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VIA CRISTOFORO COLOMBO BLOCCATA DA 1500 MANIFESTANTI

Medici e infermieri protestano sotto la Regione contro i tagli alla sanità

La protesta è arrivata davanti alla sede dell'ente

Fotoreportage di Ilaria Misantoni

Fotoreportage di Ilaria Misantoni

ROMA – Via Cristoforo Colombo bloccata e traffico in tilt in tutto il quadrante Eur questa mattina per la manifestazione indetta dal comparto sanità del Lazio, sotto la sede della Regione, per protestare contro i tagli prospettati dal Commissario Enrico Bondi, che dovrebbe ridisegnare la struttura sanitaria regionale. Alla manifestazione hanno partecipato, circa duemila tra medici e infermieri, delle strutture maggiormente colpite dai tagli, tra cui il San Filippo Neri, il Cto e il San Raffaele, oltre a numerose altre piccole realtà territoriali.

LA MANIFESTAZIONE. “Se chiudete gli ospedali, noi occupiamo la Capitale” e “La sanità di Bondi: dalle barelle alle bare” erano alcuni degli slogan gridati a gran voce dai lavoratori, riuniti in sit in, sotto la sede della Regione adiacente a via Cristoforo Colombo che è stata successivamente bloccata dal gran numero di partecipanti, che hanno costretto le autorità a deviare il traffico su altre strade. “Siamo molto soddisfatti della presenza e della partecipazione e siamo intenzionati a replicare le manifestazioni finché non avremo risposte chiare” ha dichiarato Paolo Dominici, segretario provinciale Uil, che ha ribadito “Questo modo di risanare tagliando è l’insostenibile e inaccettabile. Tagliando sui posti letto non si incide minimamente sugli sprechi” e fa notare che la giornata alimentare negli ospedali si aggira tra i 13 e i 19 euro a paziente. “I veri sprechi sono nella proliferazione di primari, senza neanche un posto letto, nel modo di fare acquisti, nelle consulenze e nella spesso abusata spesa farmaceutica che andrebbe razionalizzata”. Attaccando Bondi afferma: “ha mutuato il metodo usato per il risanamento di Parmalat, senza capire che qui c’è in ballo il diritto costituzionale dei cittadini ad avere una rete sanitaria efficiente”. Per il futuro della sanità del Lazio, e in considerazione della precaria situazione politica Dominici auspica “una maggiore sensibilità e oculatezza da parte di chi governerà la Regione dopo le imminenti elezioni”.

I NUMERI DEL TAGLIO. Si era partiti la settimana scorsa da duemila posti letto in tutta la Regione e la chiusura totale di alcune delle più importanti strutture romane, tra cui il San Filippo Neri e il Cto. “Hanno fatto l’annuncio poi si sono resi conto che i posti letto che restavano erano troppo pochi, e che la regione sarebbe andata in deficit assistenziale” afferma il Primario del reparto di Cardiologia del San Filippo Neri Massimo Santini, informando che, stando alle informazioni per ora disponibili, la cifra si sarebbe ridimensionata a novecento. “Nonostante questo, il sacrificio chiesto al nostro ospedale è rimasto fermo a 160 posti letto su 500 circa attualmente disponibili, con la probabile soppressione delle chirurgie nobili”. Tra i reparti più a rischio vi sarebbero infatti quelli di Cardiochirurgia e di Neurochirurgia, “reparti che hanno fatto del nostro ospedale un punto di riferimento, e che rappresentano per  strutture di questo calibro i settori che garantiscono visibilità grazie alla ricerca e all’innovazione che si fa ogni giorno”. Santini fa notare inoltre gli investimenti fatti negli ultimi anni, che hanno portato alla realizzazione di un nuovo padiglione e all’apertura di un reparto dedicato esclusivamente “all’intramenia”, che inaugurato pochi mesi fa “è stato fortemente voluto dal Ministro della Sanità”. Al primario, fa eco un infermiere del reparto di ortopedia “non capiamo come a fronte degli investimenti fatti, di punto in bianco ora si arrivi a parlare di chiudere interi reparti, mentre abbiamo una gru piazzata in mezzo al cortile posteriore che costa all’ospedale mille euro al giorno e degli spazi per le risonanze magnetiche che diverranno inutili”. Ma le preoccupazioni più urgenti per i lavoratori sono indubbiamente il posto di lavoro e le condizioni in cui andrà svolto “con questi tagli salteranno subito gli infermieri precari, che vanno a casa già da gennaio e altri 60 degli altri pare andranno in mobilità” aggiunge l’infermiere “Rischiamo di trovarci a condurre una station-wagon con il motore di una 500” conclude azzardando un paragone automobilistico. La manifestazione, prima di molte altre che seguiranno, si è sciolta verso le ore 13, consentendo la riapertura al traffico di via Colombo e delle strade limitrofe.

dell'inviata Ilaria Misantoni

Roma - 11 Dicembre 2012

Articolo scritto da Ilaria Misantoni
Redazione TevereNotizie.com

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