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DAL 7 NOVEMBRE AL 14 FEBBRAIO PRESSO IL MUSEO CIVICO

Alla scoperta del re di Eretum: una mostra sui ritrovamenti nella necropoli

L’esposizione č stata organizzata dall’Istituto Iscima-Cnr al termine di sette anni di scavi al Km 26 di via Salaria

FARA IN SABINA - Alla scoperta del re di Eretum: un'esposizione per illustrare i lavori ed i ritrovamenti nella necropoli di via Salaria. Dal 7 novembre al 14 febbraio 2010, infatti, presso la sala del Monte Frumentario del Museo Archeologico di Fara Sabina (piazza Duomo 2), si terrà la mostra "Un Re, un Guerriero, un Eroe". L'esposizione, organizzata dal Museo Civico e dall'Istituto Iscima-Cnr, illustra il più importante ritrovamento avvenuto nella necropoli situata Km 26 della via Salaria e la ripresa degli scavi nel 2001.

IL REPERTO PIU' IMPORTANTE. Il reperto più straordinario in mostra è il trono in terracotta che fu depositato nella grandiosa tomba dedicata alla fine del VI secolo a.c. ad un Re di Eretum, del quale le fonti antiche non hanno tramandato il nome.

IL LAVORO DELL'EQUIPE DI ARCHEOLOGI E RICERCATORI. In sette anni l'equipe di archeologi e ricercatori guidati da Paola Santoro, direttore dell'Istituto Iscima-Cnr, ha completato lo scavo della necropoli di Colle del Forno, pertinente all'abitato arcaico della città sabina di Eretum.

GLI SCAVI: LA TOMBA NUMERO 36. Nella campagna di scavo del 2005 fu scoperta una tomba di grandi dimensioni, denominata con il numero 36, complessivamente lunga 37 metri, dotata di un corridoio d'accesso di 26 metri. La struttura, già individuata attraverso le prospezioni geofisiche, è apparsa subito straordinaria, non solo per le sue eccezionali dimensioni, ma anche per essere un complesso funerario formato da un ampio atrio scoperto dove si aprivano tre camere.

LE CAMERE DELLA TOMBA. Nella camera centrale il defunto, incinerato, era deposto in una cassa lignea, ornata da un velo ricamato in oro, sistemata in un unico loculo aperto sulla parete di fondo, ai suoi lati due calici in bucchero a cariatidi di un tipo già molto antico alla morte del personaggio ed evidentemente reliquie venerate di qualche antenato; il suo status sociale e politico è testimoniato dal trono in terracotta, realizzato su imitazione dei troni etruschi in bronzo del periodo orientalizzante, che insieme alle armi completava il corredo della camera di deposizione.

IL CORREDO FUNERARIO. Nelle due celle laterali si trovava il resto del corredo: nella camera a sinistra era collocato il carro, i cui cavalli da tiro erano stati sacrificati e deposti davanti alla porta di questo ambiente sepolcrale; nella camera a destra quattro calderoni di bronzo di grande diametro, uno dei quali del raro tipo podanipter, contenevano altre offerte alimentari al defunto. Cinque anfore, di cui tre di provenienza dal Mediterraneo orientale, schiacciate dai corpi dei cavalli sacrificati nell'atrio, erano lì deposte probabilmente preziose non come contenitori ma per il loro pregiato contenuto. Un secondo trono in terracotta, collocato sopra il tetto della tomba, ne segnalava la presenza ai posteri. La tomba fu riaperta una sola volta per depositare una donna, su un letto in legno, lungo la parete destra della camera di fondo; questo intervento provocò il crollo del soffitto e di una parete della camera, che furono rappezzati in modo sommario. Nel corso dei lavori di riapertura gli oggetti contenuti nella camera di fondo e nell'atrio furono infranti e in parte dispersi.

LE TRADIZIONI FUNERARIE DELLA SABINA ANTICA. Tutti gli aspetti della deposizione originaria costituiscono una deviazione esplicita dalle tradizioni funerarie delle aristocrazie sabine dell'epoca, quando era venuta meno la consuetudine di deporre corredi nelle tombe, come si evince dalle testimonianze del periodo, in relazione all'influenza esercitata sui Sabini dai Romani e dagli abitanti di Veio che non accompagnavano i defunti con oggetti usati nella vita terrena.

I PARTICOLARI. Risaltano della struttura funeraria tutti i particolari: la tomba individuale, l'incinerazione, la presenza di materiali di corredo, tra i quali oggetti ormai desueti, come il carro e il trono, quest'ultimo di un tipo riservato da generazioni solo a divinità, eroi e altri personaggi sovraumani. Sono segnali degli onori inconsueti tributati al defunto, riconoscimento del ruolo che aveva ricoperto in vita: si tratta senz'altro di un sovrano, vissuto in un'epoca, la fine del VI secolo a.c., nella quale il crollo del sistema di alleanze su cui aveva poggiato la supremazia di Roma nella regione provocò un vuoto di potere propizio alla ricerca di nuovi assetti politici e istituzionali, talora sotto il segno di figure emergenti, che spesso paludano la novità del loro potere sotto il mantello di un recupero di tradizioni ancestrali. Quando questo re di Eretum venne a mancare, nessuno poteva ancora sapere che il suo successo sarebbe stato effimero, e la sua sepoltura assunse i toni di un rituale di culto eroico.

GLI ORGANIZZATORI DELLA MOSTRA. La mostra, organizzata dal Museo Civico archeologico di Fara in Sabina e dall'Istituto Iscima-Cnr, a cura di Maria Luisa Agneni ed Enrico Benelli, si avvale di un allestimento innovativo, dove sono fondamentali per i moderni archeologi gli apporti della tecnologia applicata allo scavo quali la geofisica e la restituzione grafica, che ha permesso la ricostruzione della tomba con rilievi ad alta risoluzione. I visitatori potranno apprezzare la ricontestualizzazione del corredo e della sua complessa simbologia con le proiezioni del video.

I FINANZIATORI DELL'ESPOSIZIONE. La mostra è stata finanziata dall'assessorato alla Cultura della Regione Lazio nell'ambito delle attività per la promozione del Sistema Museale della Media Valle del Tevere (Vate) che comprende i Musei archeologici di Fara in Sabina e Magliano Sabina, ambedue dedicati alla civiltà dei Sabini del Tevere, i Musei naturalistici del Fiume di Nazzano e del Monte Soratte di Sant'Oreste e il Museo dell'Olio di Castelnuovo di Farfa.

LE CONFERENZE. Il 7 novembre alle ore 10:30, nella sala delle conferenze del monastero delle Clarisse Eremite di Fara, inoltre, si terranno due conferenze: "La tomba 3 nella necropoli sabina di Eretum" con il relatore del Iscima-Cnr Enrico Benelli ed "Il carro del Re" con il relatore dell'Iscima-Cnr Adriana Emiliozzi. La partecipazione è gratuita.

GLI ORARI DELLA MOSTRA. La mostra "Un Re, un Guerriero, un Eroe" resterà aperta dal giovedì alla domenica dalle ore 10 alle 13 e nel pomeriggio dalle ore 15 alle 18. Il lunedì è chiuso. I gruppi e le scolaresche potranno visitare la mostra anche in altri giorni prenotando la visita.

IL COSTO DEL BIGLIETTO. Il biglietto d'ingresso all'esposizione costa 2,50 euro. L'ingresso è gratuito per i giovani fino ai 18 anni, per gli adulti di oltre 60 anni e per gli studenti universitari.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI E PER LE PRENOTAZIONI. Per ulteriori informazioni e per le prenotazioni è possibile contattare gli organizzatori ai numeri telefonici 0765.277321 oppure 0765.2779244 o tramite l'indirizzo email museofarasabina@libero.it. Per info: www.sabinideltevere.it  

di Laura Bernardini

Fara Sabina - 28 Ottobre 2009

Articolo scritto da Laura Bernardini
Redazione TevereNotizie.com

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