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MONDIALI BRASILE 2014

Italia fuori dal mondiale, Prandelli e Abete si dimettono

L'Uruguay vince 1-0 e passa il turno. Azzurri senza identità. Espulso Marchisio nel secondo tempo

Il Mondiale degli azzurri finisce a Natal. Lentissimi, senza idee, senza un'anima. L'Italia torna giustamente a casa al primo turno, come quattro anni fa in Sudafrica, segnando appena due gol in tre partite. Una rete di Godin al 36' del secondo tempo condanna una squadra letteralmente imbarazzante sotto ogni profilo, che contro l'Uruguay non tira mai in porta e chiude la partita in dieci uomini per l'espulsione di Marchisio e con Chiellini centravanti. Un'immagine emblematica del nulla mentale azzurro, con reparti tra loro sfilacciati e un attacco "pesante" solo nelle favole giornalistiche. Balotelli e Immobile infatti non toccano praticamente palla, non danno profondità, non creano mai un pericolo per la pur fragile difesa avversaria. Non può essere allora solo un discorso di clima sfavorevole o di arbitraggio discutibile. Il progetto Italia ha clamorosamente fallito l'obiettivo mondiale se è vero che, alla vigilia della partenza per il Brasile, il traguardo minimo era il passaggio del primo turno e l'ambizione massima arrivare tra le prime quattro. L'Italia invece esce come una delle super deluse del mondiale, assieme a Spagna, Inghilterra e probabilmente anche Portogallo. Una catastrofe europea, prima ancora che italiana, se si pensa che le Furie Rosse e gli Azzurri, campioni e vice campioni continentali, sono stati umiliati e buttati fuori subito. Si dimette il Presidente federale Abete e anche Prandelli, a fine gara, si è assunto le proprie responsabilità rassegnando le dimissioni. L'uomo non si discute né lo si è mai fatto, ma purtroppo l'ex tecnico della Fiorentina ha sbagliato quasi tutto quello che poteva sbagliare, in questo mondiale. Un torneo che sta mettendo in vetrina delle nazionali con ragazzi di talento e un gioco interessante (Olanda, Belgio, la sorpresa Costa Rica, il Messico) rispetto a cui, dopo la gara di oggi, il calcio italiano sembra lontanissimo. Era, questo, l'ultimo mondiale di Pirlo e forse lo sarà anche di Buffon e De Rossi. Purtroppo una fine amara. Ci resta la speranza di far crescere i giovani visti all'opera in Brasile (Verratti, Darmian, Insigne) con l'intento di recuperare credibilità a livello mondiale. Ma soprattutto un'identità di squadra, il fattore che più di tutti è mancato e causa principale di questo orrendo mondiale italiano.

LA CRONACA. Per la partita più importante della sua vita, Prandelli sceglie un 3-5-2 di stampo juventino con il blocco bianconero in difesa (Buffon tra i pali più il trio Barzagli-Bonucci-Chiellini) e l'artiglieria pesante davanti, col tandem Balotelli-Immobile. Il Maestro Tabarez sa che oggi può soltanto vincere per passare il turno e presenta un Uruguay con Lodeiro sulla trequarti a supporto dell'attacco delle meraviglie Suarez-Cavani. La gara è però subito bruttissima. Per mezz'ora non succede praticamente niente, a parte una punizione di Pirlo deviata in angolo da Muslera e un'ammonizione a Balotelli. Poi al 32' si sveglia El Pistolero che chiama Buffon al difficile intervento ravvicinato, prima su di lui e poi sull'accorrente Lodeiro. È l'unico vero pericolo corso dagli azzurri in tutto il primo tempo. L'Uruguay, che dovrebbe dare tutto per cercare la vittoria, non spinge affatto. A inizio ripresa, Prandelli richiama in panchina Balotelli e inserisce Parolo. Lo spartito non cambia: ritmi bassissimi e pubblico esasperato. Poi nel giro di due minuti passa il torpore: Christian Rodriguez, imbeccato in area da Suarez, calcia un diagonale da buona posizione che finisce a lato di poco e un minuti dopo, Marchisio viene espulso col rosso diretto per un fallo veniale su Arevalo Rios. Tabarez butta nella mischia Stuani per Pereira. Al 20' Suarez chiama al secondo miracolo Buffon, il quale ferma con un riflesso fulmineo una sorta di rigore in movimento calciato dal centravanti del Liverpool. Prandelli si copre ulteriormente per i venti minuti finali inserendo Cassano per Immobile e Thiago Motta per Verratti, passando al 5-3-1. Ma il fortino regge poco. Dopo un presunto morso di Suarez a Chiellini non visto dall'arbitro, Al 36' sugli sviluppi di un corner è ancora Godin, l'uomo che ha regalato la Liga all'Atletico Madrid e stava per far sua anche la Champions, a punire gli azzurri con un colpo di testa preciso che si insacca alla sinistra di Buffon. Senza attaccanti in campo e con la disperazione negli occhi, l'Italia prova per la prima volta, a 10 minuti dalla fine, a mettere la testa fuori dalla propria metà campo. Ovviamente senza ricavarne nulla. Si chiude con Chiellini che si improvvisa punta centrale e Buffon proiettato nell'area di rigore avversaria, alla ricerca di un miracolo che sinceramente non meritavamo affatto. 

TABELLINI
- Italia (3-5-2): Buffon 7; Barzagli 5.5, Bonucci 5.5, Chiellini 5; Darmian 5, Verratti 6.5 (dal 29' st Motta 5), Pirlo 6, Marchisio 5, De Sciglio 5.5; Immobile 4.5 (dal 25' st Cassano 5), Balotelli 4.5 (dal 1' st Parolo 5). A disp.: Sirigu, Perin, Paletta, Abate, Aquilani, Candreva, Cerci, Insigne. All.: Cesare Prandelli, 5
- Uruguay: (4-3-1-2): Muslera sv; Caceres 6, Gimenez 5, Godin 7, Pereira 6 (dal 17' st Stuani 6); Gonzalez 6, Arevalo Rios 6, Rodriguez 6 (dal 32' st Ramirez sv); Lodeiro 5 (dal 1' st Maxi Pereira 5.5); Suarez 6, Cavani 5.5. A disp.: Munoz, Silva, Fucile, Coates, Gargano, Perez, Hernandez, Forlan. All.: Oscar Washington Tabarez, 6
- Arbitro: Sig. Rodriguez (Mex), 5
- Guardalinee: Sigg. Torrentera e Quintero (Mex)
- Marcatori: Al 36' st Godin
- Note: Ammoniti Balotelli e De Sciglio (I); Arevalo Rios, Muslera (U). Espulso Marchisio (I) all'11 st per gioco scorretto. Corner: 3-2 per l'Italia. Recupero: Pt 2'; St 5'. Temperatura di 33 gradi, 56% di umidità.

di Paolo Gresta

- 24 Giugno 2014

Articolo scritto da Paolo Gresta
Redazione TevereNotizie.com

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