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PAROLA DEL SIGNORE
Il commento della Domenica di Pasqua - Risurrezione del Signore è di Don Roberto Seregni
Questo è il giorno di Cristo Signore: alleluia, alleluia. Nella lettera ai Colossesi san Paolo apostolo scrive: Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra. Il primato della vita spirituale non va molto di moda, ma la felicità e la pienezza dell'uomo dipendono proprio dall'ascolto e dalla soddisfazione dei suoi bisogni spirituali perché è nella sua anima che incontra l'Eterno e il suo progetto creativo. Gesù, dopo la Pasqua, è il Risorto; il Lui risplende la Luce di Dio che lo fa riconoscere come tale. Gli apostoli capiscono profondamente chi è davvero Gesù dopo la Risurrezione; prima era Gesù di Nazaret, dopo è il Figlio di Dio. Il primato di Dio è evidente e non si può sovvertire, anche se a tanti piacerebbe. Non è in vendita e non si può dominare; si può solo incarnare nella propria vita, magari scoprendo che la mappa disegnata da Gesù conduce su sentieri sorprendenti.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 20,1-9
Nel giorno dopo il sabato, Maria di Magdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: "Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!".
Uscì allora Simon Pietro insieme all'altro discepolo, e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte.
Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti.
IL COMMENTO DI DON ROBERTO SEREGNI. Il sepolcro vuoto. MARIA DI MAGDALA. L'annuncio della Pasqua inizia con una corsa. E' la corsa di Maria di Màgdala. La pietra del sepolcro è stata spostata. Qualcuno ha portato via il suo Signore. Maria ancora non lo sa, ma altre pietre dovranno essere rotolate via. Quella del sepolcro di Gesù è la prima di una moltitudine. Altri macigni saranno spazzati via dalla potenza della sua resurrezione. Altri sepolcri verranno spalancati, altri cuori verranno liberarti. Maria corre e ritorna al cenacolo. Nei suoi occhi è ancora impressa l'immagine straziante di Gesù Crocifisso: gli insulti, le umiliazioni, la solitudine, i chiodi conficcati in quella carne benedetta. Poi un grido. Poi l'ultimo respiro. Il corpo distrutto di Gesù calato dalla croce. Un lenzuolo avvolge il cadavere. Un sudario sul volto sfigurato. Un sepolcro accoglie quel che resta del condannato Gesù di Nazareth. Maria ha visto tutto e la mattina del primo giorno della settimana spera di tornare al sepolcro e preparare con calma il corpo del maestro per la sepoltura. Desidera un angolo di silenzio lontano dagl'occhi dei curiosi. Lei e il maestro, ancora una volta. L'ultima. Mille domande si intrecciano nel suo cuore. Maria non capisce...Ma ora non c'è spazio per le domande. Ore Maria deve correre. Deve andare dai discepoli. Deve raccontare quello che ha visto. "Dove sei, o Signore? Chi ti ha portato via? Dove ti hanno nascosto? Perché non ci sei dove ti ho cercato!" Maria corre. Arriva al cenacolo. I suoi occhi pieni di confusione incrociano gli sguardi sbigottiti di Pietro e del discepolo amato. Maria si siede, il cuore è in gola. Maria non sa che il suo annuncio cambierà per sempre la storia del mondo. "L'hanno portato via dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto".
PIETRO E GIOVANNI. E si riparte. Dal Cenacolo al sepolcro. I tre ripercorrono il cammino del maestro. Sulle spalle non c'è il peso della Croce, ma un intreccio di paura, delusione, rimorso. Pochi giorni prima, Pietro, che si credeva forte e coraggioso, aveva detto chiaro e tondo al Signore che lui era pronto, che avrebbe dato la vita per lui. Ma è bastata la domanda di una donna curiosa per far rimangiare a Pietro il suo coraggio. Per tre volte ha ripetuto che lui, con quel Rabbì, non aveva niente a che fare. Per tre volte ha negato di conoscerlo. E' forse è proprio così, ha detto il vero. Pietro ancora non lo conosce. Ancora non sa chi è per davvero il Rabbì di Nazareth. Ma il macigno che blocca il cuore di Pietro farà la stessa fine di quello del sepolcro. Sarà rotolato via, Pietro capirà. Pietro crederà alla Parola. Insieme a lui corre il discepolo amato. Il discepolo che chinò il capo sul cuore del Maestro. Il discepolo che ancora custodisce nella memoria il battito del cuore del Figlio di Dio, quello che lo seguì fin sotto la Croce e accolse Maria, la madre, nella sua casa. Arrivano al sepolcro. E' vuoto. La pietra è stata ribaltata e il Signore non c'è.
LA RISURREZIONE. Come spesso ci capita, Dio non è dove noi lo vorremmo trovare. Ci arrabbiamo con Lui, lo accusiamo, ci sentiamo traditi. Ma non è Lui che ci gira le spalle o non si lascia trovare. Siamo noi che lo cerchiamo dove Lui non c'è. La pietra è stata ribaltata. Il sepolcro è vuoto. I lini e le bende che avvolgevano il suo corpo sono piegati, in ordine. No, non sembra il luogo di un furto, ma una camera nuziale. I discepoli vedono, capiscono le scritture e credono. L'Amore è più forte della morte, non siamo più suoi prigionieri. La vita di Dio ha fatto esplodere il sepolcro. Il Signore è Risorto.
L'ANNUNCIO. Lo diremo a tutti, Signore! Diremo che tu sei il Dio della vita. A chi ti cerca diremo di non perdere tempo tra i sepolcri. Tu non sei un Dio morto. Tu non abiti in una tomba. Diremo che la vita nell'amore vince ogni morte. Diremo che la vita donata per amore risorge e che quella trattenuta nel possesso marcisce. Diremo che quel sepolcro era vuoto, strappato al buio della morte e che la luce della Pasqua può sconfiggere le ombre che ci abitano. Lo diremo a tutti, Signore. Lo diremo anche stando in silenzio, anche solo con un sorriso. Tu sei il Dio della vita. Amen. Alleluia! Auguri di cuore!
Il commento è di Don Roberto Seregni
- 03 Aprile 2010
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