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FINO AL 29 GENNAIO AL COMPLESSO DEL VITTORIANO
Dopo 55 anni di assenza, torna a Roma il celebre maestro olandese in una ricca mostra che ne ripercorre l'intera produzione
ROMA - Dopo una lunghissima assenza, il grande maestro Piet Mondrian torna nella Capitale in una mostra di grandissimo spessore che ne racconta il percorso artistico ed evolutivo con dovizia di particolari e coerenza storica. Inaugurata il 7 ottobre scorso presso il complesso del Vittoriano, rimarrà aperta fino al 29 gennaio 2012, un'occasione rara e preziosa per i cittadini di Roma per ammirare da vicino l'opera singolare quanto celebre del grande artista olandese.
LA MOSTRA. Organizzata da "Comunicare Organizzando" di Alessandro Nicosia in stretta collaborazione con il Gemeentemuseum dell'Aja, che ha fornito la gran parte delle opere esposte, la mostra racconta con grande cura tutta l'opera di Mondrian, dagli esordi come realista, passando per la fase di avvicinamento e rivisitazione cubista fino alla sua ultima ricerca neoplastica sull'astrazione totale delle forme e dei colori primari per la quale è sovente conosciuto e ricordato dai più. Proprio per tali ragioni, il direttore dell'ente museale dell'Aja Benno Tempel ha personalmente curato la retrospettiva romana al fine di offrire una nuova e più completa visione d'insieme dell'opera del maestro, spesso molto stereotipata o racchiusa entro precisi schemi. Tempel afferma che Mondrian fu un artista del tutto anticonvenzionale, capace di traghettare attraverso il suo percorso l'arte tipicamente ottocentesca verso le nuove idee del ventesimo secolo. L'ambasciatore olandese in Italia, Alphonsus Stoelinga, ha sottolineato l'importanza dell'esposizione nell'ottica di rifondazione di una nuova e più corretta idea della figura di Mondrian, artista prettamente olandese e strettamente legato alla cultura del suo Paese, nonostante i suoi lunghi soggiorni a Parigi e New York, da ricordare insieme agli altri giganti di quella terra come Van Gogh, Rembrandt e Vermeer. L'armonia perfetta di Mondrian è così messa in luce attraverso oltre 70 opere, dagli olii ai carboncini, che ripercorrono per intero la sua produzione dagli esordi alla fine. Sono inoltre esposte una quarantina di opere d'altri maestri olandesi che seguirono la sua rivoluzionaria ricerca artistica. Nel suo complesso, la mostra ha il grande pregio di fornire più chiavi di lettura e più informazioni sul percorso dell'artista, che quasi si riesce a toccare con mano. La sua ricerca è raccontata interamente su quelle tele, i passaggi chiari e visibili. L'immensa emozione che regala la visione dal vivo delle ultime opere neoplastiche, riccamente illustrate su tutti i libri di storia, giunge così ad una più profonda consapevolezza e comprensione dell'universo creativo di questo grande maestro dell'era moderna.
L'ARTISTA. Piet Mondrian esordì come pittore realista, con una ricca produzione figurativa per lo più paesaggistica che lo rese celebre già da questa prima fase per la peculiarità del suo tratto. Tutta la prima sezione della mostra permette di apprezzare e godere di tutta questa prima fase dell'artista attraverso gli olii e disegni a carboncino, ma anche matite e pastelli. Già da alcuni lavori di studio di questa fase, come gli studi sugli alberi, è possibile rintracciare le prime ricerche su quelle che diventeranno poi le sue celebri griglie dell'ultima fase. E' inoltre apprezzabile in opere come le serie dei fari e delle dune, l'inizio di quella ricerca sugli elementi verticali e quelli orizzontali. Le scelte spirituali dell'artista e le teorie teosofiche che caratterizzeranno quella incessante ricerca dell'armonia perfetta, lo porteranno ad avvicinarsi al cubismo per giungere ad una nuova e personale sintesi astratta del movimento. Sono gli anni in cui soggiorna spesso a Parigi e soprattutto a New York. Tornato in patria fonda nel 1917 con Theo Van Doesburg e un gruppo di artisti, architetti e designers, la rivista De Stijl - Lo Stile, che diverrà poi il nome del gruppo e del movimento artistico a cui diedero vita e che influenzò notevolmente tutta l'arte moderna, inclusi movimenti celebri come il Bauhaus. E' all'interno di questa sperimentazione che il maestro giunge a quella armonia perfetta incessantemente ricercata, alla sintesi formale degli elementi verticali ed orizzontali, quelle celebri ed austere griglie che inizierà a riempire con le campiture di colori primari, rosso, giallo e blu. La ricerca neoplastica d'avanguardia dell'artista e del gruppo rivoluzionerà molti concetti dell'arte moderna e movimenti come il cubismo che spingerà oltre verso una nuova grammatica, e si applicherà ad altre forme d'arte come la scultura, l'architettura e il design, attraverso il linguaggio della scomposizione quadrimensionale.
ULTERIORI INFORMAZIONI. La mostra è allestita presso il complesso del Vittoriano in via di San Pietro in Carcere a Roma, che effettua i seguenti orari: dal lunedì al giovedì dalle ore 9:30 alle 19:30; venerdì e sabato dalle ore 9:30 alle 23:30; domenica dalle ore 9:30 alle 20:30. Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito internet www.comunicareorganizzando.it oppure contattare il numero telefonico 06.6780664.
dell'inviato Glauco Marino
Roma - 11 Ottobre 2011
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