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L’INTERVISTA

Il sindaco risponde a Palmucci sul problema immigrati

La replica al capogruppo di minoranza ripercorre tutte le tappe della vicenda

CIVITELLA SAN PAOLO – Il sindaco Basilio Rocco Stefani replica al capogruppo di minoranza Lorenzo Palmucci riguardo il problema dei migranti. “Il capogruppo Palmucci chiede trasparenza dicendo che sul problema non abbiamo informato la popolazione – dice il primo cittadino Stefani – accusare noi della maggioranza è assurdo visto che lui, quando ricopriva la carica di sindaco, sia nel 2013 che nel 2015 non ha né indetto un’assemblea pubblica, né un consiglio comunale straordinario né informato in alcun modo i residenti di un problema che già allora era caldo. Ho indetto un consiglio straordinario, che è la massima espressione della democrazia, per ricostruire tutta la vicenda. Vorrei sapere dove e quando Palmucci ha fatto lo stesso...chiede una trasparenza e un’assemblea pubblica che per primo non ha realizzato durante il suo mandato. Il gruppo di minoranza ha preso spunto dal problema migranti perché non ha altri argomenti per intervenire sull’operato della maggioranza. A meno di un anno dalle elezioni siamo riusciti a rimettere in moto la macchina amministrativa e a sanare delle situazioni gravi che si erano venute a creare con la Giunta Palmucci”.

Il capogruppo Palmucci ha sottolineato che lei non ha preso una posizione chiara nei confronti del problema e che non ha informato immediatamente la cittadinanza di quello che stava accadendo. Può spiegarci?
“Da subito abbiamo preso una posizione netta e chiara sia nei confronti della Prefettura che dei privati che volevano far passare la cosa – ha risposto il sindaco Stefani – siamo contrari a questo sistema perché una volta che il privato o la Prefettura fa, poi il problema resta del comune e della cittadinanza. Questo concetto è stato espresso chiaramente sia nel consiglio comunale straordinario che durante la Conferenza dei Sindaci da me richiesta”.

Può ricostruire in breve la situazione e chiarire se ci sono stati o meno degli interventi da parte sua e dell’amministrazione?
“Personalmente sono venuto a conoscenza del problema il 27 gennaio scorso, quando la Prefettura ha informato del sopralluogo nell’edificio con una lettera indirizzata al sindaco chiedendo la presenza dell’Ufficio Tecnico. Sopralluogo che si sarebbe svolto il 31 gennaio, qualche giorno dopo, senza nessuna possibilità di diniego da parte nostra. Tra l’altro la lettera della Prefettura è giunta con l’invito a presenziare insieme alle Forze dell’Ordine, alla Asl, ai Vigili del Fuoco… Naturalmente siamo stati presenti, anche se neanche sapevamo con precisione quale fosse l’edificio, visto che nella lettera la Prefettura indicava l’area dove si trovano diversi edifici, alcuni dei quali abitati da famiglie, senza menzionare con esattezza il numero civico o altri elementi per individuare la palazzina. Non sapevamo neanche chi fosse il proprietario, che abbiamo poi conosciuto durante il sopralluogo. Siamo andati all’appuntamento per il sopralluogo per rappresentare l’amministrazione e capire bene cosa stava accadendo anche se non ufficialmente invitati. Nei giorni successivi al sopralluogo – continua il sindaco Stefani – ho iniziato ad informarmi bene sull’argomento scaricando atti ufficiali e pubblici di cui può prendere visione chiunque. Nel sito del Ministero degli Interni c’è pubblicato un bando che stanzia 17 milioni di euro per l’area che va da Fiumicino alla provincia di Roma Nord per la sistemazione di 1300 migranti. Poteva scaricarlo anche il gruppo di minoranza, potevano dircelo loro invece di iniziare una politica al massacro fatta di volantini e di “fuffa””.

Perché lei durante il consiglio straordinario non ha voluto togliere i primi quattro punti come richiesto dal capogruppo Palmucci e parlare del problema dei migranti solo a tarda ora quando – come mi ha detto la minoranza – la popolazione non poteva essere presente?
“La sala del consiglio era piena e non è vero che il punto è stato discusso a tarda ora – replica il sindaco – il consiglio, nonostante la discussione di tutti punti e del problema dei migranti, si è sciolto alle 20:45…lo dicono gli atti che sono pubblici e non mi sembra di aver discusso un punto così importante di notte per escludere la popolazione. Queste sono cose ben note alla minoranza che è voluta essere assente su quattro punti che hanno richiesto solo 30 minuti di discussione e uno dei quali era importante visto che dovevamo avviare i lavori di una commissione che senza il voto della minoranza non poteva iniziare. Non era la prima volta che la minoranza abbandonava l’aula prima del voto alla commissione. Trenta minuti per quattro punti e per non fermare la macchina amministrativa e tutto il resto del tempo sui migranti…non mi sembra di aver voluto essere arrogante, come mi si accusa, ma di aver voluto essere un buon sindaco che è quello che i cittadini mi chiedono di essere”.

La minoranza la accusa di non avergli fornito carte e spiegazioni in tema di migranti prima del consiglio comunale. Perché?
“Anche qui mi sembra aria fritta…il consigliere di minoranza Malatesta mi ha scritto chiedendo informazioni e io in data 8 febbraio, quindi prima del consiglio, ho risposto che ero disponibile ad un incontro per fornire carte e spiegazioni. Quindi anche questa accusa non mi sembra fondata”.

Dopo il sopralluogo come vi siete mossi nei confronti del problema?
“Abbiamo iniziato a scrivere al Prefetto per conoscere chi fosse il responsabile del procedimento e in che cosa consisteva l’offerta, abbiamo chiesto l’accesso agli atti, abbiamo inviato al Prefetto le osservazioni al sopralluogo sottolineando che la struttura è abitata da nuclei familiari e che l’invio di migranti lì fosse contrario al buon senso. Inoltre l’Ufficio Tecnico ha espresso parere negativo sottolineando le problematiche tecniche, sentiti anche la Asl, i Vigili del Fuoco anche loro dello stesso parere. Abbiamo indetto il consiglio comunale straordinario e il giorno seguente, il 10 febbraio, siamo andati dal Prefetto. Inoltre il problema è stato discusso nella Conferenza dei Sindaci e a breve realizzeremo un documento che abbraccia le problematiche di tutti i sindaci dell’area Cassia-Flaminia-Tiberina sul tema”.

Il capogruppo Palmucci ha detto che durante il consiglio straordinario lei aveva già una delibera pronta. Può spiegarci?
“La delibera è stata interamente scritta in consiglio perché ho voluto che i cittadini presenti collaborassero alla stesura, visto che il problema riguarda tutta la popolazione. E’ ovvio che come sindaco avevo preparato un mio foglio con delle considerazioni che sarebbero dovute essere esaminate con i presenti e non calate d’imperio. Durante l’assise alla delibera sono state aggiunte delle cose importanti riguardanti il trasporto pubblico e richieste dai cittadini: abbiamo solo il Cotral che è già al collasso e con l’arrivo di un numero così elevato sarebbe impossibile per la popolazione muoversi dal paese. Inoltre qualcuno del pubblico ha detto che non c’è una stazione dei carabinieri ed è stato aggiunto; altri hanno detto che non ci sono ospedali o presidi sanitari, 118, Guardia Medica…e tutto questo è stato inserito. Il capogruppo Palmucci e la minoranza invece di fare congetture e giudicare potevano non astenersi dal voto di una delibera importantissima: credo sarebbe stato meglio presentare al Prefetto un documento con voto unanime, più forte dei contrasti politici e personali. Questa cosa, che era l’unica da appoggiare per il bene del paese, non è stata fatta e si sono astenuti”.

Cosa vuole dire al capogruppo Palmucci e alla minoranza?
“In primo luogo vorrei chiedere il rispetto per il consiglio comunale che è la massima espressione di democrazia – ha detto il primo cittadino Stefani – Gli interessi sono pubblici e non privati. Palmucci ci/mi accusa di non essere trasparenti/e ma i fatti parlano e smentiscono: i passi per rendere partecipe la popolazione, per arginare il problema e per tentare di risolverlo sono stati fatti tutti e alla luce del sole. Lui continua a dire che sono stato sindaco dieci anni ma per questo ultimo precedente mandato è stato lui sindaco e non solo…è da 15 anni che fa politica ed è stato vice sindaco in passato. Oggi che è in minoranza perché ha perso le elezioni dovrebbe secondo me fare opposizione…che non significa astenersi per bloccare il lavoro della macchina amministrativa. La loro astensione sul documento che diceva “no” all’arrivo dei migranti è sintomatico di quanto dico. L’astensione ha lasciato monca una delibera importante. Anche il rientro nell’aula dopo aver discusso gli altri 4 punti l’ho trovato irriguardoso nei confronti del paese e dei cittadini”.

Lei organizzerà un’assemblea pubblica per parlare con i cittadini del problema?
“No…tutto quanto c’era da dire è stato detto nel luogo più importante di tutti: il consiglio comunale. Continuare a sostenere che non abbiamo detto è privo di fondamento e la popolazione lo sa”.

Lei sente di essere stato trasparente sulla vicenda?
“Mi passi la battuta ma più trasparenti di così si muore – ha risposto il sindaco Stefani – sono stati fatti passi in questo periodo che il capogruppo Palmucci non fece, da sindaco, nel 2013 e nel 2015. Ho spiegato tutto in consiglio, ho chiesto l’assemblea dei sindaci dell’area dove ho fatto proposte e che insieme agli altri colleghi sindaci invieremo al Prefetto… Se negli anni da sindaco Palmucci avesse stabilito con la Prefettura il numero percentuale di migranti minimo oggi neanche ci sarebbe il problema. Lui non fece nulla per arginare il “mercato libero”. Io non voglio più scendere in polemiche che non hanno né capo né coda. Spero solo di avere la certezza, nei prossimi giorni, che non arrivino i migranti. E questo non perché non siamo accoglienti ma perché l’area non è idonea. Anche sulla parola “accoglienza” usata durante la conferenza dei sindaci è stata polemica: vorrei chiarire che nessun sindaco è sfavorevole all’accoglienza ma non così, non di imperio, non senza adeguate soluzioni alle problematiche che abbiamo sollevato. Credo che Palmucci chieda trasparenza e un’assemblea pubblica attaccando il mio operato solo per giustificare l’ingiustificabile: cioè l’astensione della minoranza in consiglio sul punto dei migranti. La risposta migliore è la delibera che consiglio a lui e ai suoi di leggere…lì c’è tutto…c’è il frutto della democrazia, dei cittadini e della maggioranza che guarda caso ha votato favorevolmente un atto ufficiale che sicuramente sarà l’unica cosa che avrà fatto la differenza davanti al Prefetto”.

di Gioia Maria Tozzi

Civitella San Paolo - 30 Marzo 2017

Articolo scritto da Gioia Maria Tozzi
Redazione TevereNotizie.com

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