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LA MANIFESTAZIONE SI E' SVOLTA MERCOLEDI' 1 GIUGNO

Nasce il comitato referendario per l'acqua pubblica e contro il nucleare

"Non si tratta di politica, ma di beni comuni" ha evidenziato il neo vice sindaco Santonastaso

Nella foto da sinistra: Davor Antonucci, Davide Santonastaso, Sabatino Rossi (Foto: Cat. Fa.)

Nella foto da sinistra: Davor Antonucci, Davide Santonastaso, Sabatino Rossi (Foto: Cat. Fa.)

FIANO ROMANO - Acqua pubblica e nucleare: questi i temi trattati nell'aula consiliare del comune. E' nato, infatti, il comitato referendario locale, con  l'obiettivo di informare e sensibilizzare i cittadini riguardo al referendum del 12 e 13 giugno. Sono intervenuti il neo vice sindaco Davide Santonastaso, il responsabile per la provincia del Crap (Comitato referendario acqua pubblica) Davor Antonucci e il rappresentante dei comitati referendari sull'acqua pubblica Sabatino Rossi.

PARLA IL VICE SINDACO. Dopo i ringraziamenti ai cittadini presenti, il vice sindaco Davide Santonastaso ha esordito scusandosi "per il ritardo con cui nasce questo comitato, ma le elezioni amministrative ci hanno tenuto molto impegnati". "L'elemento fondamentale della nascita di questo gruppo - puntualizza - è quello di informare il più possibile i cittadini sull'esistenza del referendum. In particolare non si vuole strumentalizzare questa votazione dal punto di vista politico, ma solo sensibilizzare riguardo a temi di fondamentale importanza come l'acqua e il nucleare. Nella giornata di oggi, inoltre, la cassazione  si è pronunciata a favore del mantenimento del quesito sul nucleare. Una grande vittoria, questa, che ci permettere di portare avanti un'importante battaglia di civiltà". Ha, quindi, lasciato la parola agli ospiti presenti.

L'ACQUA: PARLA IL RESPONSABILE DEL CRAP. Davor Antonucci, responsabile della provincia del Crap, ha ringraziato i grandi sforzi fatti da Fiano Romano che "lo scorso anno ha raccolto oltre 600 firme che sono confluite in quelle raccolte per la richiesta del referendum". E', quindi, passato ad una veloce cronistoria dell'avvio della privatizzazione dell'acqua, dalla legge Galli del 1994, fino al 2008 con il decreto Ronchi. "Le conseguenze di queste azioni -ha sottolineato Antonucci - saranno un forte aumento delle tariffe, una riduzione dell'occupazione e del costo del lavoro, la diminuzione delle qualità del servizio idrico. Ma soprattutto, saranno sindaci e cittadini a perdere il controllo su un bene così prezioso". Ha richiesto un grande sforzo da parte di tutti, affinchè sia pubblicizzata l'esistenza di questo referendum.

IL NUCLEARE: PARLA IL RAPPRESENTANTE DEI COMITATI REFERENDARI. E' stata, poi, la volta del rappresentante dei comitati referendari Sabatino Rossi, che si è occupato di trattare del tema del nucleare. "Investire sul nucleare - ha affermato Rossi - vuol dire disinvestire sulle altre energie, come il fotovoltaico e l'eolico che riescono, a differenza dell'energia nucleare, a distribuire ricchezza sul territorio. Non bisogna credere quando dicono che i costi diminuiranno - avverte il rappresentante dei comitati referendari sull'acqua pubblica - perchè l'uranio è una risorsa finita che l'Italia non possiede, il cui costo è in aumento". E' stato toccato anche il tema della sicurezza delle centrali nucleari ed è emerso che "non esistono solamente i grandi incidenti come Chernobyl o Fukushima, ma ogni anno si verificano all'incirca 10 piccoli incidenti che provocano delle fuoriuscite radioattive. Anche le tecnologie che verrebbero usate, sono obsolete, risalenti agli anni '70 e sono le stesse che la Francia sta dismettendo". Ha, infine, concluso ribadendo che il nucleare non è sicuro nè conveniente e "andare a votare è importante non solo per noi, ma anche per le generazioni future".

di Caterina Fava

Fiano Romano - 01 Giugno 2011

Articolo scritto da Caterina Fava
Redazione TevereNotizie.com

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