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DOMENICA SCORSA IN UNA SALA GREMITA

Pubblico in piedi per l’impegno, la forza e la testimonianza del magistrato Imposimato

Il M5S e il Meetup hanno dedicato l’appuntamento al fratello del giudice ucciso dalla Mafia nel 1983

FIANO ROMANO – Una sala gremita ha accolto la presenza e le parole del giudice Ferdinando Imposimato. Il presidente onorario della Suprema Corte di Cassazione è intervenuto domenica scorsa all’incontro “Parliamo di mafie, se le conosci le eviti!” organizzato dal Movimento 5 Stelle e dal Meetup di Fiano Romano nella sala Berlinguer del parco dei Caduti di via Fani. Pubblico in piedi al termine degli interventi per la decisione degli organizzatori di dedicare l’appuntamento al fratello del magistrato ucciso dalla Mafia nel 1983.

L’INCONTRO. L’appuntamento è iniziato con la lettura delle frasi di due magistrati che hanno combattuto la mafia fino all’estremo sacrificio della vita: Falcone e Borsellino. Poi ha preso la parola il magistrato Imposimato che ha fatto un excursus sulla sua vita e il suo impegno e le vicende accadute al suo arrivo a Roma, una città che già all’epoca registrava infiltrazioni mafiose. Imposimato ha vissuto gli anni dell’omicidio Moro, della Banda della Magliana, ha conosciuto e lavorato con Falcone e Borsellino. Nel 1983 è stato segnato dall’uccisione del fratello da parte della Mafia che voleva fermare il suo operato. “In quegli anni faceva molta resistenza il potere politico – ha detto il giudice Imposimato – faccio ad esempio il nome di Scalfaro, allora Ministro degli Interni. Carminati, protagonista dello scandalo di Roma Capitale, venne scarcerato proprio in quegli anni…era già noto. Iniziai a capire che c’erano infiltrazioni mafiose. La Mafia è presente nel Lazio, soprattutto la Ndrangheta; hanno acquistato esercizi pubblici insediandosi indisturbati nel territorio. La Ndrangheta è più pericolosa della Mafia perché si serve dei cosidetti “colletti bianchi”, professionisti e politici inseriti in settori di spicco della società. Occorre oggi più che mai sensibilizzare i giovani sull’acquisto e la vendita delle attività sotto il prezzo di mercato. La corruzione a tutti i livelli favorisce la Mafia…sono riusciti a penetrare grazie alla corruzione. Simpatizzo per il Movimento 5 Stelle soprattutto perché fa opera di sensibilizzazione su questo tema”. A prendere la parola poi il consigliere regionale M5S Gianluca Petrilli che ha parlato della commissione e della proposta di legge voluta dal Movimento: “non ci interessa mettere bandierine ma che le cose si facciano” ha concluso, parlando anche dell’impegno e del controllo nel settore dell’edilizia. Dopo di lui l’intervento del consigliere regionale Devid Porrello: “Carminati era già noto e lo abbiamo ritrovato in Mafia Capitale. Finché i cittadini non capiranno che va data una sterzata forte non ci sarà modo di agire. Quello del M5S non è solo un dire ma è un fare. Crediamo nelle azioni concrete contro le ecomafie, perché con l’ambiente la Mafia ha guadagnato; vogliamo più controlli e l’applicazione delle leggi che già ci sono. Occorre individuare i “colletti bianchi” e sostituirli…ma non come si fece con "Mani Pulite" dove la sostituzione venne fatta con i “colletti bianchi” in attesa di una poltrona. Le ecomafie si sconfiggono non piegandosi perché lo Stato è formato da tutti, ognuno con le sue competenze”. A chiudere l’incontro la deputata del M5S alla Camera Roberta Lombardi. Anche lei ha posto l’accento sulle infiltrazioni mafiose ed in particolare nel settore agroalimentare nel Lazio. “Nel Lazio ci sono ben 92 clan mafiosi che operano – ha detto l’onorevole Lombardi – la regione Lazio è al quinto posto per numero di attentati e al terzo posto per numero di incendi dolosi. Le infiltrazioni non minacciano solo un singolo, un sindaco, un politico ma l’intera comunità che rappresentano. Recentemente è stata fatta una revisione del codice antimafia a cui abbiamo votato contro…la politica è stata per tanti anni l’altra faccia della moneta della Mafia. Il M5S non piega la testa perché vuole vivere in un Paese della legalità". All’incontro ha partecipato il sindaco di Marino che ha invitato i presenti all’incontro di sabato 14 ottobre dove verrà rivelato il nome di chi si candiderà alle prossime regionali per il Movimento 5 Stelle.

LA CONCLUSIONE. L’appuntamento si è concluso con il pubblico che gremiva la sala in piedi e che tra gli applausi ha accolto la notizia che il M5S e il Meetup di Fiano Romano avevano deciso di dedicare l’incontro alla memoria del fratello del magistrato Ferdinando Imposimato. “Mio fratello – ha detto il giudice evidentemente commosso – è stato ucciso dalla Mafia per causa mia…lui ha dato la vita per dare a me la possibilità di proseguire le mie inchieste”.

Fiano Romano - 09 Ottobre 2017

Articolo scritto da Gioia Maria Tozzi
Redazione TevereNotizie.com

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