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ROMA. LA VOCE DELLA LUPA

La Roma affonda col Cagliari, Zeman esonerato

Terribile 2-4 interno coi rossoblu, ne fa le spese il tecnico boemo. Squadra ad Andreazzoli e Muzzi

Ha pagato Zeman, il tecnico, come da sempre avviene nel mondo pallonaro. Non il presidente, l’amministratore delegato o il general manager. Tantomeno i giocatori. Ma l’uomo che va in panchina ogni domenica e si assume le responsabilità delle scelte tecniche e tattiche della squadra. Non poteva che essere così. L’ennesima batosta subìta dalla Roma quest’anno (la nona sconfitta fino ad ora) ha convinto la dirigenza che il colpevole fosse Zeman e per “dare una scossa”, come da copione, ha deciso di esonerarlo dai suoi compiti e di affidare la panchina al duo Andreazzoli-Muzzi, che si occuperà di traghettare la squadra fino a giugno, quando arriverà un nuovo tecnico. Il quinto in cinque anni, dopo Ranieri, Montella, Luis Enrique e appunto Zeman. Fermo restando le idee di un tecnico da sempre votato a un calcio “estremo”, spericolato e scriteriato, Zeman è stato “fortemente voluto” da Baldini e soci quest’estate, per costruire un progetto a lungo termine, far divertire il pubblico e consentire a tanti giovani di crescere. A febbraio tutto questo non esiste già più. Viene da pensare, allora, se il boemo non fosse semplicemente un grande nome da dare in pasto alla platea giallorossa, che si sa, è capace di esaltarsi con poco. Se la dirigenza romanista fosse davvero convinta dell’uomo scelto per la stagione del rilancio, dopo il flop di Luis Enrique. Se, infine, i giocatori a disposizione di Zeman fossero davvero adatti al suo dispositivo di gioco, così particolare e dispendioso e “filosofico”, passateci il termine. Perché se da una parte non si può tollerare una squadra che prende 42 gol in 23 partite, dall’altra bisogna anche analizzare come questi gol sono stati presi e, andando a memoria, gli errori individuali (più che di reparto) sono stati un’infinità. E’ solo colpa di Zeman? Oppure qualcuno di questi giovani talenti che puntellano la rosa giallorossa farebbe bene a guardarsi allo specchio e a farsi un bagno di umiltà? Le 4 reti prese contro il Cagliari sono esemplari: un ripiegamento a lumaca dei mediani sul gol del vantaggio e un autogol allucinante di Goicoechea hanno spianato la strada al Cagliari. E’ solo colpa di Zeman? Senza dimenticare il contributo assolutamente insufficiente dato dai vari Piris, Stekelenburg, Lamela e Destro nella prima parte della stagione, in cui senza Totti la squadra si sarebbe trovata in acque ben più agitate. Insomma, chi si occupa di calcio da addetto ai lavori non ha mai goduto di buona memoria. Questa probabilmente è stata l’ultima volta di Zeman sulla panchina di una grande. Il suo destino sarà ancora nel calcio (“Smettere? Mi devono sparare”, ha dichiarato), magari in Serie B, dove può avere tempo e modo di lavorare più serenamente e carta bianca sulle scelte tecniche. Auguri, Mister.

LA CRONACA. Dodò a sinistra al posto dell’assente Balzaretti è l’unica novità di Zeman, che conta sul tridente titolare Lamela-Osvaldo-Totti e ancora su Goicoechea tra i pali. Il duo Pulga-Lopez schiera un Cagliari aggressivo col 4-3-1-2 e Ibarbo dietro Thiago Ribeiro e Sau. Passano tre minuti e si mette subito male per i padroni di casa: buco difensivo sulla sinistra, Sau mette in mezzo per Nainggolan che, pressoché indisturbato, batte Goicoechea. Olimpico subito gelato. La Roma non reagisce, il Cagliari sfiora il 2-0 con Sau, ma l’attaccante rossoblu calcia fuori. Ci pensa Capitan Totti a far respirare i suoi: minuto 35’, punizione chirurgica del numero 10 giallorosso e palla dentro sul primo palo, complici una barriera imperfetta e Agazzi poco preciso. La Roma riprende coraggio, ma le speranze vengono di nuovo azzerate al primo minuto della ripresa, quando su un banalissimo cross da sinistra, Goicoechea sbaglia la presa e spinge la palla nella sua porta. Un episodio tragicomico che segna irrimediabilmente la gara. La Roma infatti si sgonfia del tutto, il Cagliari infierisce. Sau al 9’ sigla il 3-1 con un colpo di testa in area (lui che è alto 1,69), poi è Pisano a fare poker al 26’ ribattendo in rete un tiro, sempre di Sau, che si era stampato sul palo. In tutto questo, la difesa della Roma resta piantata sulle gambe a guardare gli attaccanti avversari fare quello che vogliono. Al 49’ Marquinho raddoppia per i giallorossi e dimezza le distanze. Finisce col trionfo del Cagliari, che vendica in qualche modo la sconfitta subìta a tavolino nella gara di andata e condanna la Roma alla terza disfatta in cinque gare. Domenica a Genova contro la Sampdoria i giallorossi inseguono la prima vittoria di questo fin qui terribile 2013.

TABELLINI E PAGELLE:
- ROMA (4-3-3):
Goicoechea 3; Piris 4, Burdisso 4, Marquinhos 4, Dodò 4; Bradley 4,5, Tachtsidis 5 (dal 14’ s.t. De Rossi 5), Florenzi 5,5 (dal 14’ s.t. Marquinho 5,5); Lamela 5, Osvaldo 4,5, Totti 5,5. (Lobont, Stekelenburg, Castan, Romagnoli, Taddei, Torosidis). All. Zeman, 4,5
- CAGLIARI (4-3-1-2): Agazzi 6; F. Pisano 6,5, Rossettini 6 (dal 32’ s.t. Perico sv), Astori 6, Avelar 6; Ekdal 6,5, Conti 6,5 (dal 36’ s.t. Casarini sv), Nainggolan 7; Ibarbo 6,5, Thiago Ribeiro 6,5 (dal 43’ s.t. Cossu sv), Sau 7,5. (Avramov, Del Fabro, Dessena, Pinilla). All. Pulga-Lopez, 7
- ARBITRO: Romeo di Verona, 6,5
- MARCATORI: Nainggolan (C) al 3’ p.t., Totti (R) al 35’ p.t., autorete di Goicoechea (R) al 1’ s.t., Sau (C) al 9’ s.t., F. Pisano (C) al 26’ s.t., Marquinho (R) al 49’ s.t.
- NOTE: ammoniti Tachtsidis, Piris e Lamela per gioco scorretto; Nainggolan e Avelar per gioco scorretto. Spettatori 32.820. Angoli 7-2 per la Roma. Recupero: 1’ pt; 5’ st.

di Paolo Gresta

- 04 Febbraio 2013

Articolo scritto da Paolo Gresta
Redazione TevereNotizie.com

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