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UN LIBRO PER AMICO

“L’uccello che girava le viti del mondo”: la luce in fondo ad un pozzo

In un Giappone magico la lotta alla parte oscura dell’esistenza

Mi ritrovo abbastanza spesso a girare nelle librerie in cerca in un nuovo amico, affidandomi nella scelta a diverse componenti, in questo caso mi sono innamorato perdutamente del titolo: "L'uccello che girava le viti del mondo" di Murakami Haruki. Confesso che non conoscevo l'autore che, invece, è scrittore di successo (la commessa della libreria mi ha erudito in proposito), però un titolo così meritava un approfondimento, perciò mi sono messo a leggere le prime pagine in cerca di qualcosa in più per decidermi ad acquistarlo. Ed a pagina 10 ecco quello che cercavo: "Dagli alberi intorno arrivava costantemente il verso di un uccello, stridente come se qualcuno stesse avvitando qualcosa. Noi lo chiamavamo l'uccello-giraviti. Era stata Kumiko a chiamarlo così. Il suo vero nome non lo sapevamo, non sapevamo nemmeno che aspetto avesse. Ma questo all'uccello-giraviti era indifferente, ogni giorno veniva sugli alberi lì intorno a stringere le viti del nostro piccolo mondo tranquillo". A quel punto comprare il libro e portarmelo a casa è stato inevitabile.

IL ROMANZO "L'UCCELLO CHE GIRAVA LE VITI DEL MONDO". Non è un romanzo facilissimo, però è affascinante. Leggendolo si viene travolti da un insieme di misteri e illuminazioni che lascia continuamente perplessi, che costringe il lettore a riflettere, a tornare indietro per riannodare i fili di una trama che sembra sfuggire proprio quando sembra essere diventata chiara. E voltare pagina per afferrare quello che sfugge diventa un bisogno a cui non si resiste, ma forse questo è il segreto di un buon romanzo. Indovini, pranoterapeuti, figure del passato, perfetti sconosciuti, sono i comprimari di questo romanzo fatto di tante storie che si attorcigliano, che si allontanano per poi tornare su se stesse, influenzando la vita di uomini e donne che appaiono solo marionette di un destino ineluttabile. In primo piano la figura di Okada Tōru, eroe involontario alla ricerca di risposte sulla una vita che, all'improvviso, non sembra più la sua, ma che sembra essere la trama di una commedia scritta da un burattinaio folle. La sua iniziale incapacità di comprendere le ragioni di quello che gli accade è qualcosa di assolutamente reale e credibile: "Mi domando se sia realmente possibile capire perfettamente un'altra persona. Anche quando ci sforziamo di conoscere qualcuno mettendoci tutto il tempo e la buona volontà possibili, in che misura possiamo cogliere la sua vera natura? Sappiamo ciò che è veramente essenziale riguardo a quell'altro che siamo convinti di comprendere tanto bene?" La sua costanza, l'amore per la sua donna, la sua voglia di capire e di non rassegnarsi lo porteranno a scoprire anche gli angoli buii di persone e fatti accaduti intorno a lui ed in un passato remoto. Tutto è accaduto già oppure è da venire ed il male reclama il suo tributo alla vita. Le storie si intrecciano, il sogno diventa specchio della realtà, o è la realtà ad essere riflesso dei sogni? In fondo al pozzo, simbolo di oscurità e di passaggio, Okada sarà marchiato da una voglia blu sulla guancia e ritroverà la luce e la strada per riavere Kumiko.

LA TRAMA. La vita di Okada Tōru, impiegato di poche prospettive e con una grande confusione circa il proprio futuro professionale, comincia a cambiare quando il suo gatto sparisce e la moglie gli consiglia di cercarlo nel vicolo dietro casa. Lui non ci era mai stato in quel vicolo chiuso da entrambi gli ingressi, né tantomeno conosceva la storia della casa in fondo al vicolo, la casa degli impiccati, nel cui giardino c'è un pozzo secco che sembra attirare al suo interno le anime dei curiosi. Da quel momento è un susseguirsi di avvenimenti che sconvolgeranno la sua vita, primo tra tutti la scomparsa della moglie Kumiko e la susseguente rivelazione di un suo tradimento con un altro uomo. Okada Tōru incomincia la ricerca del gatto e della moglie, ma mentre il gatto tornerà da solo un giorno, la moglie non vuole farsi trovare eppure lui sa, lui sente, che lo sta chiamando da un luogo buio. Il protagonista, nella sua ricerca della conoscenza, incontra numerose persone, strani personaggi legati alla sua esistenza da fili invisibili il cui capo a volte si perde nel passato di altre vite e da ognuno di essi riceve un aiuto, un insegnamento, un piccolo indizio per ritrovare Kumiko e, soprattutto, per ritrovare il senso della vita.

LE VITI DEL MONDO. "La luce viene ad illuminare le azioni della vita per un periodo di tempo limitato e brevissimo...e se uno non è riuscito a afferrare la rivelazione che gli viene offerta in quel momento, non avrà una seconda opportunità. ...tutto ciò che gli resterà sarà solo la carcassa effimera di ciò che avrebbe dovuto esserci". Dicevamo, questo romanzo non è facilissimo ma ci costringe a pensare senza farci perdere il puro piacere della lettura. E "l'uccello-giraviti" cosa c'entra in tutto questo? Forse è solo il rumore del fato che muove le sue pedine animate sulla scacchiera della vita senza che ci sia dato modo di contrastarlo, oppure sono i messaggi inviati da invisibili custodi per aiutarci a comprendere le piccole cose che avvengono nelle nostre vite semplici e complicate. E ad ascoltare bene, da quell'albero in giardino, dal ramo più alto, sembra provenire proprio quel rumore stridente come di un uccello che gira le viti del mondo...

Titolo:         L'uccello che girava le viti del mondo
Autore:        Murakami Haruki
Genere:       Romanzo
Editore:       Einaudi
Pagine:        832
Prezzo:        17,50 € 

- 31 Agosto 2009

Roberto Grande

Articolo scritto da Roberto Grande
Redazione TevereNotizie.com

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