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AUSPICANO CHE L’ALLARMISMO NON SFOCI IN DISORDINI
“La struttura è destinata alla protezione umanitaria non alle popolazioni nomadi"
CASTELNUOVO DI PORTO - Il trasferimento dei 120 rom dalla Capitale alla struttura del "Cara" di Castelnuovo provoca la reazione dei comuni di Castelnuovo di Porto, Morlupo, Riano e Capena. I sindaci dell'area Tiberina oggi si sono incontrati per fare il punto della situazione e per discutere di quelle che saranno le ripercussioni sul territorio, già gravato da situazioni socio-economiche critiche. I primi cittadini hanno espresso la loro contrarietà all'insediamento dei rom nel centro di località Ponte Storto.
LA NOTA UFFICIALE DEI SINDACI DELL'AREA. "La struttura del "Cara" di Castelnuovo è destinata a persone che richiedono la protezione umanitaria perché provengono da Paesi in guerra, che hanno grandi problemi politici, sociali ed economici - hanno detto il sindaco di Castelnuovo Fabio Stefoni, il sindaco di Morlupo Marco Commissari, il sindaco di Riano Nicola Regano e il sindaco di Capena Antonella Bernardoni - l'equiparazione a queste posizioni di popolazioni nomadi non è assimilabile ai richiedenti asilo politico o protezione umanitaria, e risponde ad esigenze non coerenti con le finalità di un centro come il "Cara". Questa decisione potrebbe apparire addirittura elusiva della normativa in tema di rifugiati politici. Per questo l'operazione non è giustificabile né opportuna in strutture costruite per altri fini".
LA STRUTTURA DEL "CARA" IN UN POSTO CHE NON E' CAPOLUOGO DI PROVINCIA. "Questa è anche l'occasione per ricordare a coloro che decidono interventi con gravi ripercussioni sul territorio - continuano i primi cittadini di Castelnuovo, Riano, Capena e Morlupo - che il comune di Castelnuovo di Porto è l'unico, in tutta Italia, tra quelli sul cui territorio esiste una struttura come il "Cara", a non essere un capoluogo di provincia. Il "Cara" di Castelnuovo, inoltre, ha una capienza superiore a quella di qualsiasi altra struttura del genere operante sul territorio nazionale".
PROBLEMATICHE ED EVENTUALI DISORDINI LEGATI AL TRASFERIMENTO DEI ROM. "Riversare più di cento persone, tra i quali molti bambini, provocherà ricadute facilmente ipotizzabili e numerose criticità: dall'inserimento scolastico all'intervento dei servizi sociali, dalla gestione della sicurezza alla gestione degli aspetti sanitari - hanno sottolineato i sindaci - il territorio è già gravato da situazioni socio-economiche critiche e non può sopportare ulteriori situazioni di precarietà. La popolazione, che fino ad ora ha dimostrato una elevatissima disponibilità all'accoglienza ed una profonda sensibilità verso le problematiche di afgani, etiopi e somali - che effettivamente vivono in una situazione di emergenza - è ora molto allarmata. Auspichiamo che tale allarmismo non sfoci in manifestazioni di protesta che potrebbero provocare disordini e problematiche di ordine pubblico".
di Gioia Maria Tozzi
Castelnuovo di Porto - 17 Gennaio 2010
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non mi sembre giusto che i nomadi occupino dei posti che servono per aiutare le persone davvero in difficoltà, non mi pare che vivono in un paese dove ci sono guerre o catastrofi ambientali poi dopo 30 anni che alcuni sono in italia che asilo politico devono chiedere? Alemanno ci sta prendendo in giro a tutti poi ci sono bambini extracomunitari che sono in lista per andare a scuola e adesso si vedono rubare il posto dai nomadi e' una cosa veramente ridicola e assurda. Poi perchè devono creare problemi in un centro di accoglienza che fino ad oggi non ne ha dati dobbiamo cominciare adesso? loro non vogliono venire, noi non li vogliamo perche non lasciare le cose cosi'?
Commento inviato il 18-01-2010 da silvia
E' una vergogna senza limiti...tra l'altro i residenti passeranno tutti per degli incivili e disumani! Ma queste persone che spostano i campi nomadi in provincia conoscono il territorio?
Commento inviato il 17-01-2010 da C.
Sono sicura che mandare questa povera gente "nomadi" in una provincia gia' con difficolta' socioculturali-economiche ...... molto gravi, con la presenza gia' da un'anno di persone richiedenti asilo politico, diventa una difficolta' che dal momento che metteranno piede come si dice nella Protezione Civile di Castelnuovo di Porto sara' una catastrofe e questo comportera' gravi danni alla popolazione e tutto il resto. Abbiamo carenza di vigili, polizia, carabinieri, che non riescono a fare fronte alle problematiche gia' esistenti, passano mesi prima che si possano vedere a Ponte Storto. La popolazione e' in allarme.
Commento inviato il 17-01-2010 da paola