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FESTA DELLA DONNA

Ogni donna “è la primavera a novembre quando meno te l’aspetti”

Omaggio a tutte le donne che rinascono sempre

OGNI DONNA HA UN "8 MARZO" NEL CUORE. Quando mi sono messa al computer per scrivere un editoriale dedicato alla "Festa della Donna", avevo tante idee per la testa, a tal punto da non saper bene da dove cominciare. Poi, ad un certo punto, navigando nella rete mi sono ricordata di quando, una volta, ho scoperto le parole di Jack Folla (personaggio immaginario ideato e scritto da Diego Cugia) dedicate alle donne in rinascita. E allora ho capito ed ho pensato di condividere questo pensiero con tutte voi, carissime lettrici di TevereNotizie (e non solo). Perché ogni giorno è una continua scoperta di ciò che siamo, ogni giorno nasciamo e combattiamo con la vita, stringendo i denti e, talvolta, versando lacrime e sudore, ma senza mai mollare la presa. Anche quando il terrore di non farcela sembra prendere il sopravvento e ci distoglie dalla giusta rotta. Siamo tutte protagoniste della nostra storia, ognuna con il proprio "8 marzo" nel cuore, imbevuto di ricordi, di emozioni, di sogni e di ambizioni. Ognuna di noi "è la primavera a novembre"!

"DONNA IN RINASCITA" DI JACK FOLLA. "Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita. Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta. Che uno dice: è finita. No, finita mai, per una donna. Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole. Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia. Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola. Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare. Così ogni giorno e questo noviziato non finisce mai. E sei tu che lo fai durare. Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita. Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane. Sei stanca: c'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto. Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa. Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre: "Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così". E il cielo si abbassa di un altro palmo. Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasqua. In quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima ed è passato tanto tempo e ne hai buttata talmente tanta di anima che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata. Comunque sia andata, ora sei qui e so che c'è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento. Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine. Ed è stata crisi. E hai pianto. Dio quanto piangete! Avete una sorgente d'acqua nello stomaco. Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino. Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo. E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l'aria buia ti asciugasse le guance? E poi hai scavato, hai parlato. Quanto parlate, ragazze! Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore. "Perché faccio così? Com'è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?" Se lo sono chiesto tutte. E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani e saltano fuori migliaia di tasselli. Un puzzle inestricabile. Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi? E' qui; da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così scomposta in mille coriandoli che ricomincerai. Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti. Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te. Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa. Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa. Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente. Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va, va in corsa. E' un'avventura, ricostruire se stesse. La più grande. Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli. Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo. Perché tutti devono capire e vedere: "Attenti: il cantiere è aperto. Stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse". Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa. È la primavera a novembre. Quando meno te l'aspetti...!"

OMAGGIO ALLE DONNE: LE PAROLE DI MADRE TERESA DI CALCUTTA. Buona "Festa della Donna" a tutte noi! Che sia sempre, ogni giorno della nostra esistenza, pieno di storia e di tracce da ripercorrere, tra un ricordo, una lacrima, un sorriso o una parola. E come scrisse Madre Teresa di Calcutta in una poesia dedicata a tutte noi: "Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,/i capelli diventano bianchi,/i giorni si trasformano in anni. Però ciò che è importante non cambia; /la tua forza e la tua convinzione non hanno età./Il tuo spirito e' la colla di qualsiasi tela di ragno. /Dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza./Dietro ogni successo c'e' un'altra delusione. /Fino a quando sei viva, sentiti viva. /Se ti manca ciò' che facevi, torna a farlo. /Non vivere di foto ingiallite...insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni. /Non lasciare che si arruginisca il ferro che c'è in te./Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto. Quando a causa degli anni /non potrai correre, cammina veloce./Quando non potrai camminare veloce, cammina./Quando non potrai camminare, usa il bastone./Però non trattenerti mai!".

di Fabiola Cianci

- 08 Marzo 2010

Articolo scritto da Fabiola Cianci
Redazione TevereNotizie.com

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Fabiola grazie di questo bellissimo editoriale, c'è dentro tutta l'essenza di una donna, di una donna meravigliosa come te. Auguri a tutte le donne del mondo.

Commento inviato il 08-03-2010 da Carmela

2.

Un abbraccio a te, fabiola, che sei una donna, un'amica e una sorella speciale. e un abbraccio a tutte le donne, non solo oggi, ma sempre... per il modo in cui ogni volta sappiamo rialzarci dalle peggiori cadute e cerchiamo comunque di sorridere sempre!

Commento inviato il 08-03-2010 da cate

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