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NOVITA' AL CINEMA
I protagonisti sono cresciuti e attraversano quella fase adolescenziale che non fa differenza tra maghi e non maghi
Alla scuola di magia di Hogwarts il tempo trascorre come in ogni altra parte e sono ormai sei gli anni da cui Harry, Ron ed Hermione si conoscono. Hanno lottato contro incantesimi malvagi aiutati dal preside Silente e dall'amico di sempre, il custode del castello Hagrid. Hanno affrontato le proprie paure, gli incantesimi stregati e soprattutto Voldemort, il grande mago oscuro uscendone sempre più uniti. Ma le cose stanno peggiorando, Voldemort è tornato in vita e non ci sono più dubbi, il suo obiettivo principale, il suo chiodo fisso è Harry. I Mangiamorte continuano a mietere vittime; il numero delle sparizioni nel mondo della magia cresce e la stessa ombra minacciosa comincia ad allungarsi sul mondo dei Babbani. Hogwarts non è più un posto sicuro e tutti stanno in allerta a partire da Silente. Magia oscura e mangiamorte non sono l'unica cosa contro cui ci si scontra, infatti i nostri giovani protagonisti sono cresciuti e attraversano quella fase adolescenziale che non fa differenza tra maghi e non maghi, ma intrappola tutti tra battiti di cuori e ormoni impazziti, rendendo tutto ancora più confuso e in fondo, più magico. Così tra amori nascenti e tragedie imminenti, tutto procede ad un ritmo frenetico e coinvolgente, con colonna sonora perfetta, che carica le scene e le esalta.
IL PERCHE' - Non avevo mai visto nessun episodio della saga, non ho mai letto nessun capitolo di nessun libro di Harry Potter. Quest'estate, però, è uscito nelle sale il penultimo e sesto film ed è stato ancora campione d'incassi, mi son quindi chiesto perché mai una storia di maghi apprendisti riscuotesse tanto successo a tutte le età. Alla fine ho deciso che avrei affittato i 5 episodi precedenti, ne avrei visto uno al giorno, uno dopo l'altro, e se ne fossi rimasto soddisfatto, sarei andato al cinema a vedere l'ultimo uscito. Primo e secondo sono scivolati così senza lasciar molto, li ho trovati lenti, troppo, e stavo per abbandonare l'impresa, finché non ho visto il terzo, allora le cose sono cambiate, il racconto ha iniziato a coinvolgermi, ho cominciato a sentirmi dentro quel mondo magico, aspettavo con ansia il giorno dopo per vedere come proseguivano le avventure di Harry e dei suoi amici. Era come se in quel mondo ci fossi dentro anch'io e mi sono sorpreso a tifare per il bene e contro il male. Giunto alla fine del quinto episodio fremevo per vedere il prossimo e m'innervosivo all'idea che avrei dovuto aspettare ancora troppo, prima di poter vedere l'ultimo e conoscere la fine della storia, perché una cosa è certa, non ho alcuna intenzione di leggere il libro. Aspetterò l'uscita del film.
LE RAGIONI DEL SUCCESSO - Ormai Harry Potter, divenuto un fenomeno planetario riscuote successi inimmaginabili ai botteghini. E non per merito dei soli bambini che certo non si perdono un episodio, aspettando con ansia il prossimo, ma anche per via degli adulti. Molti adulti sono come ipnotizzati da questo racconto fantastico. Una volta nel vortice non se ne esce, a quanto pare questo personaggio con tutti i suoi amici e nemici è capace di entrare nei cuori e restar lì, senza andarsene più. E se i bambini si comprendono facilmente, per loro maghi, streghe e incantesimi sono un'irresistibile calamita, per l'attrazione degli adulti le cause sono da ricercarsi altrove. Harry Potter è decisamente un modo per uscire dalla realtà grigia, spesso priva di sorprese, monotona, a volte opprimente se non frustrante. Per scacciare i pensieri e le responsabilità sempre più pesanti. I grandi hanno bisogno di questo maghetto. Così ecco le file chilometriche all'entrata delle librerie in attesa di comprare il nuovo capitolo appena uscito. Follie! si potrebbe dire, oppure solo voglia di evadere in un mondo fantastico che sta intorno a noi, ma che possiamo vedere soltanto usando la fantasia, se non fosse che usarla resta sempre più difficile.
di Stefano Papalia
Fiano Romano - 08 Ottobre 2009
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