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NOVITA' AL CINEMA

"Gamer": a metà tra futuro e passato. Una critica violenta ai reality games

Gerard Buttler è Kable, l'eroe amato dal mondo, che non può morire perchè deve riabbracciare la sua famiglia

Un grande fratello dei nostri giorni, che nel passato affonda le proprie radici e nel futuro cerca il suo destino. Un film che ti lascia col fiato sospeso dall'inizio alla fine. Una violenta critica sociale, con sangue e sesso ad occupare la maggior parte del tempo. Un monito per tutti quelli che non si rendono conto di cosa accadrebbe, se la società non dovesse cambiare marcia. Due giochi virtuali in cui i personaggi sono attori, in un caso, e detenuti nel braccio della morte nell'altro.

LA TRAMA. Ken Castle è l'ideatore, il genio assoluto, il folle. Prima ha dato vita a "Society", mondo virtuale, ma non irreale, in cui persone in carne ed ossa, attori, disoccupati, tossicodipendenti, o semplicemente annoiati, vengono pagati per essere controllati dagli altri paganti, comodamente seduti in casa propria. Il controllo avviene attraverso delle cellule che vengono impiantate nel cervello: i "nanex". Sulla scia di questo gioco che ha conquistato in poche ore tutto il mondo, Ken Castle ha creato "Slayer", stavolta i protagonisti sono i condannati a morte e il premio è la libertà per tutti quelli che vinceranno 30 battaglie senza morire mai. Loro, i giocatori condannati a morte, sono pilotati dalle menti di quelle persone straricche che possono permettersi di giocare. L'eroe assoluto è Kable, condannato per un omicidio che è stato costretto a commettere e spinto a sopravvivere dal fatto di riabbracciare moglie e figlia. Simon è il diciassettenne che lo controlla, un vero re dei videogame. Riuscirà Kable ad uscirne vivo?

IL MESSAGGIO DEL FILM. Un messaggio che i registi Neveldine e Taylor vogliono lanciare a tutti quanti, al mondo intero. Vogliono dire di fermarsi un attimo e riflettere, anche rischiando di ottenere l'effetto contrario, almeno sulle menti dei più giovani e inesperte che potrebbero vedere in un film del genere un'esaltazione dei videogames, come unico vero spasso. Un ottimo Gerard Buttler nella parte dell'eroe, campione di guerra e un grande cattivo, che vuole arrivare a controllare le menti di tutti, come Michael C. Hall. 

di Stefano Papalia

- 01 Aprile 2010

Articolo scritto da Stefano Papalia
Redazione TevereNotizie.com

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