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FOTOREPORTAGE - CRONACA DI ROMA

"Ora tocca a noi": l'Italia che vuole cambiare scende in piazza

In diecimila per la manifestazione politica promossa da Nichi Vendola di Sinistra Ecologia e Libertà e appoggiata dall'Italia dei Valori

Roma 1 ottobre 2011 Piazza Navona - manifestazione 'Ora tocca a noi', intervento Nichi Vendola
(Foto di Chiara Rossi)

Roma 1 ottobre 2011 Piazza Navona - manifestazione 'Ora tocca a noi', intervento Nichi Vendola (Foto di Chiara Rossi)

ROMA - Piazza Navona ha accolto la manifestazione "Ora tocca a noi" promossa da Nichi Vendola, migliaia di bandiere rosse e persone provenienti da tutta l'Italia. La kermesse politica è stata aperta verso le quindici dall'attore Paolo Sassanelli, e poi sono seguiti gli interventi incalzanti e appassionati di politici ed artisti. Leo Gullotta ha lanciato il primo messaggio al Pd dicendo: "Bersani perchè non ci sei?". Beppe Giuliano ha parlato della "legge bavaglio", è poi intervenuto Massimo Zedda, giovane sindaco di Cagliari, Massimo Wertmuller, Parisi, promotore del referendum sulla legge elettorale, Andrea Gropplero, Portavoce Teatro Valle Occupato, gli operai della Irisbus al loro ottasettesimo giono di sciopero e ancora Fiorella Mannoia e Vergassola. Di Pietro ha spiegato cosa ci facesse lui, ex seminarista, in mezzo ai "comunisti": "Per quanto mi riguarda, Gesù Cristo resta il primo socialista della storia". Poi ha attaccato il ministro degli Interni Roberto Maroni: "Come può sciogliere i consigli comunale per infiltrazioni mafiose e poi lasciare così com'è il Consiglio dei Ministri che accoglie un indagato per mafia?". Ha concluso Nichi Vendola con duri attacchi verso Berlusconi e il berlusconismo, verso le "lobby economiche e finanziarie ", verso Tremonti definendolo "non la medicina, ma la malattia". E infine, rispetto al Nuovo Ulivo, Vendola va oltre: "L'unità tra noi è una precondizione, è il punto di partenza. Abbiamo bisogno che il cantiere dell'alternativa sia grande, popolare, giovanile. Dobbiamo essere capaci di accogliere anche ciò che è diverso da noi. E a questo si arriva con le primarie. Le quali non sono un concorso di bellezza, ma scelte culturali prima ancora che politiche".

Fotoreportage di Chiara Rossi

Roma - 03 Ottobre 2011

Articolo scritto da Chiara Rossi
Redazione TevereNotizie.com

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