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COME SI FESTEGGIA IL NATALE NEL MONDO?

Il Natale è lo stesso da sempre, ma ovunque è diverso per tutti

Ci sono profumi, sapori e colori che escono fuori solo in certi periodi dell'anno

Una volta ho letto una frase di Marjorie Holmes che dice: "A Natale tutte le strade conducono a casa"... e se ci riflettiamo su ci accorgiamo che è effettivamente così. A volte non importa dove siamo, importa quanto riusciamo a far nostra una determinata emozione, un sapore che fondamentalmente fa parte di noi, un ricordo non troppo lontano...e da lì è semplice ritrovare la strada di "casa", la strada del cuore, ripercorrere la magia di qualcosa che sostanzialmente rende un ogni dove la nostra casa. Ci sono, però, profumi, sapori, colori e rituali che escono fuori solo in certi periodi dell'anno, si rinnovano in continuazione eppure apparentemente rimangono sempre gli stessi. Il Natale, per esempio, è lo stesso da sempre ma ovunque è diverso per tutti. Oltre a rappresentare una festività prettamente religiosa, costituisce un simbolo unificante tra gli uomini: in ogni parte del mondo è Natale, ma le tradizioni legate a questa festività sono molteplici ed altrettanto diverse tra loro. Ogni Nazione ha le proprie e costituiscono per ciascuna un patrimonio culturale che si perpetua nel tempo, ormai da sempre.

IL NATALE IN ITALIA. In Italia, dal 1200 circa, si rievoca il Natale attraverso l'allestimento del Presepe, con diverse modalità a seconda delle regioni. Il "presepe", etimologicamente parlando, deriva dal latino "praesepium" e significa "recito chiuso o mangiatoia", e sta a simboleggiare il luogo dove, secondo il Vangelo di Luca e Matteo, venne deposto Gesù Bambino, appena nato  ["..in una mangiatoia perché non c'era per essi posto nell'albergo" (Ev., 2,7)]. Con il passare del tempo vennero poi messi in evidenza altri simbolici particolari, come la presenza del bue e dell'asinello, l'arrivo dei pastori con i doni, la stella cometa ed i re Magi. Con il tempo e con l'influsso delle migrazioni dell'Est, quella che era la mangiatoia tradizionale, si trasformò nella grotta, dove i pastori dell'epoca erano soliti far riposare gli animali durante i mesi invernali. Dopo cinquecento anni dalla nascita del presepe, vennero aggiunte componenti meccaniche e gli stessi artigiani si specializzarono nel campo, tanto che furono istituite diverse scuole dove divenne possibile imparare il mestiere, ad oggi le più famose rimangono: la Scuola Napoletana e la Scuola Siciliana. Tuttavia, la diffusione a livello popolare, si realizza intorno al 1800, quando ogni famiglia in occasione del Natale costruisce un presepe in casa, riproducendo la Natività secondo i canoni legati alla tradizione. I materiali spesso utilizzati erano il gesso,la terracotta o la cartapesta. Per  quanto riguarda invece l'albero di Natale, la sua origine è associata a numerose leggende, alcune di stampo pagano e altre legate al culto cristiano. Nei culti pagani dell'Europa del Nord, l'abete simboleggiava la longevità della vita, ed è per questo che veniva venerato quasi come una divinità. L'usanza di esporlo in casa partì dalla Germania e solo successivamente si diffuse in tutta Europa. Divenne un'usanza popolare quando alla fine del XIX secolo la moglie di Umberto I decise di allestirlo al Quirinale. La tradizione italiana vuole che venga allestito, insieme al presepe, l'8 dicembre, il giorno dell'Immacolata Concezione, e smontato il 6 gennaio, il giorno dell'Epifania. Ultima festa natalizia, durante la quale, secondo il costume, la Befana porta doni e dolciumi ai bambini che si sono comportati bene e carbone ai bambini che, durante l'anno, si sono comportati male. Secondo la tradizione italiana la Vigilia del 24 dicembre, come di consuetudine, si mangia pesce. Non è un caso, del resto, che la parola latina "vigilia" significhi "veglia" e che sia caratterizzata dal digiuno. In quasi  tutte le ricette natalizie ritroviamo il capitone, pesce utilizzato in molti digiuni di stampo religioso.

IL NATALE IN AUSTRIA. In Austria il periodo natalizio arriva con l'Avvento, durante il quale si comincia ad addobbare la casa a festa e si preparano diversi tipi di biscotti e pane speziato, che hanno il nome di "Fruchtebrot". In molte case si usa avere una corona d'Avvento con quattro candele, che la tradizione vuole, vengano accese durante le quattro domeniche precedenti il Natale. I bambini, invece, hanno un calendario dell'Avvento per contare i giorni che mancano fino al Natale, ogni giorno aprono una finestrella, dietro la quale trovano una piccola sorpresa. Sempre i bambini, inoltre, scrivono una lettera a Gesù Bambino affinché riesca a realizzare i loro desideri. Il 5 ed il 6 dicembre arriva San Nicola, spesso accompagnato dal "Krampus", che porta dei piccoli doni ai bambini che sono stati bravi. Tradizionali sono i mercatini di natalizi che rendono magica l'atmosfera. La Natività è annunciata da potenti squilli di tromba delle cattedrali; l'Austria cattolica vanta la pastorale più famosa:  "Still Nacht", da noi conosciuta come "Astro del Ciel", che fu eseguita per la prima volta nella chiesa di San Nicola a Obendorf nel 1818. Nel Tirolo si tramanda ancora la tradizione dei presepi realizzati con statuine in legno in tagliato dagli artigiani più esperti. Le ragazze, durante la Vigilia di Natale, preparano lo strudel, un dolce tipico fatto di noci e frutta e confezionano pacchetti per i poveri che visiteranno il giorno di Natale. La generosità e la gentilezza degli austriaci sono palesate da questi gesti delicati, tanto che per ricordarsi di chi non festeggia il Natale in casa propria, illuminano ogni stazione ferroviaria per augurare un felice Natale ai viaggiatori. A Vienna c'é la tradizionale passeggiata al parco pubblico dove i ragazzi e anche gli adulti, distribuiscono briciole di pane agli uccelli. A Salisburgo l'allestimento dell'albero e del presepe avviene in maniera del tutto singolare. Una costruzione raffigurante la storia dell'umanità, inizia con l'Avvento. Partendo dalla rappresentazione del peccato originale, si prosegue in maniera ascendente, giorno per giorno, con rappresentazioni sacre del profeta Isaia, dell'Annunciazione in terra, fino ad arrivare alla nascita di Gesù; poi a Natale viene deposto il Bambinello, mentre la grotta é sormontata da una splendida e lucente stella, che conferisce al tutto un gioco di luce bellissimo.

IL NATALE IN POLONIA. In Polonia le feste natalizie iniziano con l'apparizione della prima stella nel cielo, la sera della Vigilia. Tutti spiano ansiosamente il cielo e appena appare il primo luccichio, tutti si mettono a tavola. Prima di cominciare a mangiare, si fa girare una sottile fetta di pane azzimo, chiamato "oppiatek" e raffigurante la sacra famiglia. La tavola è sempre apparecchiata a festa; sotto la tovaglia però c'è sempre un sottile strato di paglia (così come nei quattro angoli della stanza vengono messi  covoni di paglia) per ricordare che la Natività avvenne, appunto, in una stalla. Tra i bambini c'è l'usanza di tirare le pagliuzze, quella più lunga porterà longevità. Un tempo, secondo la tradizione, le ragazze usavano mettere un pettine sotto il cuscino la notte di Natale e, colui che nel sogno le avrebbe pettinate, sarebbe diventato il futuro sposo. A tavola resta sempre un posto vuoto pronto per accogliere il viaggiatore di passaggio (come da tradizione, nel caso in cui lo Spirito Santo decida di condividere il pasto natalizio); il pranzo tipico della "Wigilia" è composto da 12 portate, proposte ai commensali senza interruzione, e sono sempre tutte a base di un menù vegetariano. Alla mezzanotte il popolo polacco usa andare alla messa di Natale, chiamata "Pasterka". Anche qui è ben radicata la tradizione del Presepe: la Natività infatti è allestita su due piani, in una specie di scenario portatile, chiamato "szopka": nel primo è rappresentata la nascita di Gesù, in quello inferiore le scene degli eroi nazionali. Sono famosi i presepi di Cracovia, esposti anche a Roma: altissimi, simili a cattedrali e sempre molto ornati. La cosa più bella del Natale polacco rimangono sempre i canti natalizi, soprattutto i "Kolenda", la maggior parte dei quali risalgono al periodo barocco.

IL NATALE IN INGHILTERRA. In Inghilterra da dicembre si inizia ad aprire il calendario dell'Avvento e due settimane prima di Natale si inizia a decorare la casa e l'albero che viene abbellito con luci e fiocchi e che dovrà essere tenuto in casa per dodici giorni, secondo un rito scaramantico. La sera della Vigilia, i bambini appendono le calze per "Father Christmas" e per ringraziarlo dei regali, gli lasciano un bicchiere di latte e un dolce "mincie pie"  e per la renna Rudolph, una carota. Inoltre l'usanza impone che venga acceso un ceppo da far durare il più a lungo possibile, conservandone un pezzo per accendere il fuoco del Natale successivo. Il giorno di Natale, poi, si scartano i regali lasciati sotto l'albero, all'interno di un sacco; si sta insieme ai parenti e si mangia tacchino ripieno accompagnato da mirtilli e come dessert si prepara sempre il "Christmas cake" (o Christmas pudding). Alla fine del pranzo verso le ore 15 del pomeriggio in televisione si assiste tutti insieme al tradizionale discorso della Regina. Anche i canti natalizi hanno un valore importante, tanto che interi gruppi di famiglie passano di casa in casa, cantando canzoni natalizie e ricevendo in cambio dolci e bevande.

IL NATALE IN FRANCIA. La tradizione natalizia in Francia, invece  vede "Père Noël"  lasciare i doni nelle scarpe dei bambini, anziché sotto l'albero o nelle calze, come invece accade in Italia e nei Paesi Anglosassoni. Inoltre, uno dei maggiori simboli natalizi francesi è costituito dal "Buche de Noël", un dolce tipico al cioccolato che, per forma e colore, ricorda l'emblematico ceppo di Natale, lasciato ardere per tutto il giorno del 25 dicembre per riscaldare Gesù Bambino, come da tradizione. Come in Italia, anche i francesi amano i presepi, in alcune località della Francia, infatti si trovano figure di creta, chiamate "santons"; in altre zone, come a Parigi, i presepi si preparano accanto all'albero ed la statuetta che più piace ai bambini è il "ravi", un simpatico personaggio che ride tenendo una lanterna in mano per illuminare il sentiero che porta al presepe. Un'altra  tradizione curiosa, che appartiene ad alcune regioni della Francia più precisamente a quella di Carpentras: alla fine della cena natalizia, si trapianta in vaso una rosa di Gerico, poiché su questa pianta la Madonna stendeva ad asciugare la biancheria del Bambino Gesù.

IL NATALE IN SPAGNA. In Spagna, come in Italia, le celebrazioni per il Natale iniziano dall'8 dicembre con l'Immacolata Concezione e si protraggono fino al 6 gennaio. Anche se già da novembre si inizia con gli addobbi natalizi per le strade: in Spagna, infatti, la tradizione del Natale è particolarmente sentita e nelle case non manca mai il presepe. Secondo la tradizione, durante la Vigilia, gli spagnoli si riuniscono a casa dei nonni per celebrare la "Nochebuena", la cena più importante di tutte le festività natalizie. La cena è molto abbondante e si mangiano piatti deliziosi e tradizionali, che variano a seconda dei posti. Durante la notte si ascoltano o vengono cantanti i "villancicos", i canti natalizi spagnoli. Alla fine della cena, che solitamente si protrae fino a tardi, avviene lo scambio dei doni, ma a differenza della tradizione italiana, si tratta di regali molto più semplici, come dolci e caramelle, in quanto i doni veri e propri, in Spagna, vengono scambiati il 6 gennaio. Alla mezzanotte della Vigilia è usanza assistere alla "Messa del Gallo", che secondo la tradizione, fu il primo con il suo canto ad annunciare la nascita di Gesù. Il 25 dicembre si festeggia il "Navidad", con un pranzo simile a quello della sera prima; la pietanza predominante del menù natalizio è "l'escudella  y carn d'olla", una zuppa di verdura e carne a seguire con il tacchino con frutta glassata al forno.  I dolci tipici sono il torrone e il "polvorones", composto da limone, cocco e caffè. Le feste proseguono il 28 dicembre, il giorno de "los Santos Innocentes", durante il quale è obbligatorio ridere e schernirsi reciprocamente; poi si arriva al 31 dicembre, ultima notte dell'anno: "Nochevieja", festa di carattere pagano, in cui si mangiano 12 acini d'uva prima della mezzanotte, in segno di prosperità e si brinda con il Cava, lo spumante nazionale prodotto in Catalogna. La sera di capodanno si usa solitamente mangiare in casa e poi andare a festeggiare l'arrivo del nuovo anno in strada, ballando, brindando e cantando tutti insieme (come succede, per esempio a la "Plaza de Sol" a Madrid). La sera del 5 gennaio, poi, viene organizzata la sfilata dei "Los Reyes Magos", che in tutte le città termina davanti alla sede comunale, dove si distribuiscono dolciumi ai bambini. Ma è il 6 gennaio che avviene lo scambio dei doni veri e propri, che secondo la tradizione vede premiare i bambini che si sono comportati bene con regali e con carbone quelli che si sono comportati male. L'usanza vuole che a portare i doni siano proprio i re Magi, un po' come succede negli altri Paesi con Babbo Natale. 

IL NATALE IN AMERICA. In America il Natale corrisponde simbolicamente al "Candy Cane", un bastoncino di zucchero bianco e rosso, utilizzato non solo come dolce, ma anche come ornamento dell'albero di Natale. Anche se in apparenza il "Candy Cane" sembra avere una valenza prettamente giocosa, in realtà racchiude in sé  molti simboli legati alla tradizione cristiana e dai significati piuttosto impegnativi: il bianco indica la purezza di Gesù e la sua assenza di peccati; la durezza del dolce rappresenta la solidità su cui si erige la Chiesa, mentre la forma richiama la lettera iniziale di "Jesus"; infine le quattro strisce rosse (tre sottili ed una più grande) rappresentano rispettivamente i segni della flagellazione sulla croce ed il sangue versato da Gesù durante la passione. In alcune zone dell'America, come in Canada, si è soliti usare come motivi ornamentali corone di alloro, luci colorate ed il classico albero di Natale. Durante la settimana che precede il Natale i bambini sono soliti scrivere la letterina a "Santa Claus" per chiedergli quali sono i regali che vorrebbero ricevere, dopo di chè appendono delle calze in modo che Babbo Natale possa riempirle di dolciumi. In alcuni paesi esiste ancora la tradizione per i bambini di andare di casa in casa a cantare le canzoni natalizie...come compenso ricevono qualche moneta o dei dolcetti o qualcosa di caldo da bere. Il pranzo natalizio tradizionale prevede il tacchino ripieno, con contorno di patate e salsa di mirtilli; in alcune famiglie il tacchino viene sostituito con l'anatra arrosto.

CONCLUSIONI "NATALIZIE". Il Natale si manifesta in molteplici forme, rendendo tutto più bello. E come affermava Norman Vincent Peale:  "Il Natale muove una bacchetta magica sul mondo ed ecco, tutto è più dolce e più bello" .

di Fabiola Cianci

- 22 Dicembre 2009

Articolo scritto da Fabiola Cianci
Redazione TevereNotizie.com

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Bellissimo articolo!!!!grazie Fabiola

Commento inviato il 25-12-2009 da Carmela P.

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