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PAROLA DEL SIGNORE

Il Vangelo del 25 dicembre 2017 - Natale del Signore

Il commento della Messa dell'Aurora è di Don Luigi Trapelli

E' un Dio sorprendente che entra nella storia. Cerchiamo di entrare nel dettaglio di quegli elementi che sono contraddittori rispetto alla nostra mentalità. E' la figura dei pastori che rende unico questo annuncio. I pastori erano l'ultima categoria sociale nella cultura giudaica e nella cultura romana. Il Signore stravolge la cultura del tempo e utilizza ciò che è stolto agli occhi degli uomini per entrare nella storia. D'altra parte sappiamo che sceglie dei pescatori analfabeti per annunciare il Vangelo. Anche il luogo in cui nasce è al margine della geografia del tempo. Non sceglie Roma centro politico, non sceglie Gerusalemme. Sceglie Betlemme, un anonimo paesino della Palestina. La storia della salvezza passa laddove è impensabile. Allora la salvezza non ha confini, non esclude nessuno e utilizza ciò che è piccolo per poi essere segno per tutti. La Galilea delle genti, esclusa dai giudei perché luogo impuro, sarà il luogo di inizio dell'annuncio. Non nasce su un trono o su un grande baldacchino di una reggia il Re della pace, ma il lettino in cui viene posato Gesù è una semplice mangiatoia. C'è un forte richiamo per tutti perché il Cristo è venuto per essere cibo spezzato per l'umanità. Grandi segni di contraddizioni ci vengono offerti in questo giorno Santo del Natale. Tutta la vita di Gesù si contraddistingue per contraddizioni fino al momento della Croce che ricapitola tutte le contraddizioni della sua esistenza. Davanti alla grandezza di questi elementi che sembrano incomprensibili l'atteggiamento giusto lo offre la Vergine Maria. Il Vangelo ci dice, nel brano appena proclamato: “Maria da parte sua, custodiva tutte queste cose meditandole nel suo cuore”. Anche a noi è affidato questo compito di custodia delle meraviglie del Signore e di meditazione. Dobbiamo evitare di farci scivolare il Natale. In questo mistero comprendiamo la grandezza, la profondità, la larghezza dell'amore di Dio. Solo se siamo in grado di fare questa operazione in noi possiamo con i pastori tornare nei luoghi in cui viviamo glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevamo udito e visto. Abbiamo anche noi il compito di annuncio di quello che abbiamo respirato con questo mistero importante della nostra fede. E' il compito di tutti i battezzati la dimensione dell'annuncio. I pastori nella loro semplicità ci invitano a bandire ogni timidezza nell'annuncio. E' responsabilità di chi ha ricevuto un dono quello di annunciare. La gioia non può essere trattata gelosamente, ma va condivisa. (commento di Don Michele Cerutti)

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 2,15-20


Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere».
Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.

IL COMMENTO DI DON LUIGI TRAPELLI: "I PASTORI, POVERI CHE DIO PREDILIGE". Sono i pastori i primi a ricevere, secondo il Vangelo di Luca, il messaggio della nascita di Gesù. Dio invia un angelo per spiegare ai pastori questo grande evento. Dio si rivolge non ai potenti, ma a persone semplici e umili. Gente povera, che non poteva neppure partecipare al culto. Erano gli unici, di sera, svegli a guidare il loro gregge. La gente era tutta addormentata. La notizia a loro non interessava. Pensavano ad altro, alle loro attività e la speranza di un salvatore non interessava loro. Come oggi.
Dio sta sempre dalla parte dei poveri indifesi, perché sono i suoi prediletti. Maria e Giuseppe appartengono a tale schiera.
Questi poveri ricevono un grande annuncio di gioia, vanno a vedere il bambino e lo adorano.
Persone insignificanti, umili, semplici, capaci però di ricevere un grande messaggio di speranza.
Gesù entra nella nostra vita monotona con delle persone che fanno sempre la stessa cosa come noi.
Ma sono i primi ad accorrere a quella stalla, a quella grotta, a quella mangiatoia.

Quanta sproporzione tra il grande annuncio e il segno: il bambino povero che giace in una mangiatoia, avvolto in fasce che già richiamano il sepolcro.
Il bambino è una persona che non possiede nulla e ha bisogno degli altri per crescere.
Non è autosufficiente, sente il bisogno di confrontarsi, ma ha accanto le mani amiche e premurose di Maria.
Il Salvatore, il vero imperatore, la persona che risolve i problemi dell'umanità, è quel bambino che non trova neppure il posto dove nascere, perché la gente è attenta altrove e pensa ad altre cose.

Però per accoglierlo c'è bisogno da un lato di estrema povertà, semplicità, insignificanza e dall'altro di un cuore dedito a Dio.
Esternamente la vita corre come prima, ma per chi accoglie tale evento cambia l'orizzonte, la prospettiva in cui la vita si compie.
Maria medita queste cose nel suo cuore. Quante esperienze dovremmo anche noi poter meditare, riflettere ripensare.
Maria è la donna dell'interiorità, della profondità, capace di scrutare dentro il proprio cuore.
I pastori tornano, lodando Dio, dando gloria a Lui, per ciò che hanno udito e visto.
Queste persone sono chiamate ad essere i primi annunciatori di un Messia che è venuto e ha fatto una scelta precisa che ancora oggi ci disarma.
"Signore, tu sei venuto a sconvolgere le nostre certezze, le nostre sicurezze, il nostro classificare le persone.
Lo hai fatto con il tuo stile.
Lo stile di un Dio che corre verso l'uomo e si impietosisce di fronte alla sofferenza e alla povertà.
Per questo gli ultimi sono, per te, i primi.
Per questo hai voluto vicini al tuo figlio i pastori.
Natale è il compleanno di ogni persona.
Ogni persona che nasce, lo desideri o meno, ha impresso il tuo volto.
Il grande annuncio stride con la piccolezza del luogo.
Ma non potevi nascere altrove.
Dovevi incarnarti lì.
Hai piantato la tua tenda in mezzo a noi e non te ne sei più andato.
La nostra vita è ricercare quell'umiltà, quella semplicità, quella piccolezza, grazie alla quale possiamo avere la tua amicizia e il tuo Amore.
E la vita riassapora il senso del suo esistere."
Buon Natale, Gesù.

Il commento al Vangelo è di Don Luigi Trapelli

- 20 Dicembre 2017

Articolo scritto da Redazione TevereNotizie
Redazione TevereNotizie.com

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