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LUNEDI' SCORSO LA PRESENTAZIONE E LA PROIEZIONE

Un entusiasmo contagioso per il primo film sabino "Il Tempo del Coraggio"

I registi: "Un progetto di tutti e per tutti, di quelli che hanno partecipato, di quelli che hanno creduto in noi, per gli abitanti della Sabina, per chi ha vissuto gli anni '40 e per chi come noi, ne è rimasto affascinato"

Conferenza stampa e proiezione del primo film di Fara in Sabina Il Tempo del Coraggio (Foto: La. Ber.)

Conferenza stampa e proiezione del primo film di Fara in Sabina Il Tempo del Coraggio (Foto: La. Ber.)

FARA SABINA - Un pellicola dedicata all'amore, dove storie infelici, impossibili e tristi si intrecciano alla ricerca del lieto fine. 90 minuti fatti di coraggio, di sfida e di sogni. Un mosaico di varie vite che poi si intrecciano, come testimonia la locandina. "Il Tempo del Coraggio" di Stefano Tancini e Matteo Manzo, ispirato al racconto della scrittrice potentina Carmen Cafaro "La Tomba del Girasole", è il primo film interamente girato nei luoghi del comune di Fara Sabina, un racconto di amori infelici e tristi, di vite andate in frantumi che vanno ricostruite, dove ha vincere è il coraggio.

PARLA IL REGISTA TANCINI. "Il film è nato nel 2007 mentre leggevo il blog di Carmen - spiega il regista Stefano Tancini - C'era qualcosa che mi aveva colpito immediatamente, una storia ambientata nei primi del '900 della quale già vedevo la scena. Contattai Carmen per poter realizzare un cortometraggio, ma poi dal corto di 5 o 6 scene è diventato un lungometraggio di 117 scene. Mi hanno colpito i colori del tempo, un po' passati ma cari a miei nonni e zii, che mi hanno aiutato a riprodurre gli anni '40. Le due protagoniste erano diventate un tarlo, ogni volta dovevo correre a scrivere quello che mi dicevano".

PARLA LA SCRITTRICE DEL RACCONTO CHE HA ISPIRATO LA PELLICOLA. La parola passa alla scrittrice Carmen Cafaro che ricorda la proposta del film e l'incontro con Stefano, avvenuto nel 2008, "in cui lui vomitava addosso tutte le scene del film. Sono rimasta trascinata da questo entusiasmo che mi dispiaceva smontarlo, sembrava che l'aveva scritto lui il racconto. Un racconto, "La Tomba del Girasole", che fa parte di una collana legata ai fiori, e il girasole è simbolo degli amori infelici".

PARLA IL REGISTA MANZO. "Dai 100 euro con cui abbiamo iniziato, grazie ad un salvadanaio messo in accademia, abbiamo speso 5.000 mila euro, grazie ad un contributo dell'assessorato alla Cultura del comune di Fara Sabina. Durante le riprese, a Fara Sabina per gli anni '40 e a Passo Corese per i giorni nostri, è venuto fuori - ricorda il regista Matteo Manzo - l'associazionismo, il partecipare insieme per un unico scopo".

LA PRESENTAZIONE DEL FILM: IL PROGETTO E I RINGRAZIAMENTI. Un intervento viene da Claudio Giovannini, al tempo delle riprese assessore alla Cultura, che ha ringraziato i ragazzi dell'accademia per ciò che hanno fatto per il territorio. A concludere gli interventi prima della proiezione del film le due protagoniste Isabella Spiga che ha ricordato "il così tanto entusiasmo per il progetto che era contagioso" e Gioia Tarani, che nel ruolo di Adalgisa ha iniziato subito a pensare a come potesse vivere una donna negli anni '40, ricorda l'alchimia e l'armonia durante la produzione del film. Le riprese del film che si sono svolte tra il 17 gennaio e il 14 maggio scorso, per un totale di 30 giorni di lavoro, ha visto impegnati trenta attori non professionisti. Il cast è formato da persone che ruotano intorno all' "Accademia del Tempo Libero", della quale Stefano Tancini e Matteo Manzo sono rispettivamente presidente e vice presidente e dall'attore Manuele Labate cha ha colto con entusiasmo il progetto. Le musiche originali sono di Simone Sartini, che le ha composte guardando le scene. "Questo è un progetto di tutti e per tutti - ribadiscono i due registi - è il progetto di quelli che hanno partecipato e di quelli che hanno creduto in noi. E' un progetto per gli abitanti della Sabina, per chi ha vissuto gli anni '40 e per chi come noi, ne è rimasto affascinato". Un entusiasmo contagioso, un' associazionismo difficile da trovare e un grande coraggio di tutte le persone che si sono messe in gioco ed hanno creduto ad un progetto tanto faticoso ma che tanto ricompensa per gli sforzi fatti. Un augurio affinché il film riesca a decollare, non solo in Basilicata e Puglia dove sarà presentato nel mese di agosto, ma che si affermi anche nei Festival del Cinema più gettonati come Roma e Torino, dove hanno intenzione di presentarsi, e che sia il primo di una lunga serie per i due giovani registi. Nel frattempo l'appuntamento è per la prima di domenica 24 luglio, alle 21.30, presso la sala Schuster dell'Abbazia di Farfa.   

di Laura Bernardini           

Fara Sabina - 19 Luglio 2011

Articolo scritto da Laura Bernardini
Redazione TevereNotizie.com

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