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L’INTERVISTA

La danza del ventre, ovvero la conoscenza del femminile

“… diventa la chiave per aprire i lucchetti che bloccano la personalità di una donna”

Nella foto (da sinistra): Deborah (madre di due bambini, artigiana); Magdalena (studentessa di Lingue e Letterature straniere); Laura (laureata in Scienze Politiche); Romana (responsabile Asd a Velletri); Maria Strova (direttrice dell'associazione 'Omphalos'); Silvia (studentessa di Architettura); Maria Laura (studentessa di Biologia Umana); Martinica (studentessa del secondo anno di Liceo Classico) (Foto: Roberto Grande)

Nella foto (da sinistra): Deborah (madre di due bambini, artigiana); Magdalena (studentessa di Lingue e Letterature straniere); Laura (laureata in Scienze Politiche); Romana (responsabile Asd a Velletri); Maria Strova (direttrice dell'associazione 'Omphalos'); Silvia (studentessa di Architettura); Maria Laura (studentessa di Biologia Umana); Martinica (studentessa del secondo anno di Liceo Classico) (Foto: Roberto Grande)

FIANO ROMANO - Onestamente, non me l'aspettavo. L'incontro con Maria Strova, attrice, ballerina, insegnante di danza, scrittrice, insomma artista completa, mi ha regalato profonde emozioni e la consapevolezza, una volta di più, che gli stereotipi culturali hanno un peso profondo ma possono essere superati con la conoscenza. Maria Strova mi aveva dato appuntamento per l'intervista nella sede di Fiano Romano dell'associazione "Omphalos", nella quale tiene i corsi di danza del ventre, ed è lì che mi accoglie con quel sorriso che ho poi imparato essere il suo biglietto da visita. Dopo le presentazioni di rito, cominciamo l'intervista seduti sui gradini di pietra di una scala in un giardino che, come tutto intorno, parla di lei.

L'INTERVISTA
Cosa rappresenta la danza del ventre?
"La danza del ventre, al contrario di quanto la stragrande maggioranza delle gente crede, non è una danza erotica, ma è recupero, scoperta rispettosa del proprio corpo e della propria femminilità, in una società dominata da rigide regole maschili e maschiliste che lascia poco spazio al sentire femminile. Nel quotidiano c'è poco della simbologia femminile: il quotidiano è correre, produrre, non sentire il proprio corpo. Con questo modo di vivere abbiamo perso il rapporto con il centro del nostro corpo".
Perché ha deciso di insegnare?
"In effetti non mi sento un'insegnante nel senso stretto del termine, mi considero piuttosto una guida e mentre insegno la tecnica e lo spirito della danza del ventre, allo stesso tempo imparo e cresco insieme alle mie allieve. È una grande soddisfazione vedere che ballando le donne, che hanno scelto questo tipo di danza, migliorano anche nella vita di tutti i giorni....gioisco nel vedere che diventano donne più forti, che usano ciò che imparano anche nel quotidiano...la danza del ventre è anche questo".
Qual è il ruolo dell'uomo, se esiste un ruolo, nella danza del ventre?
"La danza del ventre appartiene alla donna, però anche l'uomo ne trae beneficio in maniera diretta, poiché una donna soddisfatta di sé e del proprio corpo, riesce a migliorare anche i rapporti con il proprio uomo. Si comincia da sé per conoscere gli altri; la danza del ventre ha come obiettivo la conoscenza di se stesse non la seduzione dell'altro. La danza insegna anche il dialogo tra maschile e femminile. Già nella musica interagiscono con armonia ad esempio il flauto - che ha una forma fallica e un suono melodico e femminile e il suono del tamburo che ha una forma tondeggiante femminile e un suono maschile. Così anche nella danza esiste questo confrontarsi dei due generi".
Cosa si impara frequentando un corso di danza del ventre e quanto invece c'è di innato in una donna che balla?
"Ogni donna ha una danza del velo che le appartiene...il corso, l'applicazione costante è solo uno strumento che l'aiuta ad esprimere la propria individualità". 
Lei ha nominato il velo, esattamente cosa rappresenta?
"Il velo è un simbolo ambivalente, è gioco di vedo non vedo, il velo porta la donna al di fuori dei suoi limiti aiutandola a superare le tensioni e quindi ad esprimere meglio la propria personalità. Il velo porta la sua attenzione fuori da tutto ciò che blocca la donna".
Cosa rappresenta, invece, il ventre?
"Il ventre indica la centralità, il luogo da cui tutto nasce, e scoprire il ventre, imparare a  muoverlo, riconoscere la sua vitalità e la sua fisicità rappresenta una riscoperta della propria forza".
Perché una donna dovrebbe imparare la danza del ventre?
"Per riscoprire il piacere di danzare al ritmo della musica, per ritornare a conoscere il proprio corpo che si abbandona all'improvvisazione, Inoltre la danza del ventre può diventare la chiave che riesce ad aprire i lucchetti mentali che bloccano l'espressività e la personalità di una donna, ingabbiata nel ruolo di donna-oggetto che troppo spesso è spogliata ma che non mostra niente di sé come persona".
Perché lei rielabora continuamente questa danza?
"La danza del ventre non è esclusivamente tecnica o folclore, ma è un coltivare la propria femminilità attraverso la recitazione, la respirazione e la danza stessa; è un linguaggio teatrale che ingloba e comprende diversi linguaggi".
Lei è di origine colombiana, cosa si porta dentro della sua terra?
"Mi porto dentro molto, anche perché la danza del ventre è molto simile nel ritmo alla musica colombiana; però mi porto dentro anche tutte le esperienze vissute qui in Italia e, ancor prima, negli Stati Uniti, dove un giorno il suono di un tamburo sentito per la strada mi ha portato alla scoperta della danza del ventre ed ha cambiato la mia vita".
Dove nasce la danza del ventre?
"La danza del ventre è un grande albero con molte radici. Una radice molto interessante proviene dell'India, un'altra dai miti della Mesopotamia, molto prima delle religioni monoteiste".
Esiste un'età per iniziare a ballare?
"No. La danza del ventre è indicata per le donne dai 12 in su e non esistono controindicazioni neanche per le donne in gravidanza, che possono imparare molto ballando dal quarto mese in poi e tante volte fino al giorno del parto stesso!".
Quali sono i simboli più frequenti in questa danza?
"Sicuramente uno dei simboli più forti è il cerchio, il quale rimanda alla luna, al ventre di una donna in gravidanza, ai movimenti che si compiono danzando; il cerchio non esclude ma accoglie al proprio interno. Altri simboli sono la terra, i capelli, le mani, lo sguardo: ognuno di essi con un forte significato che la danza del ventre insegna a scoprire ed a capire".

L'intervista è finita e Maria Strova mi invita ad assistere ad una lezione di danza del ventre con le sue giovani ed entusiaste allieve...non esito ad accettare, a questo punto sono dominato dalla curiosità. Nella sala destinata alla danza un grande specchio riflette i movimenti fluidi e affascinanti delle danzatrici che si muovono dapprima all'unisono e poi in personali improvvisazioni che rapiscono sia l'interprete che l'osservatore. E' impossibile non avvertire l'energia e la complicità tutta femminile che pervade la sala. Rimango in rispettoso silenzio, catturato dal movimento di mani e corpi che danzano. La musica finisce e con esso la danza: i sorrisi di Maria Strova e delle sue allieve mi fanno capire che il piacere oggi è stato reciproco, ma è tempo di salutare e di lasciare che la musica le porti di nuovo dove gli sguardi di uno spettatore non sono ammessi.

di Roberto Grande

Fiano Romano - 20 Ottobre 2010

Roberto Grande

Articolo scritto da Roberto Grande
Redazione TevereNotizie.com

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