simbolo dei due poteri, e Costantino che accompagna il Papa a Roma tenendogli le briglie del cavallo. Quest'ultima scena si riferisce alla cerimonia che avveniva a seguito dell'incoronazione imperiale quando il sovrano incontrava per la prima volta il Papa : l' imperatore a piedi doveva condurre la cavalcatura papale dopo aver aver aiutato il Papa a salirvi. E' quindi comprensibile l'interesse di Stefano Conti, in quegli ani impegnato nella difesa della supremazia del papato, a rappresentare, nella cappella del proprio palazzo, un manifesto politico di tale portata.
di Fabiana Chini
- 31 Dicembre 2009
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Il Costitutum Costantini, nella versione conosciuta, è certamente un documento falso. Questo, come hai giustamente precisato, fu redatto dai Carolingi per giustificare l’incoronazione di Carlo Magno ad imperatore, mediante la consacrazione papale. E lo stesso Costitutum fu pure utilizzato dai Papi per fronteggiare l’ingerenza degli imperatori tedeschi in materie proprie della Chiesa, quali le investiture. Il primo a riconoscere la falsità del Costitutum Costantini non fu Lorenzo Valla, come dici, ma fu Papa Silvestro II, un Papa francese (Gerberto di Au-rillac) e grande studioso di storia, che, già nel 1001, ne svelò la falsità. La differenza tra Gerberto di Aurillac e Lorenzo Valla è questa: il Papa francese, pur riconoscendo la non autenticità di quel documento, ammetteva l’esistenza di un Costitutum originario, andato perduto; mentre Lorenzo Valla riteneva che Costantino non mai sottoscrisse alcun Constitutum.Chi dei due abbia ragione non lo so. Sono portato a fidarmi di più dello studioso francese, che di Lorenzo Valla.
Commento inviato il 11-01-2010 da Oreste Malatesta