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SI SPEGNE A SOLI 56 ANNI IL GENIO CREATORE DI APPLE

Il mondo piange Steve Jobs: le ragioni di un cordoglio infinito

Dai capi di Stato alla gente comune, il tributo del mondo intero all'uomo illuminato che ha cambiato il mondo attraverso l'industria

La prematura scomparsa di Steve Jobs, il guru di Apple, sta registrando un cordoglio senza fine. Tributi d'ogni sorta e d'ogni provenienza. Dai presidenti di tutto il mondo, alle star dello spettacolo e d'ogni altro settore. I colleghi, gli amici, i concorrenti, e chiunque abbia avuto l'immensa fortuna di incontrarlo e lavorare con lui. Ma soprattutto tra la gente comune. Tra gli innumerevoli fan di Apple e utenti delle loro macchine straordinarie, iPhone, iPad, portatili e fissi. Nella rete, letteralmente inondata di messaggi d'affetto e di dolore, nella realtà, con le candele e i mazzi di fiori alle porte degli Apple Store disseminati in tutto il mondo. Nemmeno per la scomparsa del re del pop Michael Jackson c'è stata una partecipazione così grande, per fare un paragone recente. 

Il mio personale pensiero, in questo momento di reale sconcerto e reale dolore, è confuso e sgomento. Nonostante la notizia fosse di quelle che ti aspetti da un momento all'altro (era ben nota la sua storia clinica), rimane quest'amarezza profonda. E' difficile immaginare adesso il mondo senza Steve. Può apparire una enormità o una manifestazione del più banale concetto di fanatismo, ma non è così. E' reale e tangibile il pianto di milioni di persone da ogni luogo del pianeta. La mia domanda e la mia riflessione è: perchè? L'interrogativo viene dal mio stesso inspiegabile dolore. Ho pianto altre volte nella vita per la scomparsa di persone sconosciute sul piano personale eppure note al mondo per qualche ragione. Piansi Miles Davis, Kurt Cobain, Jorge Amado, Joan Mirò, José Saramago, tanto per citarne alcuni. Questi ed altri grandi uomini hanno toccato il mio cuore, la mia anima, la mia sensibilità e la mia intelligenza, regalandomi emozioni uniche e perle di conoscenza attraverso le loro creazioni, che fossero musiche, libri, quadri o sculture. Ma Steve Jobs, mi ha mai emozionato? Come un libro, una canzone, una poesia? La risposta è no, la sua influenza sulla mia vita è da ricercare altrove e non sul piano emozionale. Non era un artista come la gente sopra elencata, era fondamentalmente un imprenditore. Eppure, il mio dolore comune a quello di chissà quanti oggi nel mondo intero, è lo stesso di Mirò, di Miles e tutti gli altri. La sola risposta che ho al momento, volendo trovare una razionale spiegazione a quel che sento, è che Steve attraverso le sue invenzioni e attraverso la sua azienda, ha fatto forse di più che regalarmi delle emozioni. Mi ha regalato un modo diverso di vedere le cose, di vedere la vita stessa. Mi ha insegnato un milione di cose nel modo più impensabile, vendendomi i suoi prodotti. La portata di questo dono ha un valore straordinario e spiega il cordoglio senza fine di queste ore, il mio come quello di tutti. Mai come adesso intuisco il significato profondo di quel semplice e geniale slogan "Think Different" che è stato il mantra di Apple per anni e anni. Think Different, "pensa diversamente".

E' questo che Steve ha regalato al mondo, un modo diverso di pensare, di osservare, di vivere e di intendere la qualità. Sono un utente Apple della prima ora, il mio primo computer fu un Mac, il Performa, una sorta di preistorico antenato del fortunatissimo e famosissimo iMac che uscì qualche anno dopo cominciando una rivoluzione digitale che non si è più arrestata. Ed allora, ricordo, tutti a chiedere se il Mac fosse "compatibile" e altre cose del genere. Io non mi sono mai preoccupato del fatto che fosse compatibile con Microsoft, per me era compatibile con me ed il mio mondo. La semplicità a prova di scimpanzè, l'assenza di tutti quei problemi che affliggevano gli utenti di Windows e il non-bisogno di capirne d'informatica per poter fare le cose che amavo fare, bastavano a compensare qualunque altra possibile mancanza.

Non voglio ripercorrere qui adesso l'elenco lunghissimo delle invenzioni ed intuizioni di questo uomo magnifico, oggi che non c'è più, la rete è infestata di biografie e tributi d'ogni genere che ripercorrono la sua storia e gli innumerevoli cambiamenti e rivoluzioni che ha determinato ed imposto nei mercati e nella società. Oggi voglio parlare solo del sentimento, del dolore della perdita e delle ragioni che lo rendono tale. E per far questo, basta dire che dal quel momento in cui comprai il mio primo Mac appena 19enne, la mia vita cambiò, ed in meglio. Non ho mai smesso di usarlo e oggi scrivo dal mio iPad. Questo devo a Steve Jobs, il fatto di avermi semplificato e migliorato la vita a dismisura. Di averla anche abbellita, che non è fattore trascurabile. Lui è l'uomo che ha realizzato il rigido funzionalismo di stampo fordista americano coniugato con la forma e la bellezza in un matrimonio tra i più felici. Mi ha insegnato che si possono fare cose di grande bellezza e di infinita utilità allo stesso tempo. Mi ha insegnato come l'industria possa essere davvero utile a tutti. Mi ha insegnato il capitalismo in jeans e maglietta, l'eccellenza, la lungimiranza. Quanto tempo ho risparmiato per non aver mai formattato un computer in vita mia, per aver letto e risposto alle email dal mio iPhone mentre facevo altre cose, per aver realizzato decine di progetti nella metà del tempo dentro il mio Mac o iPad? In sostanza, quanto tempo mi ha regalato Steve Jobs? Tempo guadagnato e liberato per poter essere speso come meglio credevo? E quanto valore ha questo dono? Think Different.

Steve ha cambiato il mondo. Ha mostrato a tutti che si può fare. Folle sterminate di persone lo stanno piangendo per questo, perchè ha regalato a tutti la visione. Folle di persone che piangono un imprenditore che non ha fatto altro che vendergli i suoi prodotti per decenni. La forza di un uomo che si fa adorare perchè ti vende cose, è spiegabile solo con la oggettiva e straordinaria grandezza che c'è in quelle cose che ti ha venduto. In quegli oggetti, c'è un mondo. C'è una filosofia di vita, un punto di vista. Sono oggetti che raccontano quella visione, che ti fanno "pensare diversamente", che ti migliorano la qualità della vita. Che racchiudono i pensieri e le intuizioni di questa mente illuminata che li ha immaginati prima e realizzati poi. Steve è stato un innovatore ed un genio, un rivoluzionario e una guida. La sua immensa grandezza non sta solo in quello che ha fatto, sta soprattutto nel modo in cui lo ha fatto: nel pieno spirito imprenditoriale, costruendo un'azienda che vende e crea lavoro e cresce. E' un fatto unico nella storia dell'uomo, la poesia e il fatturato, il marketing e le favole. In una sola frase, "La Fabbrica dei Sogni". 

Scrivo dal mio iPad dicevo, e rifletto sul fatto che io per primo, sono solo uno tra le centinaia di migliaia di persone, non ho fatto altro che dare soldi all'azienda di Steve per lunghissimi anni, tra computer, iPod, iPad e iPhone. E oggi piango l'uomo a cui ho dato tutti questi soldi. Evidentemente, è perchè sono felice di averli spesi e perchè quel che ne ho avuto in cambio è stato molto di più che un semplice oggetto o prodotto, è stato quel dono inestimabile che sta nel Think Different. 

Il mondo che si risveglia senza Steve, ha perso davvero qualcosa. Il suo genio creativo e la sua immensa concretezza visionaria non mancheranno solo ha chi ha un iPhone in tasca o un Mac a casa, mancheranno all'umanità tutta indistintamente, perchè gli uomini che cambiano le cose sono patrimonio di tutti. Il suo lascito intellettuale nel famoso discorso ai laureandi di Stanford che imperversa nei media, è racchiuso tutto in quella frase "Stay hangry, stay foolish - Siate affamati, siate folli". 

Non so cosa ne sarà di Apple nel futuro e se quello spirito magico che c'era in Steve rimarrà per sempre lo spirito dell'azienda come scritto sul sito. So che il sapore amaro delle mie lacrime di oggi è il sapore della conoscenza e della grandiosità. Grazie di cuore Steve per tutto quello che hai fatto. Perchè anche se tu sei andato via, i tuoi regali restano e continueranno ad influire sulle vite di molti, e in qualche modo, sul futuro di tutti.

di Glauco Marino

- 07 Ottobre 2011

Articolo scritto da Glauco Marino
Redazione TevereNotizie.com

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