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RISATE E RIFLESSIONI: COME GLI UOMINI VEDONO LE DONNE...E VICEVERSA
Lo spettacolo “La mia donna è differente” è uno specchio della realtà umana, totalmente esasperata in una verve comica
Nino Taranto in 'La mia donna è differenze'
ROMA - Serate all'insegna delle risate e del divertimento vero: questo è ciò che Nino Taranto ha regalato al suo pubblico, seduto nella piccola e raccolta platea del teatro Petrolini di Roma. Per settimane, infatti, l'artista ha messo in scena lo spettacolo "La mia donna è differente"; la regia è stata curata da Angelo di Palma, con il supporto tecnico audio e luci di Claudio Feliciano e di Marcello Taranto. Uno spettacolo comico e riflessivo al tempo stesso, che ha permesso a tutti gli spettatori, donne e uomini, di ritrovare se stessi nella realtà quasi esasperata dalla performance teatrale di Taranto.
LO SPETTACOLO. Nel suo lungo monologo, Nino Taranto si muove toccando le corde quotidiane di ciascuno: si va dall'educazione infantile all'approccio con quelli che sono i mass media, dai temi di natura religiosa (soprattutto la natività e le figure del presepe) fino ad arrivare a mettere in rilievo quello che è poi il fulcro dello spettacolo stesso...la donna in tutta la sua magnificenza e complessità.
TARANTO E L'UNIVERSO FEMMINILE. Con divertente ironia lo showman svela il mondo femminile, spiegando come le donne vedono e percepiscono gli uomini ed i loro comportamenti, svela la chiave, il mistero, i dubbi e le incertezze, le loro preoccupazioni e le loro contraddizioni; mette a nudo le loro più recondite paure ma, alla stessa maniera, rimarca con ammirazione il loro coraggio. Inizia il tracciato dai primordi, da quando Adamo ed Eva furono cacciati dal Paradiso Terrestre fino ad arrivare ad oggi, alla sconcertante quanto rassegnata presa di coscienza che, in fondo, le differenze tra uomo e donna non sono cambiate drasticamente nel corso della storia. Anzi, il patrimonio femminile si è perpetuato nei secoli, di generazione in generazione, senza perdere la sua essenza originaria. E' il coraggio delle donne che ha forgiato il mondo, il loro punto di forza risiede nella memoria, nella sensibilità con cui vivono la vita, nella loro attenzione e nella loro capacità di vedere oltre, verso orizzonti lontani, di avere prospettive più ampie.
PARLA NINO TARANTO. "Le donne vincono perché non danno risposte, ma fanno solo domande - ha detto Nino Taranto - se chiedi ad un tuo amico che ore sono, lui ti dirà l'ora. Se chiedi a tua moglie che ora è, lei ti risponderà: "perché che devi fa'?". L'attore romano, dunque, sottolinea quella che è la figura della donna a 360°, in un continuo e costante paragone con la figura maschile. L'artista fa emergere dalle sue battute quanto spesso le donne siano totalmente prive di sintesi: dote imprescindibile per l'uomo; o come tendano ad impiegare il tempo nel fare tante cose ("troppe") contemporaneamente, mentre gli uomini per cambiare anche solo una lampadina assumono ritmi "bradipeschi"; o semplicemente come riescano a tormentarsi, attraverso percorsi mentali che assomigliano più a delle "regie cinematografiche" (per quanto sono elaborati) che a dei pensieri, a contrasto invece con i semplici comportamenti degli uomini, che a volte si mostrano rudi e scostanti solo perché la squadra del cuore ha perso la partita (altro che fine di un amore!). Viene messa a nudo letteralmente la donna, dunque, quell'essere così determinato e organizzato ma nello stesso tempo così insicuro e disorientato, come spesso appare, per esempio, all'interno di un parcheggio di qualche centro commerciale, intenta a cercare la sua macchina parcheggiata e impiegando tempi quasi eterni nel ritrovarla.
LA QUOTIDIANITA' FEMMINILE E MASCHILE: UNA TEMATICA RICORRENTE. Lo spettacolo "La mia donna è differente" ripropone quello che uomini e donne vivono tutti i giorni, ma con un accento spesso mancante o semplicemente latente nella realtà quotidiana: il lato comico della questione.
L'INTERVISTA ALL'ARTISTA AL TERMINE DELLO SPETTACOLO. "Ho voluto riportare una realtà che esiste da sempre - ha detto Nino Taranto al termine dello spettacolo - senza cambiarla fondamentalmente, ma stravolgendola, portandola all'esasperazione della comicità". La sceneggiatura dello spettacolo stesso non è altro che lo specchio della vita quotidiana di ogni coppia "uomo-donna": "le battute nascono in casa - continua Taranto - mentre parlo con mia moglie, che è anche mia musa ispiratrice". Osservando lei e le donne con le quali interagisce ogni giorno, Taranto ha esplicato quello che per molti uomini è l'arcano mondo femminile. "Il comico è un osservatore vero che ripropone la realtà esasperandola, ma non cambiandola nella sua essenza - continua il comico romano - e "La mia donna è differente" non è altro che una proposizione di questa realtà". Lo spettacolo rimarca tematiche realistiche con venature totalmente ironiche e divertenti, ma che in un certo qual modo appaiono tese a far riflettere chi le percepisce e a dar adito a ciascun spettatore di immedesimarsi nella dimensione che il cabarettista romano propone sul palcoscenico, dotato di una scenografia non troppo artificiosa, ma ricca di oggetti simbolici utilizzati nel corso dello spettacolo.
RIFLESSIONI E SCENOGRAFIA. Dalla sediolina sulla quale Taranto si siede spesso nel corso della performance, all'appendiabiti sulla porta di casa, ad un grandissimo cartello blu con una grande "P" bianca, che egli stesso sposta da una parte all'altra per permettere al suo cellulare di ricevere campo a sufficenza per mandare messaggini alla sua "fragolina"; al piccolissimo quanto impercettibile acquario a sfera sulla mensola del bagno, in cui sguazza "Nemo" (il pesciolino con cui a tratti interagisce e che diventa silenzioso testimone diretto dell'esibizione attoriale del protagonista); fino ad arrivare a quella che è in un certo qual modo la sua "finestra" sul passato: una grande scatola di cartone con su scritto "1956". Una sorta di "vaso di pandora" che anziché sprigionare infauste sciagure, permette all'attore di ripercorrere frammenti della sua infanzia, colma di oggetti-simbolo: dal vecchio pallottoliere ai guanti in raso rosso di una sua vecchia conquista, alla pergamena della sua poesia. Ed è proprio in questa fase dello spettacolo che l'attore, tra un flashback e una battuta, sembra quasi che fermi lo scandire del tempo, catapultando tutti in un momento di riflessione e condivisione. Una pergamena arrotolata, fatta di parole, è ciò che lo spinge a fermare l'atmosfera comica, quasi ludica, di cui si è impregnato lo spettacolo fino a quel momento, e a leggere quelli che sono i versi di una poesia scritta da lui stesso:
"La Maschera.
La vita è un eterno carnevale
Che sfugge spesso dall'individuo
Per scoprire solo la di lui immagine
Sembra lo scruti, sembra lo esalti,
Sembra lo governi...
Ma è solo testardaggine.
E' la cecità che pone veli ulteriori
A chi poco può, poco sa o molto merita
L'indosso di una maschera.
Ne abbiam per ogni occasione
Ci è facile vincere, dimostrare,
Colorare tutto nella giornata intera.
Guarda dentro di te, quanta solitudine hai
...Spogliati... di tutto.
Quanto tempo è che non ti denudi.
Quanto tempo...
Lascia andare tutto ciò che ti copre,
Fallo scivolar via... e scopri te stesso.
Ecco, ora esci e mostra la tua nudità
Per brutta che sia troverai un tuo simile
Che gioirà nell'averti visto per come sei.
Finalmente scoperto,
E troverai altri simili
Che non vorran vedere quella nudità
E si diranno: "Ma dov'è finito?"
Rispondigli: "Dentro di me"
E sarai padrone della tua vita".
Uno spettacolo poliedrico, principalmente carico di comicità, ma anche generatore di emozioni e di riflessioni, che hanno permesso a tutti coloro che per una sera, soltanto, sono stati i testimoni diretti di questa performance teatrale, di essere totalmente rapiti dalla straordinaria bravura e acutezza d'animo del grande Nino Taranto.
PROGETTI IN CANTIERE. "A dicembre sarò alle prese con "Bambine cattive", lo spettacolo di e con Barbara Foria, Loredana De Paola, Laura De Marchi, Teresa Lallo, Giulia Ricciardi, cinque comiche meravigliose - conclude Taranto parlando dei suoi prossimi impegni - a marzo, invece, dal 2 al 28, sarò impegnato al teatro 'Morgana' di Roma, insieme ai Four Vegas, Gabriele Marconi e Claudia Moretti nello spettacolo di Sandro Arista e Claudio Napoleone "Abbiamo fatto 30, facciamo 30mila", per la regia di Pier Maria Cecchini. Due spettacoli da non perdere".
di Fabiola Cianci
Roma - 11 Novembre 2009
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