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PAROLA DEL SIGNORE

Il Vangelo di sabato 3 aprile 2010 - Veglia di Pasqua

Il commento della Veglia Pasquale nella Notte Santa è di don Luciano Sanvito

Veglia della Notte santa: la Madre di tutte le veglie, la chiama Sant'Agostino. Ad essa si preparavano i nuovi cristiani che durante la celebrazione venivano battezzati; in essa speravano i peccatori, tutti potevano di nuovo attingere dalla mensa ai «cancelli celesti». In questa Veglia, vengono proposte nove letture, cioè sette dall'Antico e due (Epistola e Vangelo) dal Nuovo Testamento. I riti che si svolgono rappresentano la più antica tradizione della Chiesa. La liturgia è affascinante e solenne, densa di significati e contenuti perché il Signore è risorto. Colui che ha liberamente scelto di offrire la propria vita sulla croce, se la riprende, come aveva preannunciato ai suoi, lasciando gli uomini sorpresi circa la Sua vera identità. Chi è Gesù per ciascuno di noi?

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 24,1-12

Il primo giorno della settimana, al mattino presto [le donne] si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù.
Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: "Bisogna che il Figlio dell'uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno"».
Ed esse si ricordarono delle sue parole e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli.
Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse. Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l'accaduto.

IL COMMENTO DI DON LUCIANO SANVITO. Aprite le porte...
Vegliare per passare dalla notte al giorno, dalle tenebre alla Luce, dalla coscienza dell'assenza a quella della presenza.
La porta.
Da una parte, all'interno, il buio.
Dall'altra parte, fuori, la luce.
"APRITE LE PORTE A CRISTO"!!!
Cristo entra nelle tombe della nostra vita, per portarci fuori, insieme a tutte le nostre realtà morte e mortali, e dirigerle speditamente e chiaramente verso di Lui: la Luce del mondo.
"Aprire le porte", al messaggio della sua Parola.
Ecco la Veglia densa della Parola, che è la forza per decidersi a aprire quella benedetta porta che chiude il nostro cuore all'invasione della luce dell'amore Risorto.
"Aprite le porte" al messaggio della vita nuova, della nuova realtà del Regno che ora si propaga libero per tutto l'universo, e rende libera la nostra mente che, aprendosi all'infinito, ci fa diventare partecipi di esso.
"Aprite le porte" dell'anima, della vita, del respiro dello Spirito: un soffio che passa dalla Veglia che è passaggio alla Pasqua e fa risorgere le ossa aride, i nervi, i muscoli rammolliti. Aprite le porte: è Pasqua!  

Il commento è di Don Luciano Sanvito

- 02 Aprile 2010

Articolo scritto da Fabiana Chini
Redazione TevereNotizie.com

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