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DAL 1970 AL 2011 IN COMUNE: ELENO MATTEI SI RACCONTA

Il responsabile del servizio anagrafe va in pensione dopo 40 anni di lavoro

"Rimposterei allo stesso modo la mia vita...non credo che potrei vivere senza stare a Fiano"

Nella foto il responsabile del servizio demografico Eleno Mattei (Foto: g.m.t.)

Nella foto il responsabile del servizio demografico Eleno Mattei (Foto: g.m.t.)

FIANO ROMANO - "Ho iniziato nel 1970, avevo diciotto anni e tutto da imparare": così Eleno Mattei, responsabile del servizio anagrafe del comune fianese, inizia a parlare di sé. A fine mese, dopo ben 40 anni di lavoro che lo hanno visto impegnato su più fronti, quello che tutti i cittadini chiamano Eleno o più affettuosamente "Neno" lascerà la scrivania dietro la quale i residenti sono abituati a vederlo, per la meritata pensione.

L'INTERVISTA
Cosa ricorda del primo giorno di lavoro?
"Ho iniziato curando l'edilizia privata, poi dall'82 mi sono occupato del servizio demografico. Il mio punto di riferimento all'epoca sono stati i colleghi, soprattutto Cesare Crucianelli che ringrazio. Il mio principale obiettivo è sempre stato l'innovazione. Sin dall'inizio, infatti, ho cercato sempre di fornire servizi veloci per i cittadini. Ricordo che all'epoca, non essendoci ancora l'informatizzazione degli uffici, utilizzavamo un sistema di targhette di metallo; ogni cittadino ne aveva una con tutte le informazioni che lo riguardavano e tutta l'anagrafe era organizzata così. Poi c'è stato l'avvento dell'informatizzazione e noi siamo stati il primo comune della zona ad adottarla. Ho sempre cercato di allargare l'ufficio, mi sono sempre impegnato per fornire il servizio migliore ai residenti. Per questo mi sono sempre aggiornato, ho studiato, ho fatto concorsi per migliorarmi il più possibile".

Qual è stato il suo atteggiamento verso i cittadini che venivano da lei?
"Mi sono sempre messo nei panni di chi si rivolgeva qui da noi per cercare le soluzioni più rapide ed efficaci. Se non riuscivo a farlo mi portavo dentro il problema per tutta la giornata: questa è una cosa che fa parte del mio carattere. Ho sempre sentito forte la responsabilità di un settore così delicato come quello demografico: il primo contatto del cittadino con il comune avviene, infatti, proprio qui nell'anagrafe ed è importante riuscire ad instaurare da subito un rapporto positivo e propositivo".

Quattro parole  con le  quali si possono  descrivere questi 40 anni di lavoro?
"Sicuramente "interessante" è il primo. Questo è un lavoro che mi è sempre piaciuto molto e che ho svolto con passione ed equilibrio. Io sono anche impegnato in politica, ma con soddisfazione ho visto che durante l'attività elettorale tutti, nessun partito escluso, si sono fidati di me e del lavoro che svolgevo. Poi "appagante" ma anche "impegnativo"...è un lavoro nel quale se non fai una cosa oggi la devi fare domani, affrontando tutte le trasformazioni degli ultimi anni. Infine la "disponibilità": ho sempre creduto nella collaborazione con i colleghi, mi sono sempre confrontato perché penso che sia una cosa intelligente e che porta frutto".

Lei rimarca spesso il rapporto tra "confronto" e "intelligenza"...
"Sì...perché più le persone si confrontano tra loro più denotano intelligenza. Anche se io sono sempre stato il responsabile ho cercato in tutte le situazioni, ogni giorno, questo confronto con gli altri e con i colleghi per fornire il servizio migliore ai cittadini".

Quale è stato il suo rapporto con i sindaci che si sono susseguiti in questi anni?
"Sono stati ovviamente momenti diversi: ricordo che quando era sindaco Stefano Paladini venivo coinvolto in determinate scelte...una cosa che nel tempo si è perduta. Ricordo il sindaco Quattrucci: da lui in poi, per dieci anni, ho gestito anche le attività culturali del paese. Con Quattrucci ho avuto un rapporto particolare: gli devo molto. Lui è sempre stato una persona dai grandi orizzonti culturali e si confrontava molto con me. Mi ha dato soddisfazione. Come ho detto prima ritengo che le persone intelligenti e valide si confrontino con gli altri e lui era così. Poi questo rapporto è continuato con il sindaco Aristide Palmucci, che mi incaricò di continuare a seguire le attività culturali. Sono stati gli anni più gratificanti per me. Poi naturalmente il paese è cresciuto e queste attività sono passate ad altri uffici. Un ricordo particolare lo devo a Nicola Luciani, con il quale si era instaurato un vero e proprio rapporto di amicizia. Anche con l'attuale sindaco Tarquinio Splendori c'è sempre stato un buon rapporto, fatto di scambio di opinioni. Grazie a lui l'ufficio anagrafe è stato spostato all'interno del Castello Ducale. E' sempre venuto incontro ad ogni richiesta venisse fatta per il bene dei residenti e per migliorare la qualità del servizio".

Che rapporto ha avuto, invece, con i cittadini?
"Il rapporto con i residenti è sempre stato al di sopra di quello istituzionale, naturalmente mantenendo in ogni occasione la riservatezza d'ufficio. E' ovvio che l'anagrafe rappresenta il punto di riferimento per i nuovi nati, ma purtroppo anche per le morti. Insomma sono sempre stato presente in quelle che sono le cose belle e brutte della vita di ogni residente. Spesso guardando i registri antichi dell'800 mi chiedo cosa penseranno tra qualche secolo dei nostri".

Quale è stato il rapporto con i suoi colleghi?
"Ho sempre potuto contare su di loro. Ringrazio in particolare Giancarlo Ciriaci e Cesare Bernardini...tutto quello che ho fatto è per merito loro. Vorrei ringraziare anche Ivana Tommasi per il periodo che è stata nel mio ufficio, nella fase delicata dalla semi-informatizzazione all'informatizzazione del servizio. Non ho mai "comandato", ho sempre pensato a dare l'esempio. Rispetto alle grandi città, nelle quali ogni dipendente dell'ufficio demografico è specializzato in qualche settore particolare, noi qui dobbiamo sapere tutto; e posso assicurare che oggi le tematiche da affrontare e risolvere ogni giorno sono davvero ampie. I compiti sono grandi ed è necessario confrontarsi e studiare in continuazione".

Come pensa che sarà il suo ultimo giorno di lavoro? Cosa farà il "giorno dopo"?
"Il tempo è volato...sicuramente anche il lavoro è una tappa della vita come lo sono il matrimonio, i figli, i nipoti. Sono certo che in pensione mi dedicherò a leggere, alle attività sociali e politiche. Mi dedicherò alla famiglia e soprattutto ai nipoti, di cui voglio essere il punto di riferimento".

Ha un ricordo particolare vissuto in questi 40 anni?
"Ho tanti bei ricordi, nessuno in particolare migliore di un altro. Nei momenti difficili ho sempre cercato di tirare fuori il meglio. Ho cercato di conoscere i miei limiti e non pensavo di riuscire a fare tutto quello che ho fatto. Mi sono impegnato per essere all'altezza delle situazioni, ho sempre cercato di essere puntuale".

Di solito si dice che dietro un uomo che ha fatto grandi cose c'è sempre una donna...lei condivide?
"Ovviamente a mia moglie Tiziana va il ringraziamento più grande: il suo è stato un rapporto fondamentale che mi ha dato sicurezza anche nel lavoro, come in altre cose della mia vita. Mi ha sopportato nel mio difetto più grande: se ho un problema e non lo risolvo lo porto a casa. Ha saputo davvero starmi vicina in questa cosa. Mi ha sempre sostenuto".  

Se potesse tornare indietro cambierebbe qualcosa della sua vita?
"No. Sicuramente rimposterei allo stesso modo la mia vita. Se cambiassi qualcosa non sarei più io. Naturalmente tutto dipende da come siamo fatti. Forse starei più attento alle amicizie...ma purtroppo nella vita le esperienze vanno fatte, ne fanno parte. Nel tempo si diventa più riflessivi. Mi dà fastidio solo la diffidenza delle persone".

Sceglierebbe comunque di vivere la sua vita in questo paese?
"Sì. Non credo che potrei vivere senza stare a Fiano Romano. Anche quando sono in vacanza non vedo l'ora di tornare qui".  

Cosa vuole dire a tutti i fianesi?
"Che sono uno di loro come lo sono sempre stato. Ho avuto la fortuna di lavorare con loro e con i nuovi fianesi che sono arrivati. Li devo ringraziare. Ho sempre sentito la loro stima e li ho sentiti vicini nei momenti difficili, anche personali".

C'è qualcuno che desidera ringraziare in particolare?
"La prima persona che mi viene in mente è il precedente parroco del paese Don Giuseppe Mariottini. Io non sono credente, ma con lui ho sempre avuto un ottimo rapporto. Don Giuseppe la mattina, dopo aver celebrato la messa, veniva da me e parlavamo, ci scontravamo anche. Per i giovani a Fiano c'era solo la parrocchia e lui ha dedicato la sua vita ai ragazzi. Era un punto di riferimento. Quando si è ammalato gli sono stato vicino e mi ha dato tanto. Un'altra persona che desidero ringraziare è Giuliano Ferilli: con lui c'è stata sempre amicizia, è stato una persona presente, un vero e proprio punto di riferimento. Gli devo molto per la mia crescita. Con lui non è mai venuta fuori la differenza d'età. Infine voglio ringraziare il comandante della locale stazione dei carabinieri Luigi Dentice con il quale abbiamo avuto sempre un rapporto di collaborazione, che ci ha permesso di lavorare bene per il paese".

IL COMMENTO. Sicuramente un'intervista di poche righe non può rendere a pieno 40 anni di impegno di una persona come Eleno Mattei. Di solito non si commentano le notizie, gli articoli e le interviste...ma voglio ritagliarmi questo spazio per ringraziarlo personalmente, e non da giornalista, per la sua disponibilità, educazione e cortesia che sono propri degli uomini di una volta, quelli cresciuti nelle e dalle difficoltà. Sono certa che Eleno rimarrà sempre un punto di riferimento ed una persona insostituibile, sia dal piano umano che professionale. Lo ringrazio a nome mio, della mia famiglia e di tutta la redazione del quotidiano on line TevereNotizie per l'esempio che ha dato a molte generazioni fianesi e che sicuramente farà da eco alle prossime.

di Gioia Maria Tozzi

Fiano Romano - 20 Gennaio 2011

Articolo scritto da Gioia Maria Tozzi
Redazione TevereNotizie.com

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