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L'ANGOLO DI FRA' PIO

Il cammino dell'amore...prima parte

Da chi abbiamo percepito per la prima volta l'amore?

Cari amici, 
per questo mese avevo pensato di parlarvi dell'amore, ma appena ho iniziato a scrivere mi sono accorto di quanto sia lungo, complesso e soprattutto interessante questo tema. Allora ho deciso insieme alla redazione e ai miei superiori, di iniziare con voi un percorso, "il cammino dell'amore", partendo dall'inizio sino al suo compimento. Per un po' di mesi parleremo di questa realtà, seguiremo questo percorso insieme, proprio come si segue un film a puntate.

Iniziamo dal pensare alla prima volta che abbiamo percepito di essere amati. Da chi abbiamo percepito per la prima volta l'amore?
Da Dio direte voi, sì ma noi non abbiamo percepito subito l'amore direttamente da Dio, ma per la prima volta in assoluto lo abbiamo percepito da nostra madre. È nostra madre che ci ha amati per prima, è dalle sue cure trasmesse sin da quando eravamo nel grembo, che abbiamo imparato i gesti, le parole e le attenzioni amorose.
Sin dal grembo si percepisce di essere amati, di essere desiderati.
È nel grembo che abbiamo percepito per la prima volta l'amore, anche se non lo ricordiamo, ma sicuramente abbiamo avuto un senso di sicurezza, di protezione.
Questi due elementi sono presenti nell'amore: infatti, la persona amata si sente sicura e protetta. Non si ama per far sentire un senso di protezione e di sicurezza, ma è anche tramite questi elemeni che noi trasmettiamo l'amore.

Ritorniamo quindi, alla domanda: da chi abbiamo percepito per la prima volta di essere amati? Da nostra madre e anche da nostro padre, coloro che sono gli artefici della nostra venuta al mondo. Noi conosciamo bene i nostri genitori, ma ciò che a volte non pensiamo è: chi sono stati i primi genitori in assoluto? E allora andando indietro nel tempo risaliamo ad Adamo ed Eva!
È curioso il fatto che coloro dai quali abbiamo ereditato il peccato originale, sono stati anche le prime persone che hanno trasmesso l'amore ad un'altra creatura.
Da loro quindi abbiamo ereditato la morte terrena, ma anche la vita.
Eva e Adamo da chi hanno ereditato questo dono, il dono dell'amore? Da Dio! Sì da Dio, e anche questo fatto è curioso.
Dio non ha tolto al genere umano, il dono di amare, pur se questo aveva disobbedito, pur se questo lo aveva tradito.
Dio ha creato il mondo, ma solo di una creatura si è innamorato pazzamente, di chi dopo averla creata vide "che era cosa molto buona".
Sì Dio si è innamorato solo del genere umano. Dio ci ha trasmesso personalmente l'amore per primo, e noi lo abbiamo percepito, non direttamente da Lui, ma tramite nostra madre.
Nel grembo abbiamo percepito l'amore di Dio, perché abbiamo provato sicurezza, attenzione e protezione.
Poi, una volta venuti alla luce, questa sicurezza la perdiamo perché entriamo nel mondo, e tramite la perdita di questa sicurezza arriva il primo shock: infatti, il bambino piange appena viene al mondo. Smette di farlo non appena sente le braccia e il calore della mamma.
Spesso però le braccia, e il calore non bastano, ma ci vuole la parola "magica"!
Secondo una mia carissima amica ostetrica, le mamme appena ricevono la creatura che piange tra le braccia lo chiamano tutte con lo stesso nome: "Amore mio".
Ecco la "parola magica", ecco la prima parola che sentiamo, ecco il primo nome che ci viene dato "Amore".
Ecco Dio che pur essendo stato tradito dal genero umano, pur essendo stato offeso dalla sua creatura non ha smesso di amarla.
Dio ci ama incondizionatamente, infinitamente e eternamente, e non ci ha tolto nemmeno la capacità di amare.

Questo amore lo ha trasmesso alla donna tramite la possibilità di generare figli, e lo ha fatto percepire ai figli, a ognuno di noi, attraverso il grembo e le braccia amorose della Mamma.
Attraverso questo dono, riesce a ricoprire la creatura di tutto l'amore che ha a disposizione, che è totale.
Attraverso l'amore della mamma, il bambino percepisce l'amore di Dio. Come Dio non può rinunciare ad amare l'uomo perché sarebbe come rinnegare se stesso, così i genitori, ma soprattutto la madre, non possono rinunciare ad amare il proprio figlio.
Non è solo affetto non è passione, ma è amore puro, perché c'è un legame inseparabile; è lei che lo ha portato nel grembo, è lei che l'ha presentato al mondo...è, passatemi il termine, "una sua creatura" ed è per questo motivo che ogni madre ama il proprio figlio, con l'amore di Dio.
Pensate...il figlio da piccolo è circondato dalle attenzioni della madre, per lei il figlio è tutto.
Anche il figlio circonda di attenzioni la madre, anche per lui la madre è tutto.
Poi, pian piano, i figli crescono e l'amore per la madre cambia: crescendo è attirato da altre attrazioni, da altre passioni, ma la Mamma è sempre la Mamma.
Anche per la mamma l'amore per il figlio cambia, le attenzioni si tramutano in preoccupazioni. Ecco, sembra che tra i due non ci sia più questo amore reciproco, ma non è così, sono solo cambiati gli atteggiamenti, ma l'Amore resta. Il bene resta, l'affetto pure, ma le attenzioni e a volte anche le parole che si rivolgono non sono più quelle dei primi 10/12 anni.
La mamma magari avrà un altro figlio... e allora che fare?
Diminuire l'amore? No!
Dividere l'amore in due? Nemmeno!
Cosa fare allora?
Semplice: sì danno al neonato le stesse attenzioni che si davano all'altro quando era piccolo. Può cambiare la modalità, ma l'amore non viene meno. Anche se il figlio la delude, anche se diventa drogato o alcolizzato, anche se la deruba o la picchia... l'amore per il figlio non diminuisce, anzi! Spesso aumenta e rasenta la follia.
Di questo ci si rende conto quando si vedono fare azioni impossibili ad una madre per il proprio figlio. Madri che lasciano il lavoro per dedicare più tempo al figlio, madri che fanno il doppio lavoro per mantenere il figlio. Ci sono state e ci saranno madri disposte a rinunciare alla propria vita per dare alla luce il proprio figlio (Santa Gianna Beretta Molla ne è un esempio), ci sono state e ci saranno madri che hanno chiesto e chiederanno a Dio di prendere con Lui in Paradiso i propri figli pur di non fargli commettere un omicidio (Santa Rita da Cascia ne è un esempio).
La Mamma può essere una drogata, una alcolizzata, può aver abbandonato il proprio figlio, può essere una prostituta, ma l'amore che il figlio ha per la propria mamma resta, non sparisce, è permanente.
L'amore che si vogliono non diminuisce, non sparisce. Non sentiremo mai dire da una madre al proprio figlio: non ti amo più. Ne la stessa frase la sentiremo mai pronunciare dal figlio alla madre. È impossibile! Che tipo di amore è questo? Normale? Razionale? No cari amici, è amore folle, è amore Divino. Amare è follia... per amore si fanno le cose più assurde.

Ad amare con saggezza l'uomo non ci riesce, per il semplice fatto che ha imparato ad amare da Dio. Infatti, l'amore di Dio è immensamente folle, perché ama coloro che non lo amano...forse la saggezza dell'amore è proprio questa "follia", amare senza misura, amare oltre il tutto e nonostante tutto. Dio ci ama immensamente, non ama per essere ricambiato, ma ama gratuitamente e per dimostrarci quanto ci ama ha scelto di morire sulla croce per noi.
Questo è l'amore di Dio, questo è l'amore che l'essere umano può dare: donare la propria vita per gli altri.

Chi fa dell'amore un suo compiacimento personale, non sta facendo altro che abusare della parola amore, del suo significato e del suo fine, che non è il ricevere ma il dare.
Gli altri "amori", quelli che molti chiamano "amore", sono dei surrogati di amore, delle copie dell'amore, come le copie che si facevano con la carta carbone: il risultato è scarso, lo si vede, e lo si percepisce.
Ecco cari amici, a quale amore siamo chiamati, all'unico amore, a quello trinitario, a quello che Dio ci ha fatto percepire nel grembo materno e attraverso l'amore donatoci dai nostri genitori.
A quell'amore, che è pieno di parole, di attenzioni, di sguardi, di comprensione, di ascolto, di dialogo e di donazione profonda, siamo chiamati.
Questo amore si può donare a tutti, lo ha scritto anche San Giovanni nel suo Vangelo, al capitolo 13 versetto 34: "Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri".

Concludo raccontandovi una piccola storia: "Un bimbo stava per nascere e allora si rivolse al Signore: "Mi dicono, che domani mi farai scendere sulla terra, come potrò vivere così piccolo e indifeso?". Dio gli rispose: "Fra tanti angeli ne ho scelti due per te, loro ti proteggeranno, canteranno per te parole dolci e tenere, con infinita pazienza e tenerezza t'insegneranno a parlare e a vivere". Il bambino allora chiese con apprensione: "Come potrò parlare ancora con te?". Dio con infinita dolcezza, gli disse: "I tuoi angeli uniranno le tue manine e t'insegneranno a pregare". Il bimbo però, preoccupato chiese: "Ho sentito dire che la terra è abitata da uomini cattivi, chi mi difenderà?". Dio guardandolo con tenerezza gli rispose: "I tuoi angeli ti difenderanno a costo della loro propria vita". Il bimbo allora con molta tristezza disse: "Ma il mio cuore sarà sempre triste, Signore, perché non percepirò più il tuo amore, perché non ti vedrò più". Allora Dio disse: "Non mi vedrai più, ma vedendo loro vedrai anche me, ascoltando loro ascolterai anche me, seguendo loro seguirai anche me, percependo il loro amore, percepirai il mio, perché l'amore che si doneranno e ti doneranno sarà il mio amore". Allora incuriosito il bambino, chiese: "Ma come si chiamano i miei angeli?". A quel punto Dio sorridendo gli disse: "Il nome non importa, tu li chiamerai Mamma e Papà". In quel momento si diffusero delle voci e dei rumori e il bambino angosciato gridò a gran voce: "Signore, sto scendendo verso la terra, cosa dovrò fare quando sarò là?". E Dio volgendo su di lui il suo sguardo amorevole rispose: "AMA".

di Fr. Pio Maria della Divina Misericordia (Comunità Mariana Oasi della Pace) 

- 01 Dicembre 2011

Articolo scritto da Fr. Pio Maria cmop
Redazione TevereNotizie.com

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Commento inviato il 16-12-2011 da Michele

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