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L'ANGOLO DI FR. PIO

Natale 2013: il frutto della Pace nasce dall’albero del silenzio

L'indispensabile strumento per l’ascolto di Dio che attraverso le emozioni, i pensieri e i sentimenti che percepiamo, ci parla

Un’antifona molto bella del tempo di Natale dice: «Nel quieto silenzio che avvolgeva ogni cosa, mentre la notte giungeva a metà del suo corso, il tuo Verbo onnipotente, o Signore, è sceso dal cielo, dal trono regale» (Antifona della II domenica dopo Natale). Sono parole che esprimono bene l’evento della nascita del Principe della pace e del silenzio accogliente e pacifico di quella notte, della terra e dell'umanità che riceve e vede la nascita nel tempo del Verbo eterno di Dio. Come se ci volesse fare capire che i grandi eventi sono anticipati dal silenzio. La Parola onnipotente di Dio non è un urlo, non un grido minaccioso, né una voce assordante, ma è Essa stessa imparentata in qualche modo con il silenzio, quasi abbarbicata ad esso. La Parola di Dio sgorga dal silenzio, ed è "impastata di silenzio" e solo così agisce ed è efficace. Talvolta addirittura s’interrompe, quasi che solo il silenzio possa essere eloquente e possa dire la Parola di Dio. Il passo del primo libro dei Re, racconta di Elia che, sull'Oreb, incontra e fa l'esperienza di Dio. Il Signore non si manifesta nel vento impetuoso e gagliardo, né nel terremoto o nel fuoco, ovvero in eventi sensazionali e roboanti, bensì nel "mormorio di un vento leggero": letteralmente, nel "mormorio di un silenzio sottile" (Cf 1 Re 19, 9-18).
Quella di Dio è "voce di un silenzio sottile", una parola sussurrata, come sono sussurrate le parole dell'amore e dell'intimità, le parole destinate non soltanto a comunicare qualcosa, ma a penetrare nel cuore altrui e a dimorarvi, portandovi una presenza viva. Il silenzio si intesse con la parola ed è in questo modo che Dio si rivela come amico dell'uomo, gli si accosta con dolcezza e misericordia.
Ma anche quando Dio parla nel modo più pieno e compiuto, nel momento in cui manda il suo Figlio nel mondo, anche allora, a ben vedere, la Parola è strettamente congiunta al silenzio. Guardando a questo mistero, che è quello del Natale, l'evangelista Giovanni dice: «E il Verbo si fece carne» (Gv 1, 14). La Parola eterna, infinita, onnipotente, quella Parola attraverso cui è stato creato l'universo si esprime in qualcosa di finito, di limitato, di povero e dunque di silenzioso, come è la nostra carne, la nostra fragile umanità. Anche da ciò deriva quel senso di pace, di quiete, di stupore e tenerezza che continua ad attraversarci tutte le volte che, a ogni Natale, ci affacciamo sulla greppia di Betlemme e riconosciamo in quel Bambino, ancora silenzioso, l'eterna Parola di Dio.

Ecco, penso che se possiamo trovare una parola che caratterizza il tempo di Natale questa è certamente il silenzio. Il silenzio è come il grembo del Natale, perché è nel silenzio che il Verbo di Dio ha raggiunto e fecondato la terra e oggi nasce e cresce nei cuori, come è nato e cresciuto nel grembo di Maria. E anche Gesù, che pure non è stato silente, ma ha parlato e insegnato come uno che ha autorità (Cf Mc 1, 22), in alcune circostanze ha tuttavia taciuto. In questo silenzio del Natale, sono presenti Giuseppe e Maria. Giuseppe da alcuni scrittori religiosi, è chiamato il "silenzioso", non come sinonimo di taciturno ma come sinonimo di paziente, pacifico, mite. Maria è, come la chiama Don Tonino Bello in una sua preghiera, la "donna del silenzio". Maria Donna del silenzio non perché, come erroneamente dicono alcuni, è stata una donna che parlava poco, ma una Donna che si lasciava abitare dal Silenzio. Maria non ruppe il silenzio neppure quando parlò, perché fu la Madre perduta silenziosamente nel figlio. Ecco perche Don Tonino Bello la chiama “donna del silenzio”.

Ecco vorrei che in questo Natale, ci lasciassimo guidare da Maria, nel silenzio di Dio. Che lo mostrasse a noi, come un vetro di una finestra, dal quale possiamo vedere cose bellissime, come: il sorgere e il tramontare del sole, il mare, le montagne imbiancate dalla neve, e tante altre immagini bellissime, frutti della creazione di Dio. Davanti a questi spettacoli di Dio, si sta in silenzio, quasi un silenzio adorante, quasi come stavano i pastori davanti al Verbo che si è fatto carne. Vorrei che ci lasciassimo insegnare da Lei a diventare Uomini e Donne del silenzio. Non è semplice lo so, ma nel chiedermi come fare guardo al Verbo fatto carne presente nell’Eucarestia, e mi viene in mente un famoso detto Arabo: “Il frutto della Pace nasce dall’albero del silenzio”. Ecco forse il motivo per cui non siamo uomini e donne del silenzio è perché siamo in guerra, tra noi stessi e con il mondo intero. Ecco perché Maria essendo madre del Principe della pace, è la regina della pace e la Donna del silenzio.

Per il mondo di oggi, in cui tutti viviamo, il silenzio ha connotazioni negative ed è sinonimo di vuoto, solitudine, depressione, assenza di presenza di sé e degli altri. Perciò la maggior parte di coloro che conosciamo rifugge il silenzio. L’uomo di oggi riempie le ore della propria giornata di rumori, di incontri con cose e persone pur di evitare di rimanere da solo con se stesso. La perdita del valore del silenzio è certamente provocata dalla perdita di interiorità.

Ma cos’è in realtà il silenzio? Per aiutarci a dare una risposta a questa domanda, scopriamo prima cosa non è silenzio. Il silenzio, quello della Donna del silenzio, non è soltanto esclusione di parole, non è mutismo, non è il frutto di individualismo, o di un risentimento, di rancore, di odio, di durezza di cuore, di egoismo che è causa di mancanza di carità e spesso di incapacità di dialogo. Il silenzio della Regina della Pace, non è nemmeno quell’approvazione taciturna che usiamo per vigliaccheria, per paura di farsi dei nemici o di compromettersi, che è soltanto segno di poca fermezza di carattere. Il silenzio, quello al quale ci invita Maria, che ci parla da più di trent’anni nelle apparizioni di Medjugorje, ha invece un carattere positivo: è l’indispensabile strumento per l’ascolto di Dio che attraverso anche le emozioni e i pensieri e i sentimenti che percepiamo, ci parla. Il silenzio di Maria, quindi non è assenza di parole, ma assenza di parole inutili. È assenza di rumori che interrompono il giusto dialogo con i nostri pensieri e sentimenti, per evitare “ci diciamo” per evitare di soffrire o di pensare a cose che ci fanno del male. E allora ci riempiamo di rumori, di musica, andando a giro con le cuffiette nelle orecchie, lanciando il messaggio: “non ho voglia di parlare voglio stare in silenzio”. In realtà quello è assenza di parole, è individualismo, è non dialogo, non è silenzio. Il silenzio è ascolto, è partecipazione a ciò che viviamo, è dialogo perché anche attraverso il silenzio dialoghiamo.

Ecco in questo Natale chiedo a Maria, Donna del silenzio, di accompagnarci nel Silenzio di Dio, quel Dio che ci parla in mille modi ma che spesso non sentiamo perché non ci mettiamo in ascolto, per aiutarci a diventare come sono stati Lei e Giuseppe, uomini e donne del silenzio, uomini e donne di pace.

Santo Natale
Fr. Pio Maria della Divina Misericordia (Comunità Mariana Oasi della Pace)

- 24 Dicembre 2013

Articolo scritto da Fr. Pio Maria cmop
Redazione TevereNotizie.com

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