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DAL 10 APRILE AL 9 MAGGIO AL TEATRO DEL SORATTE
Il laboratorio, scandito in otto appuntamenti, sarà coordinato da Giancarlo Fares
SANT'ORESTE - Raccontare, comunicare, recitare ed imparare: questi i quattro temi fondamentali del laboratorio teatrale organizzato da Giancarlo Fares dal titolo "Il racconto al teatro". L'evento, che si svolgerà presso il teatro comunale del Soratte e che fa parte della rassegna teatrale di prosa 2010 "Teatri Soratte", è stato promosso dall' Atcl, l'Associazione Teatrale Comuni Lazio, per conto della provincia di Roma. Il corso, scandito in otto incontri della durata di quattro ore ciascuno, inizierà sabato 10 aprile e si concluderà il 9 maggio prossimo. La frequenza è totalmente gratuita.
L'OBIETTIVO DEL CORSO. Lo scopo fondamentale del corso è quello di raccontare in teatro, insegnando a sviluppare le capacità comunicative attraverso l'apprendimento delle metodologie, delle regole e dei principi teatrali propri della narrazione. Uno studio, dunque, incentrato sull'elaborazione della drammaturgia attoriale dal testo alla messinscena, utilizzando un racconto di parole e partiture vocali e fisiche.
PARLA GIANCARLO FARES, IL COORDINATORE DEL LABORATORIO. "Il mio mestiere è quello di raccontare storie agli altri - dice il coordinatore del laboratorio teatrale Giancarlo Fares - Devo raccontarle. Non posso non raccontarle. Racconto storie di altri ad altri. O racconto storie mie a me stesso o agli altri. Le racconto su un palco di legno con altri esseri umani, in mezzo a oggetti e luci. Se non ci fosse un palco di legno le racconterei per terra, in una piazza, in una strada, in un angolo, a un balcone, dietro una finestra. Se non ci fossero altri esseri umani assieme a me le racconterei con pezzi di legno, brandelli di stoffa, carta ritagliata, latta, con qualsiasi cosa esista al mondo. Se non ci fosse niente , le racconterei parlando ad alta voce, se non avessi voce parlerei con le mani, con le dita. Se non ci fossero le mani e le dita le racconterei col resto del corpo. Racconterei muto, racconterei immobile, dentro uno schermo, dentro una ribalta. In qualsiasi modo racconterei, perché l'importante per me è raccontare le cose ad altri che ascoltano. Non capite che il mezzo per raccontare è solo un passaggio, un oggetto, un pretesto per parlare con gli altri di cose che ti stanno dentro? Appeso ad un filo in una piazza, seduto su una sedia a venti metri da terra, sarebbe anche quello un modo di raccontare cosa può fare un uomo, solo, lassù, con la sua sedia. Raccontare che esiste -conclude Fares - che sta in equilibrio, che può cadere e non cade, che ha paura e non lo fa vedere e mille altre cose".
PER ULTERIORI INFORMAZIONI. Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi al numero telefonico 0761.570200.
di Fabiola Cianci
Sant'Oreste - 07 Aprile 2010
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