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I DUE PREGIUDICATI RISIEDONO A FIANO E CAPENA
In tre anni, da un piccolo prestito, erano arrivati a chiedere 500 mila euro alla loro vittima
FIANO ROMANO-CAPENA - I carabinieri della Compagnia di Monterotondo, coordinati dal capitano Raffaele Gesmundo, all'alba di oggi hanno concluso un'importante operazione antiusura che ha portato all'arresto di due pregiudicati: D. G. G. residente a Capena e S. F. originario della provincia di Salerno e residente a Fiano Romano per il reato di concorso in usura.
L'OPERAZIONE. I militari hanno scoperto che i due, entrambi imprenditori che gestiscono rispettivamente un punto ristorazione ed un'attività di vendita di autoveicoli importati dall'estero, effettuavano prestiti a tassi usurai in favore di commercianti della zona Tiberina che a loro si rivolgevano per tentare di superare gravi difficoltà economiche legate alla conduzione delle proprie attività.
IL FATTO CHE HA PORTATO ALLA SVOLTA NELLE INDAGINI. Il punto di svolta dell'intera operazione è stata la denuncia di un imprenditore romano che da circa due anni era finito nella rete dei due usurai. L'uomo aveva iniziato con la richiesta di piccole somme, in cambio delle quali firmava a garanzia del prestito cambiali ed assegni pari ad oltre il doppio della somma ottenuta. In breve i debiti con gli strozzini hanno raggiunto i 500 mila euro. L'usurato non riuscendo più a far fronte alle scadenze mensili delle cambiali stava per essere costretto ad intestare la propria attività ed una sua abitazione ai "creditori". La vittima ha trovato il coraggio di denunciare tutto ai carabinieri che hanno avviato le indagini durate circa tre mesi.
GLI ARRESTI. All'alba di oggi i militari hanno dato esecuzione agli ordini di custodia cautelare in carcere emessi dal Gip del Tribunale di Tivoli su richiesta del Pubblico Ministero Giuseppe Mimmo. Gli ordini di custodia cautelare sono stati eseguiti in tempo utile ad evitare la scadenza imminente del debito contratto dall'imprenditore usurato, gravemente minacciato dai suoi strozzini affinché consegnasse oggi stesso il denaro preteso. Durante le perquisizioni domiciliari presso le abitazione degli arrestati i carabinieri hanno sequestrato decine di cambiali ed assegni per valore di centinaia di migliaia di euro e circa 9 mila euro in contanti. Gli arrestati sono stati trasferiti presso il carcere di Rebibbia dove restano a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.
di Gioia Maria Tozzi
Capena - 06 Marzo 2010
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