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SPECIALE NATALE

Il Presepe

La sua storia, San Francesco e la diffusione popolare

Il presepe ci piace, ogni anno aggiungiamo qualche personaggio, rinnoviamo la scena con luci e colori nuovi e ci riscopriamo un po' bambini. Rallegra la nostra casa e infondo è un modo per  accogliere Gesù Bambino nelle nostre stanze, per sentirlo più presente. Che cosa significa la parola presepe?  Presepe (o presepio) viene dal latino praesaepe, cioè "greppia, mangiatoia", composto da prae = innanzi e saepes = recinto, ovvero luogo che ha davanti un recinto. Nel significato comune il presepe vuole indicare la scena della nascita di Gesù, riprodotta dalle sacre rappresentazioni medievali.

LA TRADIZIONE. Il Presepe, secondo la tradizione, deve essere fatto il giorno di San Nicola, dell'Immacolata o di Santa Lucia, lasciando però la mangiatoia vuota, fino a quando accoglierà il bambinello nella Notte di Natale. Il Presepe si completa il 6 di gennaio, con l'arrivo dei tre Re Magi venuti dall'Oriente a portare doni di oro, incenso e mirra.  

STORIA ANTICA DEL PRESEPE. Nella Bibbia, gli evangelisti Luca e Matteo descrivono alcuni episodi della Natività. Nei loro brani c'è già tutta la sacra rappresentazione. Gli evangelisti narrano infatti dell' umile nascita di Gesù, "in una mangiatoia perché non c'era per essi posto nell'albergo", dell'annunzio dato ai pastori, dei Magi venuti da oriente seguendo la stella per adorare il Bambino che i segni prodigiosi del cielo annunciano come un grande re. Alcune antichissime raffigurazioni nel cimitero di S. Agnese, nelle catacombe di Pietro e Marcellino e di Domitilla a Roma  ci mostrano una Natività e l'adorazione dei Magi, ai quali  un vangelo apocrifo  assegna i nomi di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre. Nel tempo i personaggi si aggiungono e assumono significati allegorici: il bue e l'asino divengono simboli del popolo ebreo e dei pagani; i Magi sono i simboli delle tre età dell'uomo: gioventù, maturità e vecchiaia e della varietà dei popoli; gli angeli rappresentano esempi di creature superiori; i pastori sono la povera umanità da redimere. Anche i doni dei Magi sono interpretati con riferimento alla duplice natura di Gesù e alla sua regalità: l'incenso per la sua Divinità, la mirra per il suo essere uomo e come prefigurazione della Passione, l'oro per la sua regalità. Nei secoli la Natività diviene uno dei temi dominanti dell'arte religiosa mentre i pellegrini si recano a Betlemme, in Giudea, alla grotta considerata luogo di nascita di Gesù e dove, per desiderio di sant'Elena, madre dell'imperatore romano Costantino, sorse nel 326 la Basilica della Natività. La creatività degli artisti e degli artigiani più famosi e dotati si esprime in mosaici, affreschi, pitture, sculture, ceramiche, argenti, avori e vetrate che impreziosiscono le chiese e le dimore della nobiltà o di facoltosi committenti dell'intera Europa e non solo. Sono giunte fino a noi le opere di artisti come Giotto, Filippo Lippi, Piero della Francesca, Leonardo Da Vinci, il Perugino, Dürer, Rembrandt, Poussin, Zurbaran, Murillo, Correggio, Rubens e molti altri.

SAN FRANCESCO. Il presepio come lo vediamo realizzare ancor oggi ha origine, secondo la tradizione, dal desiderio di San Francesco di far rivivere in uno scenario naturale la nascita di Betlemme; nel 1223 a Greccio, per la prima volta arricchì la Messa di Natale con la presenza di un presepio vivente, episodio poi magistralmente dipinto da Giotto nella Basilica Superiore di Assisi. La rappresentazione ideata da san Francesco venne chiamata Presepio o Presepe.  

IL PRESEPE CON LE STATUINE. Primo esempio di presepe inanimato a noi pervenuto è quello che Arnolfo di Cambio scolpì nel legno nel 1280 circa e del quale oggi si conservano le statue residue nella cripta  di S. Maria Maggiore a Roma. Da allora e fino alla meta' del 1400 gli artisti modellano statue di legno o terracotta che sistemano davanti a un fondale riproducente un paesaggio, ambientazione della scena della Natività: i presepi, però, vengono esposti solo all'interno delle chiese. Alla fine del '500, in pieno clima controriformistico i Francescani, Teatini e, dopo poco, gli Scolopi, al fine di alimentare e incrementare sempre di più la fede e la pietà popolare, favorirono la diffusione del presepe. Si sviluppò così il presepe napoletano barocco che fu detto anche mobile perchè veniva smontato e ricostruito ogni anno. Le monumentali statue di creta furono sostituite da manichini in legno, scolpiti da valenti artisti; essi per i giunti a snodo potevano essere variamente atteggiati, erano di altezza inferiore, avevano parrucche, occhi di vetro,  abiti. Assumono carattere importante la scenografia, la prospettiva e le lampade, specchi e lamiere riflettenti e finti damaschi. Oltre ai personaggi tradizionali, compaiono gradualmente, scene o spunti laici che nulla hanno a che fare col sacro Evento: il mercato, la fontana, il cascinale, la taverna... Nel '600 e '700 gli artisti napoletani danno alla sacra rappresentazione un'impronta naturalistica inserendo la Natività nel paesaggio campano ricostruito in scorci di vita che vedono personaggi della nobiltà, della borghesia e del popolo rappresentati nelle loro occupazioni giornaliere. In questo periodo si distinguono anche gli artisti liguri in particolare a Genova, e quelli siciliani che, in genere, si ispirano sia per la tecnica che per il realismo scenico, alla tradizione napoletana con alcune eccezioni. Sempre nel '700 si diffonde il presepio meccanico o di movimento che ha un illustre predecessore in quello costruito da Hans Schlottheim nel 1588 per Cristiano I di Sassonia.

LA DIFFUSIONE POPOLARE. Si realizza pienamente nel '800 quando si costruisce un presepe in casa riproducendo la Natività secondo i canoni tradizionali con materiali - statuine in gesso o terracotta, carta pesta e altro - forniti da un fiorente artigianato. In questo secolo si caratterizza l'arte presepiale della Puglia, specialmente a Lecce, per l'uso innovativo della cartapesta, policroma o trattata a fuoco, drappeggiata su uno scheletro di fil di ferro e stoppa. A Roma le famiglie importanti per censo e ricchezza gareggiavano tra loro nel farsi costruire i presepi più imponenti, ambientati nella stessa città o nella campagna romana, che permettevano di visitare ai concittadini e ai turisti.

IL PRESEPE OGGI. Dopo l'affievolirsi della tradizione negli anni '70 e '80,  il presepe è tornato in auge grazie all'impegno di religiosi e privati che con associazioni, musei, mostre, rappresentazioni dal vivo e soprattutto la produzione di artigiani presepisti, hanno ricondotto nelle case e nelle piazze d'Italia la Natività e tutti i personaggi della simbologia cristiana del presepe.

di Fabiana Chini 

- 19 Dicembre 2009

Articolo scritto da Fabiana Chini
Redazione TevereNotizie.com

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