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L'ANGOLO DI FRA' PIO

Essere considerato diverso ma essere originale

Sesta parte de "Il Cammino dell'Amore"

Nell’articolo precedente abbiamo visto come per generare amore ci voglia tempo, ci voglia la consapevolezza di essere amabili, pur essendo diversi dalla massa. Spesso invece è proprio tale situazione che ci porta a pensare che non riusciremo mai a essere amati pienamente da qualcuno, che l’ideale che ci propone Dio in fin dei conti è irraggiungibile, e quindi vedendo l’ideale irraggiungibile, vedendomi sostanzialmente come un disastro, cercherò di mettermi nella scia di quelli che vivacchiano, che cercano di sopravvivere.
Questo lo farò perché è più semplice dire che è irrangiugibile che dire che è difficile, perché se dico che è difficile ammetto che è possibile ma che ci vuole anche e soprattutto uno sforzo.
Dire invece che è irraggiungibile evita di impegnarmi, evita di andare contro corrente, di essere considerato il diverso di turno.

L'IMPEGNO E' IL VERO PROBLEMA. Ecco quello dell’impegno è il vero problema, perché viviamo in un mondo, in un tempo che ci dice che si può e si deve ottenere tutto e subito con facilità, perché per troppo tempo siamo stati schiavi di chi dettava le leggi della moralità. Vogliamo ottenere tutto senza impegnarci troppo, spesso perché vediamo i nostri sforzi inutili, perché ci soffermiamo troppo su chi siamo e troppo poco su chi vogliamo essere e allora ci diciamo: ma chi me lo fa fare d'impegnarmi? Chi me lo fa fare di essere considerato come un extraterrestre? Questo è lo sguardo di chi cerca o ha cercato di riuscire in questa impresa solo con le sue forze, uscendone sconfitto. Questo è lo sguardo di chi legge i dieci i Comandamenti o il Vangelo, e dice: “Certo, è bello però è difficile" e se lo ripete così tante volte da trasformare il difficile in impossibile. Così facendo ci convinciamo che Dio attraverso il Vangelo e i dieci Comandamenti ci ha lasciato un messaggio impossibile da attuare, bello certo, ma impossibile. Sicuramente è difficile ma Lui ci ha rassicurato che non ci lascerà mai soli, attraverso la Bibbia ci ha ripetuto non temere 366 volte, una al giorno perché ha pensato anche all’anno bisestile.

"CHI ME LO FA FARE"...E L'ANIMA RISPONDE. Ecco allora che al “chi me lo fa fare” troviamo una semplice risposta: la mia stessa anima che me lo richiede, la ricerca dello stare bene, il desiderio di stare in armonia con me stesso, e con il mio prossimo e soprattutto con Dio che mi ama con tutto se stesso, e che mi parla attraverso la mia coscienza e il mio cuore. Ecco che allora lo sforzo, unito a una chiarezza d’intenti, a una ferma decisione e perseveranza, a una coscienza di chi sono e soprattutto a una continua fiducia in Dio, eviteranno di scendere ai compromessi del mondo. Da soli non possiamo fare niente, ma con Lui accanto niente è impossibile. Perché non sono sufficienti la sofferenza e la lotta se non c’è una consapevolezza di essere amati da Dio, e una cieca fiducia in Lui.

LA PAURA DI RISCHIARE E DI AMARE. Spesso si ha paura di innamorarci o di dimostrarlo perché si ha paura di soffrire, ma l’amore merita questo rischio, l’errore di non rischiare porta a una vita da single. La vita da single non fa parte della vocazione di Dio. Dio non ha chiamato a stare da soli, anzi ha detto vedendo Adamo: “gli darò un aiuto che gli sia simile”. Ogni persona è strumento d’amore, perché è l’amato di Dio, ma spesso non ne siamo convinti e abbiamo paura di rischiare sia per non soffrire, sia per non far soffrire nessuno, e allora si cerca la via che evita di distruggere tutto. La via praticata spesso è quella della relazione facile, una strada però porta ad una sofferenza sia per l’altro che per se stessi. Praticando questa via considererò sempre di più l’altro come un oggetto. Il vivere una storia d’amore con purezza non è facile certo, ma ogni traguardo, ogni premio ambito richiede uno sforzo. L’atleta che batte i record mondiali, non è quello che si allena una volta alla settimana, ma è quello che con fatica e perseveranza ogni giorno si allena e cerca di superarsi sempre. Poi possiamo anche dire che l’atleta si dopa, certo ci sono alcuni che lo fanno, ma non si può fare di ogni erba un fascio. L’atleta, il vero atleta, segue una disciplina, fatta di allenamenti, di prove e rinunce, che lo porta ad arrivare alle mete prestabilite. La disciplina della persona non sposata è quella della castità, fatta di prove e di rinunce, ma che ci porta a vivere in pienezza la nostra dignità di persona, nella sua totalità di corpo e spirito.

LA DISCIPLINA DELL'AMORE. La disciplina dell’amore la segue chi è realmente convinto di essere l’amato, chi ha ben fisso la meta, chi è realmente convinto di essere unico al mondo, chi è convinto di non diventare la copia dell'ultimo/a tronista di "Uomini e Donne"! La vive chi se gli viene detto “sei diverso” risponde “non sono diverso, sono originale”, e, soprattutto, “non sono una copia”. Questo è il modello di vita che segue chi decide di andare contro corrente, che è convinto che lo stile di vita che viene proposto dai media e dagli amici, non può e non deve intaccare il proprio stile e il proprio pensiero, i propri ideali, i reali valori. Colui che è convinto di essere l’amato, colui che ha fisso la meta, pur sapendo lo sforzo al quale è chiamato, pur sapendo le difficoltà che incontrerà, pur conoscendo la sua debolezza e la sua fragilità, non usa nessuno e non si lascia usare da nessuno, ma ama il suo prossimo come se stesso. È colui  che vedendo il rischio di dimostrare amore, decide di correre il rischio, e andare avanti. È colui che va contro il paradosso del nostro tempo, che ha alti diritti ma moralità sempre più basse; che riesce a farci comunicare con più di 5.000 persone attraverso i social network, ma che ci toglie il tempo e il desiderio di comunicare con la persona amata. Che limita la stupenda legge dell’amore al fare all’amore. 

di Fr. Pio Maria della Divina Misericordia (Comunità Mariana Oasi della Pace)

- 10 Dicembre 2014

Articolo scritto da Fr. Pio Maria cmop
Redazione TevereNotizie.com

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