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LE INTERVISTE
Lo fa con emozione e trasporto, perché in fondo, questo, è il suo primo romanzo
Giulia Steigerwalt ha esordito nel grande schermo accanto a Silvio Muccino in "Come te nessuno mai" di Gabriele Muccino, dove interpretava il ruolo di Claudia. Da allora la sua carriera ha proseguito in un crescendo di successi cinematografici come "L'ultimo bacio", "Mari del Sud" e "Sotto il sole della Toscana". Dopo anni di fiction torna al cinema nel 2007 con "The Eternal City" e con "Si può Fare". Un anno dopo inizia un sodalizio col regista Volfango De Blasi, che la sceglie come protagonista per "Come tu mi vuoi" e "Iago", entrambi con Nicholas Vaporidis. La Steigerwalt è laureata con lode in Filosofia ed ha sempre coltivato la passione per la scrittura, attraverso sceneggiature e soggetti cinematografici. "E se fosse possibile" è il suo primo romanzo.
L'INTERVISTA
Da cosa nasce la voglia di scrivere un libro?
Per me la scrittura è sempre stata una passione. E' una cosa che faccio da quando sono piccola, così quando mi è stato proposto di scrivere un romanzo mi è sembrato fosse la cosa più naturale di tutte. Tra l'altro è da qualche anno che scrivo sceneggiature e lo faccio davvero con grande entusiasmo.
Nel cinema hai esordito con un film sulla vita di alcuni liceali. In questo tuo primo libro parli proprio di una liceale. Analogia? Superstizione? Cosa?
Beh, devo dire che sono molto legata a quella fase della mia vita. L'adolescenza ha rappresentato un periodo fondamentale ed ho dei ricordi nitidi e straordinari della scuola, soprattutto del liceo. Alcuni dei miei professori, per le loro peculiarità, resteranno per sempre nella mia memoria ed è per questo che non ho potuto evitare di riportare nel libro, anche qualcosa di loro.
Questo romanzo è un'autobiografia?
No, ma come dicevo, non ho saputo, né potuto, evitare di fare alcuni riferimenti alla mia esperienza liceale e ad esperienze liceali dei miei conoscenti. Voglio citare uno degli episodi inseriti nel libro: una delle professoresse protagoniste si chiama Adama, ma a causa dei suoi modi terroristici gli studenti l'hanno soprannominata Osama. Insomma ho voluto, e spero di esserci anche riuscita, raccontare questa storia e i suoi personaggi, come lo avrei potuto fare a 17 anni.
Cosa pensi dell'amore?
Credo che l'amore sia una cosa fondamentale per tutti ed a tutte le età, circoscriverla alla sola adolescenza, come un sogno che sono capaci di fare soltanto i giovani, ritengo sia un grande errore. L'amore è un sentimento che abbraccia tutto: l'età, il tempo, la vita.
La famiglia protagonista del tuo libro è una di quelle moderne, poco solida e piena d'incomprensioni. Te cosa ne pensi?
La mia non vuole essere una critica né, tanto meno, un giudizio. Ponendo al centro della storia una famiglia composta da genitori separati e con nuovi compagni e una diciassettenne che si sente trascurata ed incompresa, ho voluto semplicemente fare una constatazione della realtà.
La famiglia di cui parli, si sposta da Torino a Roma. Come mai proprio Torino?
Il motivo è davvero molto semplice. Questa scelta, infatti, è dovuta ad una conversazione sostenuta qualche tempo fa con una mia amica che fa l'università a Torino, che mi ha parlato della puntualità e della precisione dei tram di questa città del nord, in confronto al caos assoluto della Capitale.
QUALCOSA SUL ROMANZO. "E se fosse possibile?" è il primo romanzo scritto dall'attrice statunitense e racconta la storia di una giovane diciassettenne che, arrivata a Roma con la sua famiglia da Torino è costretta a confrontarsi con una realtà del tutto nuova. La protagonista è Silvia, una timida adolescente che arranca tra il vissuto quotidiano di una realtà nuova, fatta di nuovi amici, una situazione familiare movimentata, e la sua timidezza. Giunta nella nuova abitazione, inciampa in un vecchio diario, appartenuto ottant'anni prima ad Emma, la sua vecchia padrona di casa; attraverso il diario Silvia riuscirà a trovare le risposte giuste da dare a sé stessa e alla sua vita. Sarà grazie alle parole di Emma che la protagonista riscoprirà quei punti di riferimento tanto cercati e mai scovati fino ad allora, riuscirà a comprendere il significato dell'amore, vissuto dalla protagonista di quel diario, facendo chiarezza dentro di lei.
di Stefano Papalia
- 07 Giugno 2010
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