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PAROLA DEL SIGNORE

Il Vangelo di 5 aprile 2010 - Lunedì dell'Angelo

Il commento è di padre Lino Pedron

Il lunedì di Pasqua viene chiamato "Lunedì dell'Angelo" in ricordo di quanto avvenne all'alba di quel primo giorno dopo il sabato. Fu un angelo, infatti, a rincuorare le donne che, accorse al sepolcro, erano smarrite e preoccupate avendo trovato la tomba vuota. La festa del lunedì dell'Angelo, detta anche Pasquetta, o lunedì di Pasqua, è festa di Ottava di Pasqua. Il lunedì dell'Angelo, in Italia, è un giorno festivo che generalmente si trascorre in allegria facendo una gita, o un pic-nic sull'erba e attività all'aperto. Una tradizione simpatica è la "corsa delle uova", una gara dove bisogna correre tenendo un uovo in equilibrio sul cucchiaio. Un'altra interpretazione della Pasquetta potrebbe essere quella di voler ricordare che, lo stesso giorno della Resurrezione, Gesù appare a due uomini in cammino verso Emmaus, un villaggio a pochi chilometri da Gerusalemme. In memoria  dell'incontro e del  cammino di Gesù risorto con i due discepoli si trascorrerebbe il giorno di Pasquetta facendo una passeggiata o una scampagnata. 

 

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 28,8-15

In quel tempo, abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».
Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto. Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così: "I suoi discepoli sono venuti di notte e l'hanno rubato, mentre noi dormivamo". E se mai la cosa venisse all'orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino a oggi.

IL COMMENTO DI PADRE LINO PEDRON. Una scelta cruciale.

LA FEDE VERA. Le donne eseguono l'incarico ricevuto dall'angelo. Alla paura è subentrata la gioia che vince la paura e caratterizza il sentimento pasquale. Il timore di Dio fulmina (Mt 28,4) o dà gioia (Mt 28,8) secondo il cuore in cui abita. Le donne hanno colto il messaggio dell'angelo. Questa rivelazione le invia in missione: devono trasmettere la parola di vita che già le riempie di gioia. Esse hanno dato un ammirevole esempio di fedeltà, di dedizione e d'amore a Cristo nel tempo della sua vita pubblica come durante la sua passione; ora sono premiate da Gesù con un particolare gesto di attenzione e di predilezione. Il loro comportamento riassume l'atteggiamento del vero credente davanti a Cristo. Gesù stesso viene loro incontro e dà loro il compito di essere le apostole degli apostoli: "Andate e annunziate ai miei fratelli..." (v. 10). Esse sono inviate dal Risorto e hanno compreso, almeno confusamente, il senso della Pasqua, mentre le guardie vanno a riferire ai sommi sacerdoti l'accaduto, ma ne ignorano il senso. Questo annuncio portato dalle guardie ai capi del popolo d'Israele è il segno di Giona che Gesù aveva promesso loro in Mt 12,38-40.

LA MENZOGNA DEI SOMMI SACERDOTI. I sommi sacerdoti tengono un consiglio con gli anziani che stranamente assomiglia a quello che preludeva la passione (Mt 26, 3); anche qui rispunta il denaro: come la morte di Gesù era stata valutata in denaro, così anche la sua risurrezione. Al messaggio cristiano, che le donne comunicano, essi contrappongono un anti-messaggio, che i soldati sono incaricati di trasmettere: il messaggio cristiano della risurrezione è una menzogna messa in scena dai discepoli col furto del cadavere. Ma i testimoni che dormono al momento del fatto non hanno alcun valore. Le guardie divulgano tra i giudei questa lezione appresa in fretta e pagata bene dai maestri. Così la morte e la risurrezione del Cristo continuano ad essere "fino ad oggi" la questione cruciale della storia, partendo dalla quale tutti gli uomini di ogni tempo devono fare una scelta libera e decisiva. 

Il commento è di padre Lino Pedron

- 04 Aprile 2010

Articolo scritto da Fabiana Chini
Redazione TevereNotizie.com

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