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PARLA IL DIRIGENTE DEL PARTITO TRADIZIONAL POPOLARE

Nino Sala dice la sua sul debito pubblico e il Governo Monti

Sulla situazione politica e finanziaria che attraversa l’Italia: “Dobbiamo fare come l’Islanda”

Nella foto: il dirigente del Partito Tradizional popolare Nino Sala (Foto: Il. Mis.)

Nella foto: il dirigente del Partito Tradizional popolare Nino Sala (Foto: Il. Mis.)

FIANO ROMANO – Nino Sala è il dirigente del Partito Tradizional popolare - movimento nato a gennaio 2011 dalla fusione tra il Movimento Cattolico Tradizionalismo Popolare e il Movimento per l’Etica - e sembra avere idee molto chiare sulla situazione politica e finanziaria che attraversa l’Italia. Sala domenica scorsa ha partecipato alla presentazione del "Movimento per la Gente" insieme a molti altri personaggi di diverse estrazioni politiche.

SUL DEBITO. “Il problema fondamentale è il signoraggio - ha detto Nino Sala - alla Bce stampare una banconota da 100 euro costa 3 centesimi, ma poi ci presta denaro con un tasso intorno al 6 per cento sul valore nominale, ne deriva che non potremo mai pagarlo”. Sala parla con sicurezza quando spiega “E’ un’invenzione della Bce; uno Stato che abbia sovranità popolare, non deve preoccuparsi del debito, perché all’occorrenza può stampare moneta. Ma l’euro, non è nostro, è comune ad altre economie e la Bce è partecipata da privati, da banche private, quindi nessuno può fare nulla”. E punta il dito contro l’Unione Monetaria e in particolare contro quei Paesi, che essendo economicamente più forti, “dettano legge”. Ho provato schifo davanti alla derisione fatta da Francia e Germania nei nostri confronti. E’ stato barbaro, indegno e incivile”. 

LA SOLUZIONE PROPOSTA DA SALA. Sala ha poi parlato di una possibile soluzione per risolvere il problema. “E’ molto semplice: dobbiamo riappropriarci della nostra sovranità popolare. Dobbiamo fare come l’Islanda”. Nel 2008 l’Islanda si è trovata in una bufera finanziaria provocata dal collasso delle principali banche. Per ripianarne i debiti il governo in carica aveva approvato un piano di risanamento che avrebbe gravato sulle famiglie per quindici anni. Una settimana di proteste pacifiche hanno indotto il governo a dimettersi e il nuovo governo a indire un referendum in cui una maggioranza del 93 per cento ha deciso di non pagare il debito delle banche e procedere al default. Nel frattempo il parlamento ha avviato inchieste per stabilire le responsabilità civili e penali dei banchieri coinvolti nei fallimenti e avviato i lavori di una costituente molto partecipata, per riformare la costituzione del paese. “L’Italia può uscire dall’euro, e possiamo farlo a testa alta - insiste Sala - Dobbiamo chiedere un referendum e mettere in discussione i trattati”.

IL NUOVO GOVERNO. Le idee di Sala vengono dai più considerate eretiche “E’ vero, e questo è grave - ha detto Sala - perché continuiamo a curare la malattia con la stessa cosa che l’ha provocata. Nel tentativo di risolvere la crisi stiamo sacrificando anche la democrazia - citando un articolo di Gramellini apparso nei giorni scorsi - E’ inaccettabile che un’intellettuale di tale caratura invochi governi di elitè, escludendo ogni principio democratico. Praticamente regimi plutocratici”. Sala parla anche di Monti: “Ne è l’espressione. Ha dato un’occhiata al suo curriculum? Presidente Europeo della Trilaterale e advisor di Glodman Sachs, la banca che per prima ha venduto i titoli di Stato italiani, provocando il panico sui mercati - e conclude - praticamente abbiamo consegnato l’Italia alle grandi lobby finanziarie. E’ un colpo di Stato, portato avanti con lo spread, invece che con le armi".

dell'inviata Ilaria Misantoni

Fiano Romano - 15 Novembre 2011

Articolo scritto da Ilaria Misantoni
Redazione TevereNotizie.com

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Noi siamo stati commissariati dall'Europa. E quando c'è una situazione di commissariamento tutte le regole, anche quelle della democrazia sono sospese. Fortunatamente Sarkozi e Merkel hanno scelto il miglior commissario possibile, Mario Monti. Dovremmo ringraziare Francia e Germania per questo interessamento.

Commento inviato il 18-11-2011 da Oreste Malatesta

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