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EDITORIALE

L’infanticidio si può combattere grazie al numero verde “Salvabebè” e allo sportello “Salvamamme”

Operazione vivere. L’obiettivo fondamentale delle associazioni impegnate su questo fronte è quello di creare un sistema integrato di servizi in cui il poter educare alla vita e salvare una vita camminino di pari passo e abbiano la stessa priorità

L'infanticidio dei neonati è un fenomeno antico e rappresenta tuttora nel nostro Paese una grave piaga sociale, anche se le condizioni in cui le donne oggi possono vivere la maternità sono assai migliorate rispetto al passato, a livello medico e assistenziale, culturale e materiale, legislativo. Tuttavia, quasi ogni mese si ha notizia di neonati rinvenuti privi di vita nei cassonetti di raccolta dei rifiuti, talvolta altrove. Al di là del sincero ma generico moto di dolore e di indignazione che si accompagna da sempre a queste tragedie, della rabbia di fronte ad atti considerati umanamente inaccettabili e culturalmente destabilizzanti, bisogna tentare di riflettere su alcune strade che consentano di affrontare realmente queste orribili realtà oltre l'effimero delle pagine di cronaca nera. Occorre un grande impegno per salvare tante vite appena sbocciate, ma insieme per capire anche i livelli di disperazione che si celano dietro un gesto terribile e inconsulto: l'emarginazione, la solitudine, la disperazione da cui scaturisce un delitto che segnerà per sempre tante donne. Ma questa volta vogliamo raccontare la storia di una cicogna che invece di portare un solo bambino, ha portato a tanti piccoli neonati e alle loro mamme, speranza e salvezza.

Era il 1992 quando questa cicogna toccò i cuori di tante mamme, medici ed infermiere che decisero di costituire un'associazione per contrastare l'infanticidio. La prima tappa concreta si ebbe nell'aprile del 2002, quando fu attivato il numero verde "Salvabebè" in collaborazione con il Policlinico Umberto I - Università La Sapienza.  Attivo in tutta la regione Lazio, il contact center opera dà informazioni e sensibilizzazione sulla possibilità legale, per le donne, di partorire nelle strutture ospedaliere pubbliche scegliendo l'anonimato qualora non potessero o non volessero tenere con sé il proprio bambino, fornendo comunque alle gestanti in condizioni di gravi difficoltà un intervento di sostegno e di indirizzo al fine di evitare tragiche conclusioni di gravidanze indesiderate. Di qui la decisione di accostare al progetto Salvabebè, lo sportello centrale "Salvamamme" che, operativo dal 2003, offre un punto di ascolto front-office e telefonico rivolto alle mamme e future mamme in difficoltà, patrocinato e finanziato dalla Regione Lazio - Assessorato alle Politiche Sociali. Numerose le mamme italiane e non attualmente seguite dai vari sportelli con un progetto socio assistenziale che fornisce loro sostegni concreti per alcuni bisogni primari e risposte continuative attraverso consulenze gratuite psicologiche, legali e mediche. Il progetto risponde a richieste di svariato genere, fornisce risposte a richieste di difficoltà emotiva, di emergenza assistenziale con aiuti concreti e materiali, tutela legale e aiuto psicologico. L'alto valore del progetto, che da oltre sei anni ottiene l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, sta nel fatto che garantisce, attraverso la mediazione dei canali di informazione, la fruibilità di un servizio che altrimenti sarebbe meno facilmente individuabile, perché cittadini più deboli, i più emarginati, coloro che meno dispongono dei mezzi e degli strumenti, più spesso non hanno accesso ai servizi, e per tali motivi non utilizzano le opportunità disponibili.

Congiuntamente, nel 2000, l'associazione "I Diritti Civili nel 2000" ha attivato il progetto "Operazione Vivere" con il numero verde Salvabebé 800.28.31.10, attivo solo nel Lazio, in aiuto a mamme in difficoltà, un servizio centralizzato di informazione e sensibilizzazione sulla possibilità per le donne che non possono o non vogliono tenere con sé il loro bambino, di partorire nelle strutture ospedaliere pubbliche scegliendo l'anonimato. Inoltre il Numero Verde, operativo 24 ore su 24 presso il Reparto di Patologia Neonatale del Policlinico "Umberto I" - Università "La Sapienza" di Roma -, si occupa anche di raccogliere le segnalazioni di abbandoni di neonati e procederne al tempestivo recupero con un'ambulanza dotata di culletta termica e di personale specializzato. Di seguito un elenco di servizi gratuiti a sostegno delle mamme in difficoltà che messi a disposizione dell'associazione Salvamamme: consulenza psicologica per l'accoglienza, l'analisi dei bisogni, il sostegno alle mamme durante il difficile periodo della gravidanza e della maternità;  consulenza pediatrica su problemi igienici, di prevenzione, e sull'alimentazione; consulenza ginecologica per confrontarsi su dubbi relativi alla gravidanza e al parto; consulenza legale e orientamento burocratico;  consulenza ostetrica sull'allattamento al seno per le mamme; mediazione scolastica; previo appuntamento fornitura di indumenti e prodotti per l'infanzia nuovi o seminuovi (corredino, carrozzina, passeggino, pannolini, latte, prodotti igienici, ecc.) nei limiti delle disponibilità ed infine consulenza fiscale.

Il progetto "Diritto di Poppata" , ancora in fase d'avvio, mira a garantire il latte ad ogni neonato a rischio denutrizione. Diritto di Poppata, in collaborazione con l'Azienda Ospedaliera S.Camillo - Forlanini, si propone il recupero del latte materno ove sia possibile e la distribuzione, ove sia indispensabile, di latte artificiale. Comuni e municipi invieranno le utenti, così pure le assistenti sociali delle grandi associazioni e l'Emergenza Sociale del Comune di Roma. Le Aziende sanitarie certificheranno la mancanza di latte e l'associazione ideatrice si occuperà concretamente della distribuzione. Il progetto sarà sostenuto dal "Gruppo Mercurio" con una raccolta di fondi e contribuendo direttamente per l'acquisto del latte. Il progetto durerà 12 mesi, l'idea è di estenderlo in breve in Italia e poi in Europa. Il cuore pulsante dell'associazione Salvabebè- Salvamamme si trova in via Friggeri 57-61, in una struttura di circa 450 mq con annessi magazzini, call center, segreteria, amministrazione, ufficio stampa e comunicazione e soprattutto lo spazio di accoglienza. Vengono infatti effettuati decine di migliaia di interventi con volontari e professionisti e distribuiti decine di migliaia di oggetti di prima necessità raccolti, selezionati e sanificati anche grazie al coinvolgimento di moltissime famiglie laziali attualmente iscritte al club Salvamamme che offrono, con generosa costanza, vestiario e prodotti alimentari e per l'igiene. I volontari l'hanno ideata e allestita pensando alle esigenze di mamme e bimbi, predisponendo un baby garden per intrattenere i bambini sotto sorveglianza con giochi sicuri, un'area per l'allattamento e i cambi, un'area per le psicologhe, un'area per le consulenze legali e un'area per le consulenze pediatriche. Il materiale raccolto e selezionato viene sistemato in scaffalature e ordinato in centinaia di scatole bianche, rosa e celesti.

CONTATTI. Sportelli Salvamamme. Punti di ascolto per ragazze madri e mamme in difficoltà: chi volesse dare una mano può contattare i numeri telefonici 06.35404351 oppure 06.35403823 (dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 17.30). Lo sportello Salvamamme è attivo anche presso l'Az. Osp. S. Camillo Forlanini a Roma tel 06.58704275. Sono a disposizione i siti www.salvabebe.org ; diritticivili.2000@tiscali.it e contatti@salvabebè.org. Mentre il NUMERO VERDE SALVABEBE' 800.28.31.10 contro l'infanticidio solo per le emergenze è attivo 24 ore su 24 per la regione Lazio ed è contattabile solo con cellulare per chi chiama da fuori Roma con l'Az. Policlinico "Umberto I" - Università "Sapienza".

di Manuela Tranquilli

Lazio - 21 Settembre 2011

Articolo scritto da Manuela Tranquilli
Redazione TevereNotizie.com

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